| La storia dell'Olocausto in Ungheria
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| Horthy, reggente d'Ungheria |
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| Il governo retto da Huszar ebbe - come
i precedenti - vita breve. Vi erano due questioni ancora aperte: le nuove
elezioni, che i francesi e gli inglesi avevano imposto entro il gennaio
1920 e il problema della futura forma di governo dell'Ungheria. Si discuteva
se si sarebbe dovuta creare una repubblica o una monarchia. I monarchici
a loro volta discutevano sull'opportunità di porre sul trono un
Asburgo o un re proveniente da una nuova dinastia. In questo senso Huszar
doveva traghettare l'Ungheria dal caos istituzionale alle nuove elezioni. Sino a quel momento sia la fazione di Szeged guidata da Gombos che gli uomini di Vienna guidati da Bethlen erano rimasti in posizione defilata. In preparazione delle nuove elezioni non potevano però rimanere inerti. Occorreva garantire che la Sinistra non potesse partecipare alle consultazioni. Gombos scatenò un'altra ondata di violenze ai danni dei rappresentanti socialisti. Due giornalisti socialisti, Bela Somogyi e Bela Bacso, vennero rapiti e uccisi da una squadra di uomini di Gombos capitanati da un noto antisemita, Emil Kovarcz che più tardi sarebbe diventato uno dei principali collaboratori dei nazisti.(1) Ostacolata la partecipazione al voto dei partiti di Sinistra la vittoria dei conservatori fu una semplice formalità. Le due formazioni politiche che emersero da questa strana contesa elettorale furono l'Unione Nazionale Cristiana e il Partito dei Piccoli Proprietari. L'Ungheria venne proclamata nuovamente una monarchia ma, non essendo possibile decidere chi dovesse essere re, si stabilì di affidare i poteri momentaneamente ad un reggente: l'ammiraglio Horthy che rappresentava il braccio armato del gruppo di Vienna capitanato da Bethlen. Il 1° marzo 1920 Horthy assunse ufficialmente il potere. Con lui iniziava un regime destinato a governare l'Ungheria sino al 1944. Si trattava. di fatto, di un governo dittatoriale gestito da un ammiraglio senza flotta in nome e per conto di un re che non esisteva. L'ultimo imperatore d'Austria, Carlo I, tentò di riottenere il trono ma il reggente sventò i tentativi di restaurazione.(2) (1) Michael Nagy-Talavera, The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Iasi, 2001, particolarmente p. 83. (2) Per chi desideri approfondire le vicende legate ai tentativi di Carlo I di riprendere il trono e il clima dell'Ungheria tra le due guerre esistono le memorie di un suo stretto collaboratore: Miklós, Bánffy, The Phoenix Land, Arcadia Books, London St. Paul, MN, 2003. |
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