| La storia dell'Olocausto in Ungheria
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| La calma prima della tempesta (1940-1941) |
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| Come è stato sottolineato da Raoul
Hilberg la caratteristica della persecuzione degli Ebrei d'Ungheria fu
una continua oscillazione tra accelerazioni e rallentamenti. Dal governo
di Imredy in poi vi fu una successione
che vide l'alternarsi di ministri più o meno inclini ad obbedire
agli ordini tedeschi(1).
Fu proprio questo continuo ondeggiamento tra periodi di estremismo e
di relativa calma che indusse la Comunità ebraica a credere, sino
all'ultimo momento, di essere in qualche modo più 'protetta” rispetto
agli ebrei delle altre nazioni europee nell'orbita del nazismo. La politica del governo ungherese guidato da Pal Teleki mirava sopra ogni altra cosa a riacquisire tutti i territori perduti con il Trattato di Trianon. Questa linea d'azione rimase sempre il motore di tutte le azioni ungheresi. Dopo aver rettificato la linea di confine con la ex-Cecoslovacchia ed essersi impossessata della Rutenia rimaneva aperta la questione della Transilvania ancora nelle mani della Romania. Quando nel settembre 1939 scoppiò la Seconda Guerra Mondiale l'Ungheria rimase neutrale. La Germania dal suo canto non aveva alcun interesse in una immediata partecipazione ungherese alla guerra. Parecchie preoccupazioni invece provenivano dal fatto che gli ungheresi oramai minacciavano apertamente un conflitto armato con la Romania. Il 3 agosto 1940 con il diretto intervento di Hitler la Romania veniva costretta a cedere all'Ungheria la Transilvania. Con questo atto gli Ungheresi avevano quasi completamente recuperato i territori perduti a seguito della Prima Guerra Mondiale. Per certi versi il raggiungimento di questo obiettivo esauriva la progettualità dei governi ungheresi ed il desiderio di collaborare pienamente con i Tedeschi. Tra il 1940 ed il 1941 con il governo di Teleki la Comunità Ebraica ungherese sopravvisse senza ulteriori colpi significativi, almeno dopo la Seconda Legge Ebraica. Dal punto di vista organizzativo gli Ebrei ungheresi erano suddivisi in tre comunità. Quella maggioritaria era il cosiddetto Ufficio Nazionale conservatore degli Ebrei d'Ungheria che raccoglieva più del 65% degli Ebrei ungheresi. Vi erano poi gli ortodossi dell'Ufficio Centrale della Comunità Ebraica Ortodossa Autonoma cui aderiva poco più del 29% degli israeliti. Un restante 5% faceva parte alla Comunità Ebraica che aveva rappresentato gli Ebrei durante l'Impero Asburgico. I sionisti - avversati dalla Comunità locale - avevano nel Paese una presenza insignificante. |
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