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La permanenza nelle aree di ghettizzazione
doveva essere la più breve possibile. Le operazioni di ghettizzazione
di Budapest erano le più complicate data la vastità di
una città di più di un milione di abitanti. Eichmann decise
che i primi trasporti dovevano partire dall'Ungheria prima che a Budapest
fosse finita la ghettizzazione. In linea di massima la prima e la seconda
zona dovevano essere "ripulite” mentre nella terza si completava
la concentrazione e così via in un processo a "catena di montaggio”.
Per garantire che tutto funzionasse senza intoppi occorreva però essere
perfettamente coordinati con il sistema ferroviario. In altri termini
bisognava avere il numero sufficiente di carri bestiame sui quali far
salire gli Ebrei e uno "scadenzario delle partenze” concordato
con le autorità ferroviarie ungheresi, slovacche e tedesche.
Per risolvere questi problemi il 5 maggio, a Vienna, si tenne una riunione
con i vertici delle ferrovie. Eichmann vi inviò due
suoi uomini: Novak e il suo assistente
Martin, gli ungheresi inviarono il capitano Lullay. La riunione durò due
giorni e fu particolarmente "fruttuosa” perché vennero prese decisioni
importanti per l'esito dell'operazione. In primo luogo si decise il percorso:
per arrivare ad Auschwitz si sarebbe passati per la Slovacchia.
Esperti delle ferrovie studiarono le coincidenze, tutti i treni di passaggio
per l'aerea interessata, le precedenze e i tempi di percorrenza. In base a
tutte queste considerazioni venne stilato un "orario”. Si passò poi
alla composizione dei treni. Si decise che ogni convoglio avrebbe dovuto avere
quarantacinque vagoni e che quindi andavano reperite locomotive in grado di
trainare un peso del genere. Infine si stabilì la frequenza. Inizialmente
gli uomini di Eichmann chiesero
cinque trasporti al giorno ma la richiesta apparve irrealizzabile, Si decise
che sarebbero partiti quattro treni, ossia centottanta vagoni al giorno. Ai
Tedeschi venne affidato il compito di fornire il materiale rotabile (locomotive
e vagoni), agli Ungheresi quello di caricare sui treni gli Ebrei.
Nel frattempo ad Auschwitz ci si preparava per 'accogliere” gli Ebrei
ungheresi, Alla vigilia dell'operazione l'ex comandante Rudolf
Hoess ricevette l'incarico di lasciare Berlino e assumere momentaneamente
il controllo del campo in sostituzione del collega Liebenhenschel.
Occorreva uno specialista della fabbrica della morte e Hoess era
il migliore disponibile. Hoess arrivò l'8
maggio e cedette il comando il 29 luglio alla fine della operazione "Ungheria”.
Il primo trasporto con circa 1.800 persone partì il 28 aprile. Da quel
momento le operazioni di concentramento e di deportazione vennero accelerate
al massimo.
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Foto in alto: metà maggio 1944, arrivo
di Ebrei ungheresi ad Auschwitz. Il momento della discesa dal treno
Foto sotto: inizio della selezione, a destra vanno i condannati alla camera a
gas. Si noti la mamma con il bimbo in braccio.
Foto in basso: due donne vengono mandate nella fila sinistra |
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Foto sopra: gli Ebrei di Budapest costretti ad abbandonare
le loro case e a trasferirsi nel Ghetto.
Foto sotto: la mappa ufficiale del Ghetto di Budapest |
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Il processo di concentrazione e di deportazione può essere
riassunto in questa tabella:
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| Le tappe della deportazione |
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zona
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nome
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inizio della concentrazione |
fine della deportazione |
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| 1 |
Rutenia-Carpazi |
16 aprile |
7 giugno |
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| 2 |
Transilvania |
4 maggio |
7 giugno |
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| 3 |
nord di Budapest |
7 giugno |
17 giugno |
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| 4 |
Danubio Est |
17 giugno |
30 giugno |
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| 5 |
Danubio Ovest |
29 giugno |
9 luglio |
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| 6 |
Budapest |
inizio luglio |
fine luglio |
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Come si vede l'operazione venne conclusa in due mesi e mezzo. L'efficienza
di Eichmann aveva
realizzato lo spostamento di più di 300.000 persone. All'inizio
dell'aprile 1944 Eichmann e
i suoi collaboratori ungheresi avevano pensato di creare anche a
Budapest un grande ghetto per gli Ebrei della città. I fascisti
ungheresi tuttavia erano fortemente convinti che creare un ghetto
sarebbe stato pericoloso. Gli Ebrei, secondo loro, erano in grado
di dirigere i bombardamenti degli Alleati, perciò spargerli
per la città avrebbe creato una specie di protezione con degli
'scudi umani”. Inutile dire che quest'idea era assolutamente
folle. Quando Budapest subì un pesante bombardamento, alla
fine di giugno, un intero palazzo 'riservato” agli Ebrei venne
distrutto provocando morti e feriti. Ciononostante la convinzione
dei fascisti rimase incrollabile.
Al posto dei ghetti si decise allora di concentrare gli Ebrei in palazzi sparsi
per la città. Il piano venne elaborato il 3 maggio da Endre.
Venne svolto un censimento dei palazzi adatti. I criteri di scelta erano assai
vari ma, principalmente, si sceglievano quelli che già ospitavano in buona
parte famiglie ebree. In tal modo vennero individuati 2.681 palazzi ma circa
700-800 vennero poi scartati per le proteste dei proprietari non-ebrei che si
sentivano danneggiati da quest'uso delle loro proprietà.
Trovati i palazzi si passò alla fase operativa. Il sindaco di Budapest,
Akos Doroghi Farkas, il 17 giugno pubblicò il decreto che obbligava gli
Ebrei a concentrarsi nelle 'case con la stella gialla”. Questo nome venne
adottato perché su tutti gli ingressi di questi palazzi venne affissa
una grande stella gialla su campo nero di trenta centimetri di diametro. Per
ogni quattro persone era prevista, come spazio abitativo, una sola stanza. Ovviamente
gli Ebrei dovevano consegnare le chiavi dei loro appartamenti prima di trasferirsi
nei loro nuovi alloggi. In tal modo 200.000 persone che in precedenza abitavano
in 28.000 palazzi vennero spostate a forza e 'reinsediate”. Il 25 giugno
1944 quest'immane e assurdo spostamento venne completato. Contemporaneamente
si stabilì che gli Ebrei potevano abbandonare le loro case soltanto dalle
14 alle 17 e soltanto per usufruire di cure mediche, fare spese o per effettuare
compiti non differibili. Era comunque vietato intrattenersi per le strade o chiacchierare
da una finestra all'altra. A seguito delle proteste della Chiesa Cattolica gli
Ebrei convertiti vennero raggruppati in palazzi a loro riservati che vennero
marchiati con la stessa stella gialla con l'aggiunta di una croce. I circa 165.000
ebrei di Budapest aspettavano il loro destino. |
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