olokaustos torna alla home page luoghi
 
percorso guidato
schede biografiche
percorso geografico
percorso per argomenti
resistenza ebraica e opposizione
documenti
saggi e idee
musei e luoghi
ricerca
 
  indice argomento pagina precedente pagina succesiva torna indietro
         
 
  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 5/29]
 
 
  Horthy, reggente d'Ungheria
 
 
         
  Il governo retto da Huszar ebbe - come i precedenti - vita breve. Vi erano due questioni ancora aperte: le nuove elezioni, che i francesi e gli inglesi avevano imposto entro il gennaio 1920 e il problema della futura forma di governo dell'Ungheria. Si discuteva se si sarebbe dovuta creare una repubblica o una monarchia. I monarchici a loro volta discutevano sull'opportunità di porre sul trono un Asburgo o un re proveniente da una nuova dinastia. In questo senso Huszar doveva traghettare l'Ungheria dal caos istituzionale alle nuove elezioni.
Sino a quel momento sia la fazione di Szeged guidata da Gombos che gli uomini di Vienna guidati da Bethlen erano rimasti in posizione defilata. In preparazione delle nuove elezioni non potevano però rimanere inerti. Occorreva garantire che la Sinistra non potesse partecipare alle consultazioni. Gombos scatenò un'altra ondata di violenze ai danni dei rappresentanti socialisti. Due giornalisti socialisti, Bela Somogyi e Bela Bacso, vennero rapiti e uccisi da una squadra di uomini di Gombos capitanati da un noto antisemita, Emil Kovarcz che più tardi sarebbe diventato uno dei principali collaboratori dei nazisti.(1) Ostacolata la partecipazione al voto dei partiti di Sinistra la vittoria dei conservatori fu una semplice formalità. Le due formazioni politiche che emersero da questa strana contesa elettorale furono l'Unione Nazionale Cristiana e il Partito dei Piccoli Proprietari. L'Ungheria venne proclamata nuovamente una monarchia ma, non essendo possibile decidere chi dovesse essere re, si stabilì di affidare i poteri momentaneamente ad un reggente: l'ammiraglio Horthy che rappresentava il braccio armato del gruppo di Vienna capitanato da Bethlen. Il 1° marzo 1920 Horthy assunse ufficialmente il potere. Con lui iniziava un regime destinato a governare l'Ungheria sino al 1944. Si trattava. di fatto, di un governo dittatoriale gestito da un ammiraglio senza flotta in nome e per conto di un re che non esisteva. L'ultimo imperatore d'Austria, Carlo I, tentò di riottenere il trono ma il reggente sventò i tentativi di restaurazione.(2)




 
(1) Michael Nagy-Talavera, The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Iasi, 2001, particolarmente p. 83.
 
(2) Per chi desideri approfondire le vicende legate ai tentativi di Carlo I di riprendere il trono e il clima dell'Ungheria tra le due guerre esistono le memorie di un suo stretto collaboratore: Miklós, Bánffy, The Phoenix Land, Arcadia Books, London St. Paul, MN, 2003.

 
cartolina illustrata che ritrae il reggente Horthy
 
Sopra: una cartolina d'epoca che ritrae Miklos Horthy. Il culto della personalità per il reggente, connesso all'ideologia che lo considerava il "salvatore della patria" gli permise di esercitare una dittatura paternalistica sull'Ungheria per ventiquattro anni.

Sotto: manifesto di propaganda. Horthy è il timoniere della nazione. Naturalmente le onde pericolose sono rosse come il pericolo comunista. Nei venti anni successivi il timoniere guidò verso la catastrofe della guerra l'Ungheria.
 
manifesto di propaganda
 
           
         



  
copyright olokaustos home page inizio pagina pagina precedente pagina succesiva torna indietro