Così come era stata fulminea l'azione militare contro l'esercito polacco,
così fu immediata l'azione contro gli ebrei. Nelle operazioni contro
la Comunità ebraica polacca vennero seguiti tutti i passaggi che in
sei anni, dal 1933 al 1939, erano stati seguiti in Germania. La differenza
sostanziale fu che la rapidità dei provvedimenti adottati fu impressionante
e la crudeltà impiegata senza precedenti. Ciò si spiega in primo
luogo con "l'esperienza" oramai maturata dai nazisti in anni di
persecuzioni e, in secondo luogo, con lo stato di guerra che dissolveva ogni
timore per le reazioni all'estero.
Sin dai primi giorni le violenze naziste sugli ebrei polacchi furono diffuse
e sanguinose. Il generale List che comandava la 14a Armata tedesca si vide
costretto a emanare un'ordinanza speciale di divieto di saccheggio, incendio
di sinagoghe, violenze sulle donne ebree e massacri di uomini. La gerarchia
militare tedesca era perfettamente al corrente di queste operazioni e manifestò
il suo nervosismo. I generali non desideravano che "operazioni spontanee"
contro gli ebrei fossero condotte mentre erano responsabili dell'amministrazione
del territorio polacco. Il punto di vista dell'esercito era che si dovesse
procedere alle operazioni nei confronti degli ebrei dopo la fine delle operazioni
ed il passaggio dei poteri di controllo all'amministrazione civile. Le SS
e l'esercito trovarono un accordo. Il 19 settembre 1939, Heydrich,
capo della Polizia di sicurezza, incontrò il Generalquartiermeister
Wagner. Il giorno dopo il generale Franz Halder Capo di Stato Maggiore informava
i suoi ufficiali dell'esito del colloquio e accennava all'idea della creazione
di ghetti per gli ebrei. Il piano di Heydrich in realtà era molto più
complesso di quanto Halder non dicesse ai suoi uomini. Il 21
settembre 1939 in una riunione con capi dell'Ufficio centrale di Sicurezza
del Reich ai comandanti delle unità della Polizia di sicurezza (Einsatzgruppen),
Heydrich comunicò la decisione di eliminare gli Ebrei dalle regioni
maggiormente germanofone, di cacciarli da tutta la campagna polacca, e di
concentrarli in ghetti situati nelle grandi città. Il documento è
particolarmente importante perché ci mostra la decisione e la rapidità
con la quale vennero adottate tutte le misure restrittive già operanti
in Germania. Il fatto nuovo era che nelle città polacche - a differenza
che in Germania - vennero creati dei ghetti chiusi per gli ebrei.

