I ghetti vennero creati per primi nei territori incorporati alla Germania nell'inverno 1939-1940. Il primo fu quello di Lodz nell'aprile 1940. Nell'ottobre 1940 venne creato il ghetto di Varsavia. A Cracovia venne fondato nel marzo 1941 e Lublino nell'aprile. Sempre nel 1941 veniva creato il ghetto di Radom, quello di Czestocowa e di Kielce. Nel dicembre 1941 veniva creato il ghetto di Lvov. Si trattava dei ghetti di maggiore importanza, occorre tenere presente che furono creati numerosi altri ghetti in città minori. I ghetti non erano chiusi tutti allo stesso modo: in alcuni (come a Varsavia) venne eretto un vero e proprio muro, in altri palizzate di legno, in altri ancora furono stesi reticolati. Venivano prescelte aree degradate della città dalla quale venivano fatti evacuare gli abitanti "ariani" e reinsediati gli ebrei. Le norme stabilite dalle Leggi di Norimberga non furono applicate: nei ghetti vennero inviati sia i coniugi non ebrei di coppie miste, sia i "mischlinge". Si può dire che alla fine del 1941 tutti gli ebrei dei territori incorporati e del governatorato generale erano stati rinchiusi nei ghetti. Se da un lato i tedeschi crearono una burocrazia amministrativa per i ghetti, dall'altro gli ebrei costituirono intorno allo Judenrat una struttura burocratica complessa, dotata di una sua polizia d'ordine, di svariati uffici. Di fatto una parte di questi uffici rispondevano alle esigenze della popolazione, un'altra alle esigenze degli stessi tedeschi che volevano ordine, continuo controllo statistico, controllo dei lavoratori. Man mano che la pressione tedesca aumentò furono proprio le strutture burocratiche ebree incaricate del controllo e della repressione che crebbero di importanza.
