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  La storia dell'Olocausto in Ungheria - [pag. 29/29]
 
 
  La resa dei conti
 
 
         
 
I responsabili di questo immenso massacro pagarono solo parzialmente. Con l'avvicinarsi delle truppe sovietiche diverse centinaia di assassini riuscirono a fuggire verso Occidente. Un certo numero, per la verità abbastanza limitato, venne catturato da Statunitensi e Britannici. Un numero certamente elevato ma imprecisabile si sparse per il mondo: in Argentina, Australia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada principalmente. Grazie alla guerra fredda vantando credenziali di sicuro anticomunismo trovarono un rifugio, una nuova vita e non pagarono mai il prezzo delle loro mostruosità.
Subito dopo la liberazione i primi processi vennero svolti a carico dei massacratori delle Croci Frecciate. Si svolsero immediatamente dopo la liberazione perché i crimini erano tanto evidenti e i testimoni così numerosi che non si ritenne di dover attendere la completa liberazione del Paese. Tra i molti condannati a morte Denes Bokor un fascista autore di 1.500 assassinii, il prete Andras Kun colpevole della morte di 500 Ebrei e molti altri. Si trattava di pesci piccoli. Per i grandi responsabili si dovette attendere la fine del conflitto e una struttura giudiziaria più strutturata e adatta a celebrare processi complessi. D'altro canto i principali protagonisti del genocidio erano troppo noti per nascondersi. Il governo ungherese alla fine della guerra chiese che venissero estradati 483 cittadini ungheresi e 38 ex ufficiali tedeschi. Gli Alleati ne consegnarono soltanto 390 e 3 alti ufficiali tedeschi.
I processi ai grandi responsabili iniziarono a Budapest e si svolsero nella Accademia di Musica (Zeneakademia) uno dei pochi spazi abbastanza ampi non danneggiati dalla guerra.



 
 
Foto:impiccagione di Endre
 
Foto in alto: l'impiccaggione di Laszlo Endre
 
Foto: impiccagione di Szalasi
 
Foto sopra: un rotocalco dell'epoca mostra in copertina l'esecuzione di Szalasi




  
Il 29 ottobre 1945 fu la volta di quello a carico dell'ex primo ministro Laszlo Bardossy, Le accuse mossegli riguardavano le responsabilità per l'entrata in guerra a fianco dei Tedeschi; l'invasione della Iugoslavia, l'emanazione delle leggi antiebraiche del 1941, la responsabilità per il massacro degli Ebrei avvenuto a Kamenets-Podolsk. Giudicato colpevole venne fucilato il 10 gennaio 1946.
Il secondo processato fu Bela Imredy che, tra le altre accuse, dovette difendersi dalla responsabilità di aver emanato le leggi antiebraiche del 1938 e del 1939. Giudicato colpevole venne giustiziato il 28 febbraio 1946.
Anche il ministro degli Interni Jaross e i suoi due sottosegretari Laszlo Baky e Laszlo Endre vennero processati. Come principali responsabili per l'organizzazione delle deportazioni e collaboratori di Eichmann furono giudicati colpevoli. Il 29 marzo 1946 Baky ed Endre furono impiccati e Jaross fu fucilato il 14 aprile successivo.
Tra i più interessanti e drammatici processi vi furono quelli che videro alla sbarra i capi dei movimento fascista delle Croci Frecciate. Il 5 dicembre 1945 si aprì il processo contro Laszlo Budinszky ministro della Giustizia e, il 12 dicembre, quello contro Fidel Palffy ex ministro della Agricoltura. Ambedue, giudicati colpevoli, vennero impiccati nei primi giorni del marzo 1946. Fu poi la volta di Ferenc Szalasi e di altri tre suoi ministri: Karoly Bergfy, Sandor Csia, Joszef Gera, Gabor Kemeny, Jeno Szollosi e Gabor Vajna. Il processo, iniziato il 5 febbraio 1946, vide come testimoni anche Edmund Veesenmayer e il generale Otto Winkelmann. Tutti gli accusati vennero giudicati colpevoli e impiccati tra il 1° e il 19 marzo.
Il 22 marzo vennero condannati a morte (la sentenza venne eseguita pochi giorni dopo) l'ex primo minsitro Sztojay e diversi membri del suo governo. Il comandante della gendarmeria Laszlo Ferenczy e i membri della polizia segreta Peter Hain e Laszlo Koltay vennero giustiziati nella primavera del 1946. Anche i responsabili dei terribili massacri ai danni dei Serbi e degli Ebrei dei territori conquistati alla Iugoslavia vennero processati. Il generale Ferenc Feketehalmy-Czeydner e i suoi colleghi Jozsef Grassy e Marton Zoldi furono giudicati colpevoli e consegnati alle autorità iugoslave che li giustiziarono.
Complessivamente, dal 1° marzo 1948, vennero istruiti processi contro 39.514 persone. Di questi 5.594 vennero chiusi in istruttoria con il rilascio degli imputati e 9.245 si conclusero con un giudizio di non colpevolezza. I colpevoli furono alla fine 16.273. Poco meno della metà furono condannati a pene inferiori ad un anno di carcere e 6.110 a pene fino a cinque anni. Gli ergastoli furono soltanto 41. Dei 322 condannati a morte soltanto 146 vennero giustiziati. Il resto vide la pena commutata al carcerea vita. Negli anni seguenti vi furono altri processi, l'ultimo dei quali si concluse nell'estate del 1970 a carico di Mihaly Szemes, un assassino delle Croci Frecciate.
Complessivamente la giustizia ungherese fu assai più clemente di quanto l'enormità del massacro avrebbe richiesto.
 
           
         



  
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