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Mihaly Karolyi
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| Foto sopra: Mihaly Karolyi insieme alla moglie Katalin
e ai figli Eva Viktoria, Mihály, Judit durante il primo esilio
in Francia. |
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Come contraccolpo di questo fallimento in politica
estera Karolyi venne attaccato da Destra e da Sinsitra.
I conservatori guidati dal conte Istvan Bethlen, fondarono
il Comitato Anti-Bolscevico a Vienna mentre gli elementi più radicali
- guidati da Gyula Gombos - creavano a Szegednel
gennaio 1919 due partiti d'opposizione: il MOVE e l'EME.
I conservatori erano ben visti e protetti dagli Alleati che li consideravano
assai più affidabili di Karolyi.
A Sinistra la delusione per la crisi economica e l'impossibilità di Karolyi
di stabilizzare la situazione rafforzò il Partito Socialista Democratico
e quello Comunista.
Karolyi a questo punto il 21 marzo 1919 si dimise dalla carica di Presidente.
Il potere venne assunto dai Socialisti e dai Comunisti che, con Bela
Kun, crearono una sanguinaria repubblica sovietica.
Karolyi abbandonò l'Ungheria e trascorse i successivi ventisette anni
in esilio. I conservatori l'accusarono di tradimento e gli confiscarono tutte
le proprietà di famiglia. Ritornò in Ungheria nel 1946 come parlamentare
della sinistra socialista. Venne nominato ambasciatore a Parigi, incarico che
espletò tra il 1947 ed il 1949.
Nel 1949 i comunisti ungheresi fedeli a Mosca manovrarono per eliminare i colleghi
comunisti giudicati poco fedeli a Stalin. Di questa 'purga' interna fu vittima
principale Laszlo Rajk che si occupava degli affari esteri del partito. Rajk
venne arrestato e sottoposto ad un processo farsa nel settembre 1949 che portò alla
condanna a morte.
Karolyi, che era in amicizia con Rajk, diede le dimissioni da ambasciatore e
rimase in Francia dove morì il 20 marzo 1955. |
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Nacque il 4 marzo 1875 a Fot da una importante
famiglia della aristocrazia ungherese. Di orientamento conservatore
venne eletto nel parlamento ungherese nel 1905 quando ancora l'Ungheria
era
parte dell'Impero Asburgico. Il 7 novembre 1914 sposò la nobile
Katalin Gräfin Andrássy de Csik-Szent-Király et
Kraszna-Horka dalla quale ebbe tre figli.
Abbastanza presto si convertì dal
conservatorismo ad una visione progressista. Si impegnò allora
per una riforma fondiaria che ridistribuisse la terra ai piccoli proprietari,
per il suffragio universale e per l'uguaglianza di diritti e doveri tra
Ungheresi e non Ungheresi. Le sue posizioni si fecero via via sempre
più radicali arrivando a teorizzare l'indipendenza dell'Ungheria
ed una alleanza con la Russia.
Noto per il suo carattere indipendente
ed orgoglioso si batté in duello con Istvan Tisza primo ministro
dell'epoca.
Le posizioni politiche di Karolyi nella società asburgica dell'epoca
erano considerate troppo progressiste se non estremistiche.
Nel luglio 1914 si trovava
in Francia per raccogliere fondi per creare un proprio partito. Allo scoppio
della guerra venne arrestato dai Francesi ed internato.
Riuscì a convincere
il governo di Parigi a liberarlo sostenendo che, una volta ritornato in patria,
avrebbe lottato per far uscire l'Ungheria dalla guerra. Per questo venne gradualmente
isolato e nel 1916 fondò un suo partito che per tutta la durata della
guerra si pose all'opposizione.
Con il crollo della monarchia asburgica nella Prima Guerra Mondiale i territori
che facevano parte dell'impero austriaco cominciarono a staccarsi progressivamente.
L'Ungheria non fece eccezione e il primo ministro Alexander Wekerle il 19 ottobre
1918 proclamò l'indipendenza dell'Ungheria. Carlo I - l'ultimo sovrano
effettivo dell'Austria-Ungheria - licenziò Wekerle e chiamò Karolyi.
Questa mossa mirava a conservare la corona d'Ungheria alleandosi con un progressista
non rivoluzionario. Il calcolo di Carlo I si rivelò sbagliato: non solo
Karolyi non si adoperò per reprimere il nascente nazionalismo ungherese
ma si pose alla sua testa arrivando a chiedere all'imperatore di scioglierlo
da suo giuramento di fedeltà. Carlo I dovette accettare suo malgrado.
L'11 novembre 1918 Karolyi mise in atto l'ultimo definitivo strappo politico
proclamando la Repubblica. Karolyi voleva staccare l'Ungheria dalle responsabilità dell'Impero
Asburgico morente e sperava che i vincitori della guerra non avrebbero tolto
territori al nuovo Stato. Tuttavia Karolyi si ingannava. In primo luogo gli
Alleati (francia e Gran Bretagna) non rinuciarono alle pretese territoriali.
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Bibliografia
La bibliografia in italiano specifica sulla figura di Mihaly Karolyi e sul suo
periodo di governo è inesistente. In lingua inglese sono consultabili
le sue memorie e quelle di sua moglie:
Karolyi, Mihaly, Fighting the world. The struggle for peace, Albert & Charles
Boni, New York, 1925.
Karolyi, Mihaly, Memoirs of Michael Karolyi: faith without illusion,
Jonathan Cape, London, 1956.
Karolyi, Catherine, A Life Together: The Memoirs of Catherine Karolyi,
George Allen & Unwin, London, 1966. |
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