| |
Nonostante la città fosse oramai assediata
il governo delle Croci Frecciate continuò ad emanare ordini
contro gli Ebrei. Szalasi e i suoi
ministri avevano abbandonato la capitale rifugiandosi ad Occidente
ma ancora il 23 dicembre il ministro degli interni Vajna ordinò che
tutti gli Ebrei che si erano in qualche modo nascosti si presentassero,
entro ventiquattro ore, al Consiglio Ebraico per essere assegnati
al ghetto. Accesi da una specie di furore demenziale le Croci Frecciate
cominciarono la loro caccia all'Ebreo "nascosto” mentre i carri
armati sovietici puntavano al cuore della città. In tale confusione
venne arrestato come Ebreo Asta Nielson cugino del re di Svezia.
Il 6 dicembre con un altro decreto venne ordinato che le strade che
erano intitolate a personaggi di ascendenza ebraica mutassero nome.
Le bande armate delle Croci Frecciate percorrevano la città.
Circa cinquanta-sessanta Ebrei a notte venivano massacrati da queste
squadre di assassini. Dopo aver derubato, torturato e violentato
le Croci Frecciate trascinavano le vittime sino alle rive del Danubio
e si divertivano a legarle a gruppi di tre. Sparavano poi alla testa
della persona al centro e scaraventavano il cadavere e le persone
ancora vive nelle acque gelate del fiume. Il peso della persona uccisa
trascinava a fondo quelle ancora vive. Tra le centinaia di squadre
della morte particolarmente efficiente fu quella guidata da un monaco
cattolico, Andras Kun. La sua banda fece irruzione l'11 gennaio 1945
nell'ospedale ebraico di via Maros provocando una strage orrenda.
Il monaco incitava i suoi a sparare nel "santo nome di Cristo”.
Non c'era pietà per nessuno: né donne, né bambini,
né vecchi. I casi di assassinii di massa furono innumerevoli.
Il 28 gennaio SS e Croci Frecciate attaccarono l'ospedale di piazza
Bethlen occupandolo per ventiquattro ore. Poi, dopo aver terrorizzato
e derubato pazienti e medici, rapirono ventotto adolescenti che uccisero
due giorni dopo. In questo caos mortale Szalasi era
impegnato a scrivere le proprie memorie e a comunicare in sedute
spiritiche con l'anima di John Campbell, un misterioso defunto scozzese
in contatto - come diceva il Capo delle Croci Frecciate - con lui.
In questa sanguinosa atmosfera popolata da alienati ed assassini
gli sforzi disperati di pochi uomini delle ambasciate neutrali: Wallenberg,
Perlasca, Lutz, monsignor Rotta salvarono dalla morte migliaia di
Ebrei.
|
| |
 |
|
|
 |
 |
 |
| |
|
Foto sopra: un gruppo di Croci Frecciate. All'estrema
sinistra l'uomo voltato verso l'obiettivo e sorridente è il
prete Andras Kun, capo dei massacratori dell'ospedale di via Maros
Foto sotto: i cadaveri degli ebrei massacrati dalle croci frecciatenel
cortile della sinagoga di via Dohany. |
|
| |
|
 |
| |
|
 |
| |
|
| Foto sopra e asinisra: i corpi di medici e pazienti
trucidati nell'ospedale ebraico di via Maros. |
|
| |
|
| |
|
|