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Miklos Kallay
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problema principale che si poneva era la necessità di stipulare una pace
separata non con i Sovietici (il cui comunismo temeva al di sopra di ogni altra
cosa) ma con gli Angloamericani. Si trattava di una speranza irrealistica e difficilmente
realizzabile.
Il risultato dei sondaggi segreti con Inglesi e Statunitensi si
risolse in una perdita di tempo prezioso perché da parte angloamericana
non vi era alcuna intenzione di stipulare una pace separata. Dall'altro lato
i
contatti segreti irritarono sempre più i Tedeschi che si convinsero del
pericolo di una defezione ungherese imminente.
Verso gli Ebrei Kallay invocò una politica di 'antisemitismo umano' sostenendo
la necessità di escluderli progressivamente dalla vita economica del Paese.
Si trattava di una posizione ambigua che i nazisti forzarono immediatamente.
In una nota del 3 giugno 1942 il ministero degli Esteri tedesco, attraverso Martin
Luther, chiese a Kallay che gli Ebrei ungheresi venissero inclusi nel programma
di 'reinsediamento'.
Kallay assunse un atteggiamento dialtorio che
mantenne per due anni. La sua convinzione era che gli angloamaricani avrebbero
aperto un fronte nei Balcani. La sua politica ebbe come risultato finale il convincimento
tedesco della inevitabilità defezione ungherese. Nel marzo 1944 i Tedeschi
occuparono l'Ungheria e Kallay si rifugiò nella ambsaciata turca per non
essere catturato.
Il 15 ottobre 1944, quando le Croci Frecciate guidate da Szalasi presero
il potere, fu costretto ad abbandonare l'ambasciata. Arrestato venne inviato
a Mauthausen. Liberato dagli Alleati si trasferì a Roma e di qui, nel
1951, negli Stati Uniti.
Morì a New York il 14 gennaio 1967. |
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Nacque il 23 gennaio 1887 a Kallosemjen
da una famiglia dell'antica nobiltà unghererese. Ebbe una educazione
raffinata studiando scienze politiche a Parigi, Ginevra e Londra. La
sua carriera politica iniziò abbastanza presto ma - per un lungo
periodo - si svolse a livello locale.
I suoi interessi erano rivolti
soprattutto ai problemi dell'Agricoltura e fu per questo che il 1° ottobre
1932 venne chiamato a dirigere il ministero dell'Agricoltura nel governo
guidato da Gyula Gombos e rimanendo
in carica sino al 9 gennaio 1935. Le sue dimissioni furono determinate
dalla politica troppo spostata a destra del primo ministro. Kallay rimase
estraneo alla politica sino al 1942. Essendo legato da un profondo rapporto
di amicizia con il reggente Horthy mantenne
l'incarico speciale di Commissario all'Irrigazione.
Kallay rappresentava
il prototipo della 'vecchia guardia aristocratica' interessata
a mantenere intatto lo status quo della prevalenza aristocratica.
Il 9 marzo 1942 Horthy lo nominò Primo
Ministro in sostituzione di Laszlo Bardossy giudicato
troppo sbilanciato verso la Germania nazista.
Per tutto il 1942 Kallay ebbe
la certezza che le vittorie tedesche sul fronte russo avrebbero condotto
ad una
rapida conclusione della guerra ad Est. Questa certezza venne scossa dalla
distruzione della Seconda Armata Ungherese nel gennaio 1943 ad opera dei
Sovietici. Il successivo
disastro tedesco a Stalingrado lo convinse definitivamente che la Germania
non avrebbe vinto la guerra. Maturò quindi la decisione di recidere
progressivamente i legami con i nazisti e di sottrarre l'Ungheria ad una
sconfitta militare.
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Bibliografia
Braham, Randolph L., The politics of genocide
: the Holocaust in Hungary, Rosenthal Institute for Holocaust Studies,
Graduate Center/City University of New York Social Science Monographs
Distributed by Columbia University Press, New York Boulder New York,
1994.
Nagy-Talavera, Nicholas M., The Green Shirts and the Others: A History of
Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Portland 2001.
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