| La storia dell'Olocausto in Ungheria
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| Il piano "Margarethe I" e la struttura di sterminio nazista in Ungheria |
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| Foto in alto: 20 marzo 1944 le truppe tedesche occupano senza opposizioni Budapest. Contemporaneamente a questi soldati giungevano in città Eichmann e il suo gruppo di esperti della "soluzione finale del problema ebraico". Iniziava la tragedia dell'ultima grande Comunità ebraica ancora superstite. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Il 12 marzo 1944 Adolf Hitler
dichiarò: 'Da tempo ormai è noto a me e al governo del
Reich che il governo ungherese presieduto da Kallay sta
preparando il tradimento dell'Ungheria ai danni delle nazioni europee.
Gli Ebrei che controllano ogni cosa in Ungheria, individui reazionari
o parzialmente ebrei ed elementi corrotti dell'aristocrazia ungherese
hanno trascinato il popolo ungherese, che è sempre stato ben disposto
verso di noi, in questa situazione”. Queste parole erano nella
premessa del piano 'Margarethe I”, elaborato per l'occupazione
militare dell'Ungheria. Inizialmente Hitler aveva pensato di utilizzare
per questa operazione le truppe dei paesi satelliti (slovacchi, romeni,
croati) ma Wilhelm
Hoettl in un memorandum sconsigliò vivamente questa
soluzione suggerendo invece di convincere Horhy ad
accettare una occupazione "ristretta”, la creazione di un governo
filonazista e l'eliminazione degli ebrei. La sua idea venne accolta. Il piano 'Margarethe I” prevedeva un corpo di spedizione militare comandato dal generale Maximilian von Weichs, un forte nucleo di SS sotto il controllo di Kaltenbrunner. Queste SS erano organizzate su due distaccamenti: 500-600 uomini erano al comando dell'SS Standartenführer Hans Geschke e altri 200-300 dipendevano dal "Comando Speciale” guidato dall'Obersturmbannführer Adolf Eichmann. Quando la trappola fu preparata in ogni particolare Horthy ed il suo governo venne invitato nella località di Schloss Klessheim, vicino a Salisburgo, per una conferenza al vertice. L'incontro iniziò nel pomeriggio del 15 marzo 1944. Mentre i colloqui erano in corso l'operazione "Margarethe I” scattò. Quando Horthy tornò a Budapest trovò sul suo stesso treno il nuovo ambasciatore tedesco: Edmund Veesenmayer. Veesenmayer nei mesi successivi e nelle operazioni contro gli ebrei era destinato a ricoprire un ruolo centrale. Arrivò a Budapest con uno staff completo. Al suo fianco aveva il suo vice Gerhardt Feine. Vi era poi un "esperto per il trattamento degli ebrei” che dapprima fu Adolf Hezinger e, dal maggio 1944, Theodor Horst Grell. A questi si aggiungeva Franz von Adamovic-Waagstaetten esperto in legislazione antiebraica e Ballensiefen esperto in propaganda antiebraica. Veesenmayer rispondeva del suo operato a Karl Ritter del Ministero degli Esteri a Berlino. Sulle questioni più importanti si rapportava direttamente al ministro Ribbentrop. Per quel che riguardava direttamente gli Ebrei ungheresi questo gruppo di diplomatici lavorava in stretto contatto con gli uomini inviati a Budapest dall'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich (RSHA) ossia con Adolf Eichmann. La catena di comando delle SS nell'Ungheria occupata aveva al suo vertice il capo supremo della polizia e delle SS Otto Winkelmann. Nel suo staff c'erano due uomini chiave: Wilhelm Hoetll suo vice ed esperto in controspionaggio ed Ernst Kienast specialista degli affari politici. Winkelmann aveva il controllo dell'Einsatzgruppe delle SS che arrivò a Budapest, Si trattava di circa 500 uomini comandati da Hans Geschke e dal suo braccio destro Alfred Trenker. Questi due uomini furono gli organizzatori degli arresti di tutti gli oppositori ungheresi e, più tardi, degli Ebrei. L'Ufficio IV-B-4 che nei cinque anni precedenti aveva distrutto le Comunità ebraiche in tutta l'Europa occupata dai nazisti arrivò a Budapest carica di esperienza e con le idee ben chiare. Adolf Eichmann che la comandava si era preparato da tempo. Tra il 10 e il 12 marzo 1944 a Mauthausen vi fu una riunione tra Eichmann e il suo staff, all'ordine del giorno la redazione di un piano operativo per la deportazione degli Ebrei nei campi della morte. Alla riunione erano presenti tutti i più efficenti collaboratori: Hermann Alois Krumey, Otto Hunsche, Dieter Wisliceny, Theodor Dannecker, Franz Novak, Franz Abromeit e Siegfried Seidl. Concordato il piano d'azione questi uomini giunsero a Budapest tra il 19 e il 21 marzo e si stabilirono dapprima all'Hotel Astoria e poi all'Hotel Majestic. Eichmann e i suoi uomini non erano numerosi. Ciononostante come era successo ovunque riuscirono a portare a termine, in tempi brevissimi, la distruzione dell'ultima grande Comunità ebraica d'Europa. Questa impresa non sarebbe stata possibile senza l'aiuto determinante dei fascisti ungheresi che giocarono un ruolo fondamentale nel grande massacro. |
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