| La storia dell'Olocausto in Ungheria
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| Gli Ebrei diventano merce di scambio |
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| La morte improvvisa di Gombos rese
più indolore una soluzione che era già stata presa: eliminarlo
dalla gestione del potere. L'ammiraglio Horthy aveva
comunque deciso di disfarsi di Gombos che,
inserendo suoi uomini nella macchina statale e militare del Paese, si
era rivelato assai più pericoloso di quanto si era pensato. Il problema politico che si poneva era delicato: ritornare al conservatorismo di Bethlen senza creare reazioni violente da parte dei fascisti. Per questo motivo Horty nominò come nuovo primo ministro un uomo inattaccabile, in ottimi rapporti con tutte le fazioni politiche compresi i fascisti. Quest'uomo fu Kalman Daranyi. Il nuovo ministro entrato in carica il 12 ottobre 1936 era un altro ultraconservatore che sapeva muoversi molto bene nel mondo politico ungherese. Per dare un segnale di novità introdusse una riforma elettorale a suffragio universale. Quando i Tedeschi occuparono e resero l'Austria una parte della Germania iniziò un programma di riarmo militare. Soprattutto però, proprio per compiacere i fascisti, varò, nell'aprile 1938, la prima legge antisemita dopo quella introdotta nel 1921. Si trattava di una legge (che passò alla storia come Prima Legge Ebraica) che imponeva un tetto massimo del 20% per l'esercizio di alcune professioni legate alla vita economica del Paese. La legge venne promulgata nell'aprile 1938. Quel che è interessante notare è che per la prima volta si dava una definizione legale del termine "ebreo”. Secondo la legge era da considerarsi ebreo chi professava la religione ebraica, chi aveva abbandonata la religione ebraica dopo il 31 luglio 1919 o, infine, chi era nato dopo il 31 luglio 1919 da genitori ebrei anche se battezzato nella religione cristiana. Perché un governo conservatore come quello di Daranyi promulgò una legge antisemita che neppure il precedente governo fascista di Gombos aveva osato varare? La spiegazione sta nella situazione interna e, soprattutto, internazionale. Dal punto di vista interno, dopo la morte di Gombos, dalla Germania erano cominciati ad affluire finanziamenti ai gruppi più estremisti del fascismo ungherese. Grazie al denaro nazista quelli che erano durante il governo Gombos gruppi sparsi senza guida politica acquistarono forza crescente e ritrovarono un leader in Ferenc Szalasi e nel suo movimento delle 'Croci Frecciate”. Hitler lanciò all'Ungheria un avvertimento molto chiaro. Nel febbraio 1937 venne scoperto un tentativo di colpo di Stato organizzato dagli uomini del MOVE, il partito del defunto Gombos. Il primo ministro Daranyi, esponendo in Parlamento i fatti nella seduta del 10 marzo 1937 accennò che i "golpisti” avevano goduto dell'aiuto di un "rappresentante di una nazione amica accreditato nel nostro Paese”. Si riferiva all'ambasciatore Hans von Mackensen che il governo nazista si affrettò a sostituire con l'ambasciatore von Erdsmandorff(1). Un anno dopo, il 12 marzo 1938, Hitler occupava e inglobava nel Reich l'Austria. L'RSHA, l'Ufficio Supremo per la Sicurezza del Reich installò a Budapest un ufficio che affidò a Wilhelm Hõttl, abile agente della Gestapo. Il compito che gli venne affidato fu di prendere contatti con gli estremisti fascisti delle 'Croci Frecciate” e con i leader della minoranza tedesca in Ungheria(2). Un fiume di denaro iniziò a finanziare l'opposizione. L'Ungheria era stata avvertita. A Budapest la situazione era più che chiara: occorreva collaborare con la Germania e cercare di ottenere il massimo profitto, opporsi avrebbe significato soltanto far crescere gli oppositori interni. La merce di scambio per ottenere buoni rapporti con i Tedeschi divennero gli Ebrei. Nel maggio 1938 il governo di Daranyi venne sostituito con quello di Imredy Bela. La Cecoslovacchia venne invasa dai Tedeschi nel settembre 1938 e l'Ungheria ebbe il suo primo tornaconto. Pochi mesi dopo, nel novembre 1938, conn il Primo Arbitrato di Vienna sponsorizzato da Germania ed Italia, gli Ungheresi ottennero a spese della Cecoslovacchia un'ampia fascia di territorio che le era stato tolto con il Trattato di Trianon. Ma l'Ungheria aveva altri appetiti territoriali: la Rutenia e la Transilvania. Gli ebrei avevano funzionato come merce di scambio in precedenza e funzionarono ancora. Imredy Bela venne licenziato dall'ammiraglio Horthy dopo che fu fatta circolare la voce che uno dei suoi nonni era ebreo. Un altro segnale questo di massima disponibilità verso la Germania nazista. Al suo posto il 16 febbraio 1939 venne nominato primo ministro Pal Teleki. Migliore atto di "buona volontà” nell'affrontare la "questione ebraica” non poteva essere dato. Come abbiamo visto era stato proprio durante il primo governo presieduto da Teleki che era stata varata la prima legge discriminatoria contro gli Ebrei del 'Numerus Clausus”. Il 16 marzo 1939 i Tedeschi incorporavano la Boemia e la Moravia trasformandole in Protettorato e segnando la fine della Cecoslovacchia come stato indipendente. Nel caos istituzionale che ne seguì sia la Slovacchia che la piccola regione della Rutenia proclamarono la loro indipendenza. Sulla Rutenia però si appuntavano le mire ungheresi e così, tra il 15 e il 18 marzo 1939, l'Ungheria occupò la Rutenia sgominando la flebile resistenza militare che incontrò. Ovviamente l'occupazione fu possibile con il consenso di Hitler. A questo punto occorreva che l'occupazione fosse riconosciuta e sanzionata ufficialmente dai Tedeschi. Ancora una volta la merce di scambio offerta dagli Ungheresi furono gli Ebrei. Il primo ministro ungherese Pal Teleki e il suo ministro degli esteri Csaky si incontrarono con Ribbentrop il 29 aprile 1939. Dal resoconto steso dall'ambasciatore tedesco a Budapest sappiamo che il progetto della seconda legge contro gli ebrei venne presentato ai Tedeschi(3). La Seconda Legge sugli Ebrei oltre a restringere le possibilità lavorative degli Ebrei introdusse una nuova definizione del termine. Era ebreo (oltre a chi professava la religione ebraica) qualsiasi persona che si fosse convertita dopo aver compiuto i sette anni d'età. Ad inasprire questa definizione interveniva una terza condizione: erano considerati ebrei anche tutti i convertiti che avessero un genitore ebreo non convertito a sua volta entro il 1° gennaio 1939 o che non potesse dimostrare di provenire da una famiglia residente in Ungheria dal 1849. (1) Citato in Michael Nagy-Talavera, M., The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Iasi, 2001, p. 178. (2) Nelle sue memorie, scritte nel dopoguerra. Hoettl è molto reticente sul ruolo di finanziamento alle opposizioni fasciste. Tuttavia ammette in modo ambiguo che 'la Germania intervenne ed aiutò le Croci Frecciate al potere solo quando farlò sembrò per Hitler vantaggioso” vedi Wilhelm Hoettl, The secret front, New York: Enigma Books, 2003, p. 179. In realtà risulta che Hoettl ebbe un colloquio con Szalasi, il capo delle Croci Frecciate, già nel maggio 1938, vedi Michael Nagy-Talavera, M., The Green Shirts and the Others: A History of Fascism in Hungary and Romania, Center for Romanian Studies, Iasi, 2001, pp. 194-195. (3) Vedi Raoul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d'Europa, Einaudi, Torino, 1999, p. 962, n. 1682. La legge era già stata preparata dal governo precedente e presentata in Parlamento il 21 dicembre 1938. Teleki la riprese modificandola. |
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