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  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 3/29]
 
 
  I controrivoluzionari: Gombos e Bethlen
 
 
         
  Mentre il governo comunista di Bela Kun spargeva il terrore a Budapest e le truppe romene invadevano l'Ungheria le forze conservatrici si andavano riorganizzando nell'area meridionale del Paese controllata militarmente dai francesi e a Vienna. Si trattava di due gruppi con connotazioni e idee politiche differenti ma unite dalla volontà di restaurare un governo autoritario anticomunista.
Il primo gruppo aveva il suo quartier generale a Szeged ed era guidato da due partiti politici: l'Associazione per la Rinascita degli Ungheresi (Ebredo Magyarok Egyesulete) e l'Associazione Ungherese di Difesa Nazionale (Magyar Orszagos Vedero Egyesulet) meglio nota come MOVE. Il leader della MOVE era un ex capitano dell'esercito: Gyula Gombos. Nel gennaio 1919 Gombos venne eletto presidente della MOVE. Uno dei suoi primi atti fu la fondazione all'interno del movimento di un'altra struttura parallela: la "Società Scientifica Ungherese per la protezione della razza”. Il programma politico di Gombos venne chiamata 'Idea di Szeged”. Queste tesi politiche hanno una caratteristica importante: si tratta, in assoluto, del primo programma europeo a carattere fascista ed antisemita.(1) L'antisemitismo all'interno di questo programma giocava un ruolo chiave: i comunisti, nemico principale di Gombos, erano identificati con gli ebrei che, anche quando non erano esplicitamente comunisti, erano ugualmente considerati come dei fiancheggiatori. Il secondo nemico identificato dagli uomini di Szeged era l'aristocrazia terriera che aveva tradizionalmente governato l'Ungheria. Gli aristocratici, oltre alla loro presenza economica, venivano considerati i primi alleati e protettori degli ebrei. La "Idea di Szeged” prometteva agli Ungheresi lavoro nelle professioni "dominate” dagli Ebrei e faceva del cosiddetto "numerus clausus” il suo slogan preferito. Gli Ebrei avrebbero dovuto avere una quota proporzionale nell'esercizio delle professioni alla loro percentuale numerica.
L'altro movimento controrivoluzionario aveva il suo centro di aggregazione a Vienna. Questo gruppo era molto più socialmente disomogeneo rispetto agli uomini di Gombos ma assai più pragmatico e flessibile. Si trattava di aristocratici, ex ufficiali dell'esercito austroungarico, finanzieri e banchieri (anche di origini ebraiche). Questi uomini si raccoglievano intorno al conte Istvan Bethlen.(2) L'obiettivo di questo gruppo di conservatori consisteva principalmente nel riaffermare i privilegi aristocratici, restringere il diritto al voto, fermare la distribuzione delle terre ai piccoli proprietari. Bethlen e i suoi sostenitori erano molto più inclini al compromesso di quanto non fossero Gombos e i suoi ed erano indubbiamente dotati di maggior intuito politico.

 
Foto: Gyla Gombos parla ad un congresso di partito
 
In alto: Gyula Gombos (in piedi a destra) ad un congresso del suo partito verso il 1930. Alle sue spalle una scenografia cara al "gusto" fascista dell'epoca.

In basso: il conte Istvan Bethlen
 
Foto il conte Istvan Bethlen
 
           
   

 
(1) Una analisi completa e una interpretazione acuta del movimento reazionario che elaborò la cosiddetta "Idea di Szeged” in Nicholas Nagy-Talavera, The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Iasi, 2001, particolarmente pp. 75-120.
 
(2) Sulla figura di Bethlen vedi: William Batkay, Authoritarian politics in a transitional state : István Bethlen and the Unified Party in Hungary, 1919-1926. Boulder Colo Highland Lakes, N.J., New York, East European Monographs, 1982. Più recente ma per certi versi apologetico Ignac Romsics, István Bethlen: a great conservative statesman of Hungary, 1874-1946, Boulder, Colo Highland Lakes, N.J New York 1995.
     
           
         



  
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