Al
settembre del 1939
Heydrich
ha ben presente che il concentramento degli ebrei non è la soluzione
finale del problema ebraico. Essa, scrive, sarà raggiunta più
avanti. Per il momento occorre liberare dagli ebrei tutti i territori ex polacchi
che sono divenuti parte integrante del Reich. Gli ebrei devono essere trasferiti
nella Polonia centrale nel territorio che diverrà il Governatorato Generale
e che sarà posto sotto la direzione di Hans Frank. Per la prima volta
Heydrich accenna alla creazione degli Judenrat, cioè i consigli ebraici.
Dobbiamo porre molta attenzione a questa innovazione: essa ricalca esattamente
il ruolo giocato dalle organizzazioni ebraiche in Germania e in Austria. In
altri termini
Heydrich ha capito
l'utilità di organizzazioni ebraiche alle quali affidare una serie di
compiti: il censimento degl ebrei, l'organizzazione dei ghetti, la loro amministrazione.
Il piano di Heydrich è grandioso nel suo orrore: creare pochi grandi
ghetti nelle città polacche, stiparvi gli ebrei e attendere i futuri
sviluppi verso la "soluzione finale".
Come abbiamo detto l'esercito rifiutò di collaborare a questa operazione
e anzi pretese che fosse posta in atto dopo la fine delle operazioni militari.
Con il passaggio dei poteri all'amministrazione civile. I generali tedeschi
non intendevano sporcarsi le mani. Il 16 ottobre 1939 il Quartier Generale tedesco
comunicava "Le truppe tedesche hanno ormai terminati i loro movimenti per
l'occupazione della zona di interessi in Polonia. Da ora in poi il quartier
generale non farà più comunicazioni relative al fronte orientale".
La guerra in Polonia era terminata.
Heydrich
entrava in azione. Per la verità sin dai primi giorni di ottobre le SS
si erano mosse: il 4 ottobre vi fu una irruzione nella sede della comunità
ebraica di Varsavia. I tedeschi arrestarono (non prima di aver rubato i fondi
della Comunità) il presidente della Comunità Adam Czerniakow e
lo nominarono presidente dello Judenrat di
Varsavia.