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I responsabili di questo immenso massacro pagarono
solo parzialmente. Con l'avvicinarsi delle truppe sovietiche diverse
centinaia di assassini riuscirono a fuggire verso Occidente. Un
certo numero, per la verità abbastanza limitato, venne catturato
da Statunitensi e Britannici. Un numero certamente elevato ma imprecisabile
si sparse per il mondo: in Argentina, Australia, Gran Bretagna,
Stati Uniti e Canada principalmente. Grazie alla guerra fredda
vantando credenziali di sicuro anticomunismo trovarono un rifugio,
una nuova vita e non pagarono mai il prezzo delle loro mostruosità.
Subito dopo la liberazione i primi processi vennero svolti a carico dei massacratori
delle Croci Frecciate. Si svolsero immediatamente dopo la liberazione perché i
crimini erano tanto evidenti e i testimoni così numerosi che non si ritenne
di dover attendere la completa liberazione del Paese. Tra i molti condannati
a morte Denes Bokor un fascista autore di 1.500 assassinii, il prete Andras Kun
colpevole della morte di 500 Ebrei e molti altri. Si trattava di pesci piccoli.
Per i grandi responsabili si dovette attendere la fine del conflitto e una struttura
giudiziaria più strutturata e adatta a celebrare processi complessi. D'altro
canto i principali protagonisti del genocidio erano troppo noti per nascondersi.
Il governo ungherese alla fine della guerra chiese che venissero estradati 483
cittadini ungheresi e 38 ex ufficiali tedeschi. Gli Alleati ne consegnarono soltanto
390 e 3 alti ufficiali tedeschi.
I processi ai grandi responsabili iniziarono a Budapest e si svolsero nella Accademia
di Musica (Zeneakademia) uno dei pochi spazi abbastanza ampi non danneggiati
dalla guerra.
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| Foto in alto: l'impiccaggione di Laszlo Endre |
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| Foto sopra: un rotocalco dell'epoca mostra in
copertina l'esecuzione di Szalasi |
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Il 29 ottobre 1945 fu la volta di quello a carico
dell'ex primo ministro Laszlo Bardossy,
Le accuse mossegli riguardavano le responsabilità per l'entrata
in guerra a fianco dei Tedeschi; l'invasione della Iugoslavia,
l'emanazione delle leggi antiebraiche del 1941, la responsabilità per
il massacro degli Ebrei avvenuto a Kamenets-Podolsk. Giudicato
colpevole venne fucilato il 10 gennaio 1946.
Il secondo processato fu Bela Imredy che,
tra le altre accuse, dovette difendersi dalla responsabilità di aver emanato
le leggi antiebraiche del 1938 e del 1939. Giudicato colpevole venne giustiziato
il 28 febbraio 1946.
Anche il ministro degli Interni Jaross e i suoi
due sottosegretari Laszlo Baky e Laszlo
Endre vennero processati. Come principali responsabili per l'organizzazione
delle deportazioni e collaboratori di Eichmann furono
giudicati colpevoli. Il 29 marzo 1946 Baky ed Endre furono
impiccati e Jaross fu fucilato il 14 aprile
successivo.
Tra i più interessanti e drammatici processi vi furono quelli che videro
alla sbarra i capi dei movimento fascista delle Croci Frecciate. Il 5 dicembre
1945 si aprì il processo contro Laszlo Budinszky ministro della Giustizia
e, il 12 dicembre, quello contro Fidel Palffy ex ministro della Agricoltura.
Ambedue, giudicati colpevoli, vennero impiccati nei primi giorni del marzo 1946.
Fu poi la volta di Ferenc Szalasi e di altri
tre suoi ministri: Karoly Bergfy, Sandor Csia, Joszef Gera, Gabor Kemeny, Jeno
Szollosi e Gabor Vajna. Il processo, iniziato il 5 febbraio 1946, vide come testimoni
anche Edmund Veesenmayer e
il generale Otto Winkelmann. Tutti gli accusati vennero
giudicati colpevoli e impiccati tra il 1° e il 19 marzo.
Il 22 marzo vennero condannati a morte (la sentenza venne eseguita pochi giorni
dopo) l'ex primo minsitro Sztojay e diversi
membri del suo governo. Il comandante della gendarmeria Laszlo Ferenczy e i membri
della polizia segreta Peter Hain e Laszlo Koltay vennero giustiziati nella primavera
del 1946. Anche i responsabili dei terribili massacri ai danni dei Serbi e degli
Ebrei dei territori conquistati alla Iugoslavia vennero processati. Il generale
Ferenc Feketehalmy-Czeydner e i suoi colleghi Jozsef Grassy e Marton Zoldi furono
giudicati colpevoli e consegnati alle autorità iugoslave che li giustiziarono.
Complessivamente, dal 1° marzo 1948, vennero istruiti processi contro 39.514
persone. Di questi 5.594 vennero chiusi in istruttoria con il rilascio degli
imputati e 9.245 si conclusero con un giudizio di non colpevolezza. I colpevoli
furono alla fine 16.273. Poco meno della metà furono condannati a pene
inferiori ad un anno di carcere e 6.110 a pene fino a cinque anni. Gli ergastoli
furono soltanto 41. Dei 322 condannati a morte soltanto 146 vennero giustiziati.
Il resto vide la pena commutata al carcerea vita. Negli anni seguenti vi furono
altri processi, l'ultimo dei quali si concluse nell'estate del 1970 a carico
di Mihaly Szemes, un assassino delle Croci Frecciate.
Complessivamente la giustizia ungherese fu assai più clemente di quanto
l'enormità del massacro avrebbe richiesto.
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