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  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 20/29]
 
 
  Concentrazione e deportazione
 
 
         
 

La permanenza nelle aree di ghettizzazione doveva essere la più breve possibile. Le operazioni di ghettizzazione di Budapest erano le più complicate data la vastità di una città di più di un milione di abitanti. Eichmann decise che i primi trasporti dovevano partire dall'Ungheria prima che a Budapest fosse finita la ghettizzazione. In linea di massima la prima e la seconda zona dovevano essere "ripulite” mentre nella terza si completava la concentrazione e così via in un processo a "catena di montaggio”. Per garantire che tutto funzionasse senza intoppi occorreva però essere perfettamente coordinati con il sistema ferroviario. In altri termini bisognava avere il numero sufficiente di carri bestiame sui quali far salire gli Ebrei e uno "scadenzario delle partenze” concordato con le autorità ferroviarie ungheresi, slovacche e tedesche.
Per risolvere questi problemi il 5 maggio, a Vienna, si tenne una riunione con i vertici delle ferrovie. Eichmann vi inviò due suoi uomini: Novak e il suo assistente Martin, gli ungheresi inviarono il capitano Lullay. La riunione durò due giorni e fu particolarmente "fruttuosa” perché vennero prese decisioni importanti per l'esito dell'operazione. In primo luogo si decise il percorso: per arrivare ad Auschwitz si sarebbe passati per la Slovacchia. Esperti delle ferrovie studiarono le coincidenze, tutti i treni di passaggio per l'aerea interessata, le precedenze e i tempi di percorrenza. In base a tutte queste considerazioni venne stilato un "orario”. Si passò poi alla composizione dei treni. Si decise che ogni convoglio avrebbe dovuto avere quarantacinque vagoni e che quindi andavano reperite locomotive in grado di trainare un peso del genere. Infine si stabilì la frequenza. Inizialmente gli uomini di Eichmann chiesero cinque trasporti al giorno ma la richiesta apparve irrealizzabile, Si decise che sarebbero partiti quattro treni, ossia centottanta vagoni al giorno. Ai Tedeschi venne affidato il compito di fornire il materiale rotabile (locomotive e vagoni), agli Ungheresi quello di caricare sui treni gli Ebrei.
Nel frattempo ad Auschwitz ci si preparava per 'accogliere” gli Ebrei ungheresi, Alla vigilia dell'operazione l'ex comandante Rudolf Hoess ricevette l'incarico di lasciare Berlino e assumere momentaneamente il controllo del campo in sostituzione del collega Liebenhenschel. Occorreva uno specialista della fabbrica della morte e Hoess era il migliore disponibile. Hoess arrivò l'8 maggio e cedette il comando il 29 luglio alla fine della operazione "Ungheria”.
Il primo trasporto con circa 1.800 persone partì il 28 aprile. Da quel momento le operazioni di concentramento e di deportazione vennero accelerate al massimo.



  

 
Foto: Auschwitz, discesa dal treno di Ebrei ungheresi
   
Foto in alto: metà maggio 1944, arrivo di Ebrei ungheresi ad Auschwitz. Il momento della discesa dal treno

Foto sotto: inizio della selezione, a destra vanno i condannati alla camera a gas. Si noti la mamma con il bimbo in braccio.

Foto in basso: due donne vengono mandate nella fila sinistra
 
   
Foto: Auschwitz, inizio della selezione i condannati a morte vengono spostati a destra.
   
Foto: Auschwitz, due donne vengono mandate nella fila sinistra
  Foto: Ebrei di Budapest abbandonati i loro appartamenti si dirigono verso il ghetto
     
    Foto sopra: gli Ebrei di Budapest costretti ad abbandonare le loro case e a trasferirsi nel Ghetto.

Foto sotto: la mappa ufficiale del Ghetto di Budapest
     
  Foto: mappa ufficiale del Ghetto di Budapest
 
Il processo di concentrazione e di deportazione può essere riassunto in questa tabella:
 
   
Le tappe della deportazione  
zona
 
nome
 
inizio della concentrazione fine della deportazione
1 Rutenia-Carpazi 16 aprile 7 giugno
2 Transilvania   4 maggio 7 giugno
3 nord di Budapest 7 giugno 17 giugno
4 Danubio Est 17 giugno 30 giugno
5 Danubio Ovest 29 giugno 9 luglio
6 Budapest inizio luglio fine luglio
   
Come si vede l'operazione venne conclusa in due mesi e mezzo. L'efficienza di Eichmann aveva realizzato lo spostamento di più di 300.000 persone. All'inizio dell'aprile 1944 Eichmann e i suoi collaboratori ungheresi avevano pensato di creare anche a Budapest un grande ghetto per gli Ebrei della città. I fascisti ungheresi tuttavia erano fortemente convinti che creare un ghetto sarebbe stato pericoloso. Gli Ebrei, secondo loro, erano in grado di dirigere i bombardamenti degli Alleati, perciò spargerli per la città avrebbe creato una specie di protezione con degli 'scudi umani”. Inutile dire che quest'idea era assolutamente folle. Quando Budapest subì un pesante bombardamento, alla fine di giugno, un intero palazzo 'riservato” agli Ebrei venne distrutto provocando morti e feriti. Ciononostante la convinzione dei fascisti rimase incrollabile.
Al posto dei ghetti si decise allora di concentrare gli Ebrei in palazzi sparsi per la città. Il piano venne elaborato il 3 maggio da Endre. Venne svolto un censimento dei palazzi adatti. I criteri di scelta erano assai vari ma, principalmente, si sceglievano quelli che già ospitavano in buona parte famiglie ebree. In tal modo vennero individuati 2.681 palazzi ma circa 700-800 vennero poi scartati per le proteste dei proprietari non-ebrei che si sentivano danneggiati da quest'uso delle loro proprietà.
Trovati i palazzi si passò alla fase operativa. Il sindaco di Budapest, Akos Doroghi Farkas, il 17 giugno pubblicò il decreto che obbligava gli Ebrei a concentrarsi nelle 'case con la stella gialla”. Questo nome venne adottato perché su tutti gli ingressi di questi palazzi venne affissa una grande stella gialla su campo nero di trenta centimetri di diametro. Per ogni quattro persone era prevista, come spazio abitativo, una sola stanza. Ovviamente gli Ebrei dovevano consegnare le chiavi dei loro appartamenti prima di trasferirsi nei loro nuovi alloggi. In tal modo 200.000 persone che in precedenza abitavano in 28.000 palazzi vennero spostate a forza e 'reinsediate”. Il 25 giugno 1944 quest'immane e assurdo spostamento venne completato. Contemporaneamente si stabilì che gli Ebrei potevano abbandonare le loro case soltanto dalle 14 alle 17 e soltanto per usufruire di cure mediche, fare spese o per effettuare compiti non differibili. Era comunque vietato intrattenersi per le strade o chiacchierare da una finestra all'altra. A seguito delle proteste della Chiesa Cattolica gli Ebrei convertiti vennero raggruppati in palazzi a loro riservati che vennero marchiati con la stessa stella gialla con l'aggiunta di una croce. I circa 165.000 ebrei di Budapest aspettavano il loro destino.
 
           
           
         



  
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