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Il terribile sacrificio in termini di vite
umane e distruzioni materiali costato all'Unione Sovietica viene spesso
dimenticato. Lo sforzo condotto in quattro anni di guerra dalla Armata
Rossa oltre a rivelarsi decisivo da Stalingrado in poi per la sconfitta
dei nazisti, ha un valore enorme di carattere simbolico. La liberazione
del campo di Auschwitz il 27 gennaio 1945 da parte dei Sovietici in questo
senso è parte integrante della storia della distruzione dell'ebraismo
europeo. Negli stessi giorni in cui le avanguardie sovietiche entravano
ad Auschwitz si combatteva la battaglia per Budapest dal cui esito dipendeva
la vita o la morte delle centinaia di migliaia di Ebrei ungheresi chiusi
nei ghetti. Il 9 dicembre 1944 l'Armata Rossa iniziava la sua offensiva
verso Budapest spezzando la 'Linea Friesner” ossia il fronte tedesco
posto a difesa dell'Ungheria. Il 24 dicembre le truppe sovietiche comandate
dal generale Fiodor Tolbukhin raggiungevano i sobborghi di Budapest che
veniva completamente circondata il 27 dicembre. Sin dal 1° dicembre
1944 la città era stata dichiarata 'fortezza” ossia un luogo
da difendere sino all'ultimo uomo. Il 5 dicembre il generale Otto
Winkelmann - privo di una solida esperienza di combattimento -
venne sostituito con l'Obergruppenführer delle SS
Karl Pfeffer von Wildenbruch. Tra il 17 ed il 18 gennaio 1945
Pest venne liberata e con essa il ghetto ebraico. Ci vollero altri trenta
giorni di combattimenti per liberare Buda, la parte della città dall'altra
parte del Danubio. |
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