olokaustos torna alla home page
percorso guidato
guida
biografie
geografia
argomenti
opposizione
documenti
saggi e idee
musei e luoghi
ricerca
vuoto
vuoto
vuoto
prev next go back
filo filo filo filo filo filo
copyright olokaustos home page inizio pagina prev next go back
vuoto filo verticale vuoto vuoto filo verticale vuoto vuoto
In trenta giorni, dal 1° al 30 settembre 1939 la Polonia venne sconfitta dalle truppe tedesche che l'invasero da occidente e dalle truppe russe che l'assalirono da oriente. Il sorprendente accordo tra nazismo e stalinismo distrusse lo Stato polacco. Non vi fu un armistizio tra la Polonia ed i suoi aggressori, né alcuna trattativa di pace. Molto più semplicemente la Polonia cessò di esistere come nazione divisa tra le due più sanguinarie dittature del tempo.

Così come era stata fulminea l'azione militare contro l'esercito polacco, così fu immediata l'azione contro gli ebrei. Nelle operazioni contro la Comunità ebraica polacca vennero seguiti tutti i passaggi che in sei anni, dal 1933 al 1939, erano stati seguiti in Germania. La differenza sostanziale fu che la rapidità dei provvedimenti adottati fu impressionante e la crudeltà impiegata senza precedenti. Ciò si spiega in primo luogo con "l'esperienza" oramai maturata dai nazisti in anni di persecuzioni e, in secondo luogo, con lo stato di guerra che dissolveva ogni timore per le reazioni all'estero.
Sin dai primi giorni le violenze naziste sugli ebrei polacchi furono diffuse e sanguinose. Il generale List che comandava la 14a Armata tedesca si vide costretto a emanare un'ordinanza speciale di divieto di saccheggio, incendio di sinagoghe, violenze sulle donne ebree e massacri di uomini. La gerarchia militare tedesca era perfettamente al corrente di queste operazioni e manifestò il suo nervosismo. I generali non desideravano che "operazioni spontanee" contro gli ebrei fossero condotte mentre erano responsabili dell'amministrazione del territorio polacco. Il punto di vista dell'esercito era che si dovesse procedere alle operazioni nei confronti degli ebrei dopo la fine delle operazioni ed il passaggio dei poteri di controllo all'amministrazione civile. Le SS e l'esercito trovarono un accordo. Il 19 settembre 1939, Heydrich, capo della Polizia di sicurezza, incontrò il Generalquartiermeister Wagner. Il giorno dopo il generale Franz Halder Capo di Stato Maggiore informava i suoi ufficiali dell'esito del colloquio e accennava all'idea della creazione di ghetti per gli ebrei. Il piano di Heydrich in realtà era molto più complesso di quanto Halder non dicesse ai suoi uomini. Il 21 settembre 1939 in una riunione con capi dell'Ufficio centrale di Sicurezza del Reich ai comandanti delle unità della Polizia di sicurezza (Einsatzgruppen), Heydrich comunicò la decisione di eliminare gli Ebrei dalle regioni maggiormente germanofone, di cacciarli da tutta la campagna polacca, e di concentrarli in ghetti situati nelle grandi città. Il documento è particolarmente importante perché ci mostra la decisione e la rapidità con la quale vennero adottate tutte le misure restrittive già operanti in Germania. Il fatto nuovo era che nelle città polacche - a differenza che in Germania - vennero creati dei ghetti chiusi per gli ebrei.

Segregazione e concentramento in Polonia - 1
L'invasione della Polonia e le prime azioni contro gli ebrei
Invasione della Polonia, sul vagone la scritta: "Andiamo in Polonia per cancellare gli Ebrei"
(foto: Meczenstwo Walka, Zaglada Zydów Polsce 1939-1945.)