| Geza Lakatos |
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nacque nel 1890. Insieme al suo fratello
gemello Kalman abbracciò la carriera militare nell'allora esercito
asburgico del cui territorio l'Ungheria faceva parte. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e venne gravemente ferito mentre suo fratello cadde sul campo. Alla fine del conflitto fu costretto ad arruolarsi nell'esercito rivoluzionario di Bela Kun. Fuggito si rifugiò nella parte orientale dell'Ungheria controllata dai Francesi e luogo di concentrazione degli anticomunisti. Divenne ufficiale nell'esercito dell'ammiraglio Horthy e proseguì la sua carriera militare. Tra il 1928 ed il 1934 fu addetto militare nell'ambasciata ungherese in Cecoslovacchia. Tornato in patria ebbe il comando del 13° reggimento di fanteria e, successivamente e sino al 1940 fu nello stato maggiore della 7a Brigata e comandante della 3a. Nel 1941 fu Capo di Stato Maggiore della Seconda Armata e nella primavera del 1943 venne nominato comandante della Seconda Armata Ungherese impegnata nella offensiva in Unione Sovietica. Ereditava una unità praticamente annientata dall'offensiva su Stalingrado. Rimase in comando agendo dietro le linee non essendo le sue forze in grado di reggere un ulteriore confronto con i Sovietici. Di fatto svolse una attività antipartigiana. Nel 1944 ricevette il comando della Prima Armata. Il 29 agosto 1944 Horthy gli affidò l'incarico di primo ministro. Avrebbe dovuto trattare con gli Alleati una pace separata e sganciare l'Ungheria dalla alleanza con i Tedeschi. Lakatos agì con una certa ingenuità ritenendo fondamentale avere una buona scusa per rompere l'alleanza. A questo scopo inviò un ultimatum ai Tedeschi chiedendo l'invio di truppe per la difesa dell'Ungheria. Con grande sorpresa di Lakatos i Tedeschi accettarono e inviarono un notevole contingente che però era incaricato soprattutto di stroncare sul nascere un eventuale voltafaccia ungherese. Quando il 15 ottobre 1944 Horthy dichiarò formalmente l'uscita del Paese dalla guerra e l'armistizio con gli Alleati il tentativo fallì miseramente. Una parte dell'esercito rimase fedele alla alleanza con i Tedeschi. Arrestato dai Tedeschi prima, consegnato alle Croci Frecciate di Szalasi poi e, infine, ai Sovietici, Lakatos subì tutta una serie di maltrattamenti. Espatriato si trasferì in Australia dove morì nel 1967. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Bibliografia Lakatos, Géza, As I saw it: The tragedy of Hungary, Universe Publishing, Englewood NJ, 1993. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||