| La storia dell'Olocausto in Ungheria
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| I complici ungheresi e il loro ruolo nella
deportazione |
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| Il governo gradito ai Tedeschi
venne nominato il 22 marzo 1944. A dirigerlo venne chiamato Dome
Sztojay che era stato addetto militare e ambasciatore a Berlino negli
anni precedenti. Si trattava di un governo non composto esclusivamente
da fascisti, anzi: vi erano in maggioranza conservatori filotedeschi.
Il fatto decisivo fu che i fascisti si annidarono in un ministero chiave:
gli Interni. Come ministro degli Interni venne scelto Andor
Jaross. Il neoministro si affrettò a nominare Laszlo
Baky sottosegretario incaricato della Gendarmeria e Polizia e Laszlo
Endre incaricato degli Affari politici ebraici. I due sapevano di
essere stati posti proprio in quell'incarico per distruggere gli Ebrei.
Il 29 marzo 1944 Laszlo Endre dichiarò che
"Per il momento non posso dire nulla sulle mie funzioni, la cosa importante è che
io farò il mio lavoro senza pubblici annunci o proclami roboanti
e con la massima velocità. Verrà il tempo in cui la pubblica
opinione saprà il motivo per cui sono stato nominato sottosegretario
al Ministero degli Interni”. Laszlo
Baky a sua volta, fece una dichiarazione ancora più chiara:
"Considero il mio lavoro strettamente legato alla finale e totale liquidazione
della Sinistra e dei traditori ebrei in questo Paese. Sono certo che
il governo sarà capace di portare a termine questo compito gigantesco
che ha una enorme importanza storica. Con l'arrivo dei Tedeschi venne fondata la Polizia di Sicurezza di Stato, corrispettivo ungherese della Gestapo con a capo Peter Hain che era stato in precedenza capo della sicurezza del reggente Horty e, senza che nessuno lo sapesse, spia segreta della Gestapo a Budapest. La Polizia di Sicurezza era controllata direttamente dal sottosegretario Laszlo Baky. Divisa in quattro sezioni ne aveva una affidata a Laszlo Koltay che doveva occuparsi dell'adozione delle misure legali contro gli ebrei. Laszlo Koltay e i suoi uomini presero alloggio all'Hotel Majestic di Budapest, in quello stesso albergo cioè che ospitava Eichmann e i suoi collaboratori. Il Ministero degli Interni aveva altri due dipartimenti direttamente interessati alla 'questione ebraica': il Dipartimento XX e il Dipartimento XXI. Il primo controllava e coordinava la Polizia e la Gendarmeria ed era agli ordini di Baky. Il Dipartimento XXI invece era agli ordini di Endre e si occupava di tutte le questioni legate all'arresto, l'internamento e la deportazione degli Ebrei. La Gendarmeria svolse un ruolo fondamentale. Essa infatti aveva caserme in tutta l'Ungheria e svolgeva un ruolo di polizia sul territorio sul modello dei Carabinieri italiani ed era formalmente dipendente dal Ministro della Difesa. L'intera Ungheria era divisa in dieci distretti e ciascuno aveva al suo vertice un colonnello. Grazie a questa diffusione capillare sul territorio la Gendarmeria divenne lo strumento ideale per l'organizzazione delle deportazioni. |
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