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  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 8/29]
 
 
  Il governo Bethlen (1921-1929)
 
 
         
  Di fronte a questi attacchi antisemiti l'atteggiamento della Comunità ebraica ungherese fu quantomeno inaspettato. La totalità degli Ebrei ungheresi si convinse che alla radice dell'ostilità che stava crescendo doveva esserci un gigantesco malinteso. Occorreva perciò riaffermare la fedeltà degli Ebrei all'Ungheria. Questa idea era particolarmente affermata dai leader della Comunità. Vilmos Vazsonyi - ex ministro della Giustizia e personalità di spicco dell'ebraismo ungherese - il 24 ottobre 1924 parlò durante la riunione annuale delle comunità ebraiche ungheresi. Poco tempo prima la Alliance Israelite aveva offerto il suo intervento di fronte al crescente antisemitismo in Ungheria. Vazsonyi rispose: "Il trattato di Trianon è un'onta per la nostra nazione e non può divenire lo strumento per affermare i nostri diritti”. Paradossalmente la Comunità ebraica rifiutava l'aiuto che gli proveniva dagli accordi internazionali per timore di essere catalogato come "poco patriottico”. Si arrivò al punto in cui tra la Comunità ebraica ungherese e l'Alliance Israelite vi fu una rottura completa. Vazsony commentò il fatto dicendo che "i nostri correligionari stranieri non ci comprendono perché noi siamo anzitutto e prima di tutto Ungheresi”(1).
 
foto: casupola rurale  in legno
   
Una casa di Ebrei ungheresi vicino a Dés nella contea di Szolnok-Doboka verso il 1910. Nonostante la propaganda antisemita si sforzasse di proclamare il contrario la maggior parte degli Ebrei ungheresi non erano affatto abbienti.  
    Questo atteggiamento di fiducia e di volontà di essere il più possibile schierati a fianco dell'Ungheria fu rafforzato dall'arrivo al potere di Bethlen. Il 21 aprile il leader del "gruppo di Vienna” formava il nuovo governo che includeva tutte le forze conservatrici ungheresi. Tra i ministri faceva la sua prima esperienza di governo anche l'antisemita Gombos.
Istvan Bethlen rappresentava una tendenza politica ultraconservatrice tutta tesa a "restaurare” i principi che avevano guidato la vita sociale dell'Ungheria prima del 1914. Si trattava di un sogno irrealizzabile. L'Ungheria era afflitta dalla disoccupazione, dallo scontento degli ex-combattenti, dall'impoverimento territoriale e materiale. I vecchi principi si erano definitivamente dissolti.



  Questo atteggiamento irrealistico che mirava ad instaurare un regime definito dagli stessi contemporanei "neobarocco” alla prova dei fatti si dimostrò impotente di fronte ai cambiamenti. Ad interpretare il disagio generalizzato della popolazioni e a solleticarne demagogicamente i bisogni fu Gombos e il suo movimento fascista. Quando fu chiaro che Bethlen non mirava a guidare il cambiamento ma, semplicemente, a restaurare un mondo scomparso, Gombos uscì dal governo. Nel 1923 il leader fascista uscì dal governo fondando il Partito della Difesa Razziale. Gombos era convinto della necessità di rovesciare in fretta il governo Bethlen e, a questo scopo, ebbe contatti con il piccolo partito nazional-socialista dell'allora sconosciuto Adolf Hitler e organizzò un tentativo di colpo di Stato che però venne stroncato quando era ancora in fase organizzativa. Le tendenze 'golpiste” di Gombos e la scoperta dei suoi piani avrebbero dovuto condurlo se non altro alla prigione.  
La via Kiraly area centrale del quartiere ebraico di Budapest nel 1929. Gli Ebrei ungheresi erano pienamente integrati nella società.   foto: strada di Budapest
  In questo frangente però emerse l'ambigua figura di Horthy che, proteggendo Gombos, impedì a Bethlen di sbarazzarsi del suo rivale. Gombos - nonostante il fallimento dei suoi piani - moltiplicò i suoi sforzi e la sua visibilità politica. Nel 1925 organizzava a Budapest il Congresso Mondiale Antisemita insieme al suo amico e collaboratore Tibor Eckhardt.
I dissidi tra Bethlen e Gombos furono per la Comunità ebraica ungherese un segnale rassicurante. Bethlen - tutto sommato - rappresentava una specie di ritorno a quegli ottimi rapporti che avevano sempre legato gli Ebrei all'aristocrazia ungherese. In realtà Bethlenera un politico cinico e particolarmente attento alle opportunità politiche che via via potevano facilitargli l'opera. Il cinismo di Bethlen sulla questione ebraica è ben rappresentato dalla definizione che egli stesso dava degli antisemiti che catalogava come "persone che odiano gli Ebrei più del necessario". Per Bethlen sviluppare una politica apertamente antisemita era un errore. Nel 1922 l'Ungheria venne ammessa nella Società delle Nazioni e nel 1924 riceveva un grande prestito internazionale vitale per risollevare l'economia. L'Ungheria doveva apparire sulla scena internazionale un "paese normale”. I successi economici del governo Bethlen (per anni la moneta ungherese fu considerata un modello di stabilità) impedirono la crescita del movimento fascista di Gombos. La riacquistata tranquillità economica svuotò il bacino di scontento di cui si nutriva l'estrema destra. Lo stesso Gombos si rese conto che la sua posizione estremista rischiava di porlo fuori dai giochi politici ungheresi e, nel 1928, dissolse il suo partito ed entrò a far parte nuovamente del governo Bethlen divenendo dapprima sottosegretario alla difesa e poi ministro.


 

(1) La Alliance Israelite è una società fondata nel 1860 per la protezione e lo sviluppo delle comunità ebraiche nel mondo. Il discorso di Vazsonyi è citato in Nicholas Nagy-Talavera, The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Iasi, 2001, p. 102. Sull'intera questione vedi anche George Barany, Magyar Jew or Jewish Magyar? Reflections on the Question of Assimilation in Bela Vago and George L. Mosse, ed. Jews and Non-Jews in Eastern Europe 1918-1945, New York, 1974. Sul rifiuto degli Ebrei ungheresi di utilizzare la'iuto internazionale: vedi Nathaniel Katzburg, The Jewish question in Hungary during the Inter-War Period. Jewish attitudes in Bela Vago and George L. Mosse, ed. Jews and Non-Jews in Eastern Europe 1918-1945, New York, 1974.
 
         




  
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