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  Istvan Bethlen
 
 
Foto di Istvan Bethlen
 
 
 
       
  Nato l'8 ottobre 1874, a Gernyeszeg, nella Transilvania, allora territorio dell'impero asburgico, Istvan Bethlen proveniva da una nobile famiglia della aristocrazia ungherese. Giovanissimo intraprese la carriera politica giungendo nel 1901 in Parlamento come membro del partito Liberale (ossia conservatore).
Con la fine della Prima Guerra Mondiale divenne oppositore di ogni movimento democratico e socialista e fondò un gruppo di conservatori con sede a Vienna. Bethlen si proponeva un programma di restaurazione che riconducesse l'Ungheria sotto un governo autoritario di matrice aristocratica.
In accordo con i Francesi che occupavano l'Ungheria occidentale incaricò l'ammiraglio Miklos Horthy di organizzare un esercito controrivoluzionario che rovesciasse il governo bolscevico di Bela Kun.
Nell'aprile 1921, restaurato il potere conservatore a Budapest, venne nominato da Hothy primo ministro. Da allora Bethlen lavorò alla creazione di un governo conservatore e paternalistico in cui l'aristocrazia rappresentasse la guida del Paese. Di fatto si trattava di un governo antimoderista e legato a schemi sociali oramai andati in pezzi con il crollo dell'impero asburgico. Da un lato la paura del bolscevismo e dall'altro il desiderio di riportare l'Ungheria agli antichi splendori attraverso la riacquisizione dei territori perduti, permisero a Bethlen di conservare a lungo il potere.
La sua politica estera era dettata dalla necessità di trovare alleati che potessero garantire l'indipendenza dell'Ungheria rispetto ai Paesi vicini (Cecoslovacchia, Romania, Jugoslavia) che si erano alleati nella cosiddetta 'Piccola Intesa'. Per far ciò strinse legami assai solidi con l'Italia fascista. Inaugurò una politica di crescita economica favorendo gli investimenti esteri nel Paese e colse alcuni buoni risultati.
La crisi economica mondiale del 1929 vanificò questi sforzi e rigettò il Paese in una profonda crisi. Bethlen non riuscì a trovare una soluzione finanziaria che risolvesse la crisi mantenendo integro il sistema paternalistico di governo e, nel 1931, rassegnò le dimissioni.
Formalmente fuori dei giochi di potere mantenne una grande influenza sul partito conservatore. In particolare si batté come capo dell'opposizione contro i governi di estrema destra e le influenze fasciste che crescevano nel Paese.
Quando nel 1944 Horthy venne rovesciato dal governo fascista di Szalasi, Bethlen si nascose per non essere arrestato dai nazisti o dai fascisti ungheresi che lo consideravano un pericoloso oppositore.
Quando Budapest venne liberata dai Sovietici venne arrestato e trasferito a Mosca. Pare
sia morto qui in prigionia il 5 ottobre 1945.
   
   



  
     
    Bibliografia:

Braham, Randolph L., The politics of genocide : the Holocaust in Hungary, Rosenthal Institute for Holocaust Studies, Graduate Center/City University of New York Social Science Monographs Distributed by Columbia University Press, New York Boulder New York, 1994.
Nagy-Talavera, Nicholas M., The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Portland 2001.
Batkay, William M., Authoritarian Politics in a Transitional State, East European Monographs, 1982.
     
           
         



  
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