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  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 9/29]
 
 
  La crisi del 1929 e i fascisti al potere
 
 
         
 

Giovedì 24 ottobre 1929 la Borsa di New York visse il crollo finanziario più terribile della storia economica moderna. Gli effetti della crisi non si fecero sentire immediatamente nella lontana Ungheria. Benché già nel 1930 la disoccupazione fosse salita al 20%, l'Ungheria resse sino al maggio 1931. In quel mese il Creditanstalt Bank, una delle più importanti banche di Vienna, dichiarò fallimento. Buona parte della finanza ungherese passava attraverso il lavoro del Creditanstalt e l'effetto fu immediato. Il credito internazionale che l'Ungheria era ancora riuscito a mantenere crollò definitivamente e l'intera economia franò spaventosamente. Non soltanto crollò l'economia ma la fiducia nell'idea di Bethlen e del suo sogno di restaurare uno stato conservatore sull'esempio dell'Austria di fine Ottocento. Nel luglio del 1931 Bethlen diede le dimissioni. Lo sostituì un altro nobile: Gyula Karolyi. Di fatto la politica del nuovo governo era identica a quella di Bethlen e, di conseguenza, totalmente inefficace. Ma, a differenza di dieci anni prima, gli ungheresi non davano più alcun credito al conservatorismo. Crisi economica e governo privo di prestigio e di seguito furono il terreno per far riemergere Gombos e i fascisti ungheresi. Già alla fine del 1931 un fallito colpo di stato fece suonare il primo campanello d'allarme. Tra il 1931 ed il 1932 le agitazioni di piazza contro il governo si moltiplicarono. Il 1° ottobre 1932 il governo Karolyi diede le sue dimissioni e il reggente Horty nominò primo ministro Gombos. Il fascismo ungherese era arrivato al potere. Gombos era destinato a governare sino al 1936 e a cambiare l'assetto dell'Ungheria prebellica. Il primo atto di questo mutamento fu piazzare uomini fidati nei posti di governo e di sottogoverno e nell'esercito. Al MOVE pur rimanendo un partito venne consentito non ufficialmente di armarsi. L'intero Paese venne sottoposto ad una fascistizzazione rapida: strutture giovanili, occupazione dei mezzi di informazione e controllo del sistema educativo completarono l'opera entro il 1935. Verso gli ebrei Gombos fu prudente e soltanto nel 1936 iniziarono le pressioni. In politica estera si avvicinò sempre più a Hitler e Mussolini tanto che, nel 1933, Gombos fu il primo capo di Stato estero a far visita a Hitler appena eletto Cancelliere.
L'attività di governo di Gombos per realizzarsi aveva la necessità di procedere con cautela. I conservatori del gruppo di Bethlen non erano per nulla ridotti al silenzio e, in più, a governare al di sopra dei partiti l'Ungheria era pur sempre il reggente, l'ammiraglio Horthy. L'atteggiamento prudente di Gombos provocò la nascita di una miriade di gruppi e gruppuscoli più radicali nel loro fascismo. Inizialmente Gombos, verso il 1931-32, accolse con favore l'esistenza di questi estremisti. I loro atteggiamenti violenti e privi di intelligenza politica dovevano far capire ai conservatori che, tutto sommato, era proprio Gombos a rappresentare un elemento di garanzia istituzionale. Tuttavia, quando Gombos prese il potere, questi gruppi gli si ritorsero contro. Questi "superfascisti” lamentavano che l'attività di Gombos procedeva ad un ritmo di inaccettabile lentezza. Secondo questi estremisti le tre priorità cui bisognava dare risposta erano una legislazione antisemita, la creazione di una dittatura fascista e la riforma agraria. Nessuno di questi punti era stato soddisfatto da Gombos. D'altra parte Gombos si preoccupava poco di questi scalmanati. Avendo avuto da Hitler la garanzia che i gruppuscoli alla sua destra non sarebbero stati finanziati ed essendo egli stesso l'unico vero interlocutore di Berlino, poteva procedere senza troppe preoccupazioni. Effettivamente Hitler rispettò scrupolosamente l'impegno preso con Gombos. Tuttavia, nonostante la sua capacità di contenere i fascisti più estremisti, Gombos fallì il suo disegno di fascistizzare il Paese. La pluralità di movimenti estremistici di destra impedì all'Ungheria di creare un partito unico fascista come era accaduto in Germania e in Italia. La conseguenza pratica di questo fenomeno fu il proliferare di idee sempre più violente e sempre più estremiste all'interno del movimento fascista ungherese. Probabilmente Gombos sarebbe riuscito a riassorbire le opposizioni, avrebbe ceduto su alcuni punti, certamente avrebbe varato una legislazione antisemita. Gombos ebbe il tempo di legare indissolubilmente il destino dell'Ungheria a quello della Germania nazista, non ebbe il tempo di vedere il fondo del baratro in cui aveva precipitato il suo Paese. Il 6 ottobre 1936 Gombos moriva improvvisamente a cinquant'anni in un ospedale di Monaco di Baviera. Questa morte improvvisa cambiò completamente la situazione politica in Ungheria.




Nota bibliografica

Sulla vicenda politica di Gyula Gombos esistono diverse pubblicazioni in lingua ungherese,mentre non abbiamo un'opera monografica scritta in una lingua dell'Europa occidentale. Il miglior riferimento Braham, Randolph L., The politics of genocide: the Holocaust in Hungary, Rosenthal Institute for Holocaust Studies, Graduate Center/City University of New York Social Science Monographs Distributed by Columbia University Press, New York Boulder New York, 1994, vol. 1, pp. 45-57.

 
foto: Gombos con Hitler e Göring
 
Foto in alto: Gyula Gombos ricevuto da Hitler e Goering a Berlino nel 1934.
Nelle due foto sotto: un disoccupato fa l'uomo-sandwich per sopravvivere; un gruppo di poveri si scalda vicino ad una stufa.
 
Foto: disoccupato a Budapest
 
Foto: disoccupati si riscaldano vicino ad una stufa
 
Foto: giovani della organizzazione Levente marciano per le vie di Budapest
 
Foto sopra: Giovani della formazione paramilitare "Levente" marciano per le strade di Budapest. Benché non esplicitamente legata ad un partito preciso, questa organizzazione (obbligatoria per tutti i maschi dai 12 ai 18 anni) attesta la volontà di militarizzare la società ungherese. Nel 1941 venne creata la versione femminile.
 
           
         



  
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