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  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 27/29]
 
 
  I massacri delle Croci Frecciate
 
 
         
 
Nonostante la città fosse oramai assediata il governo delle Croci Frecciate continuò ad emanare ordini contro gli Ebrei. Szalasi e i suoi ministri avevano abbandonato la capitale rifugiandosi ad Occidente ma ancora il 23 dicembre il ministro degli interni Vajna ordinò che tutti gli Ebrei che si erano in qualche modo nascosti si presentassero, entro ventiquattro ore, al Consiglio Ebraico per essere assegnati al ghetto. Accesi da una specie di furore demenziale le Croci Frecciate cominciarono la loro caccia all'Ebreo "nascosto” mentre i carri armati sovietici puntavano al cuore della città. In tale confusione venne arrestato come Ebreo Asta Nielson cugino del re di Svezia. Il 6 dicembre con un altro decreto venne ordinato che le strade che erano intitolate a personaggi di ascendenza ebraica mutassero nome. Le bande armate delle Croci Frecciate percorrevano la città. Circa cinquanta-sessanta Ebrei a notte venivano massacrati da queste squadre di assassini. Dopo aver derubato, torturato e violentato le Croci Frecciate trascinavano le vittime sino alle rive del Danubio e si divertivano a legarle a gruppi di tre. Sparavano poi alla testa della persona al centro e scaraventavano il cadavere e le persone ancora vive nelle acque gelate del fiume. Il peso della persona uccisa trascinava a fondo quelle ancora vive. Tra le centinaia di squadre della morte particolarmente efficiente fu quella guidata da un monaco cattolico, Andras Kun. La sua banda fece irruzione l'11 gennaio 1945 nell'ospedale ebraico di via Maros provocando una strage orrenda. Il monaco incitava i suoi a sparare nel "santo nome di Cristo”. Non c'era pietà per nessuno: né donne, né bambini, né vecchi. I casi di assassinii di massa furono innumerevoli. Il 28 gennaio SS e Croci Frecciate attaccarono l'ospedale di piazza Bethlen occupandolo per ventiquattro ore. Poi, dopo aver terrorizzato e derubato pazienti e medici, rapirono ventotto adolescenti che uccisero due giorni dopo. In questo caos mortale Szalasi era impegnato a scrivere le proprie memorie e a comunicare in sedute spiritiche con l'anima di John Campbell, un misterioso defunto scozzese in contatto - come diceva il Capo delle Croci Frecciate - con lui. In questa sanguinosa atmosfera popolata da alienati ed assassini gli sforzi disperati di pochi uomini delle ambasciate neutrali: Wallenberg, Perlasca, Lutz, monsignor Rotta salvarono dalla morte migliaia di Ebrei.

 
 
Foto: corpi di Ebrei uccisi nell'ospedale di Via Maros
 
Foto: uomini delle Croci Frecciate e Andras Kun
   
Foto sopra: un gruppo di Croci Frecciate. All'estrema sinistra l'uomo voltato verso l'obiettivo e sorridente è il prete Andras Kun, capo dei massacratori dell'ospedale di via Maros

Foto sotto: i cadaveri degli ebrei massacrati dalle croci frecciatenel cortile della sinagoga di via Dohany.
 
   
Foto: corpi di Ebrei trucidati nella sinagoga di via Dohany
   
Foto: corpi di Ebrei uccisi nell'ospedale di Via Maros
   
Foto sopra e asinisra: i corpi di medici e pazienti trucidati nell'ospedale ebraico di via Maros.  
   
   
           
         



  
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