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Il processo di "espropriazione" che abbiamo sin qui visto culmina, a partire dal 1939, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, con quella che Hilberg ha chiamato "fame organizzata". In altri termini durante la guerra si attuò in modo consapevole un programma destinato ad affamare gli ebrei tedeschi prima e, successivamente, tutti gli ebrei dei territori occupati.

Durante ogni guerra ciascuna nazione adotta un razionamento alimentare. Ma i nazisti razionarono il cibo per gli ebrei al disotto della quota destinata ai cittadini tedeschi: il governo nazista scelse coscientemente una via di annientamento degli ebrei. La morte per fame verrà adottata su larga scala dapprima nei ghetti di tutta l'Europa occupata e poi nei campi di sterminio.
A determinare la politica alimentare tedesca era il Ministero per l'Alimentazione e l'Agricoltura diretto da Walther Darrè. Fu appunto sotto la sua direzione che iniziò il programma di fame organizzata. Nel 1942 a Darrè subentrò Herbert Backe che rimase Ministro per l'Alimentazione dal 1942 alla fine della guerra. Con cadenza mensile il Ministero impartiva le direttive alle province del Reich.

Queste ultime, in base a disponibilità locali, potevano integrare le razioni definite o mutarle. Vi erano diversi tipi di razioni: le razioni di base, le razioni supplementari per lavoratori manuali o notturni, le razioni per le categorie deboli (donne in stato interessante, in allattamento, malati, invalidi). Infine vi erano i prodotti non razionati che venivano distribuiti nel caso in cui fossero disponibili.



 

Dapprima Darre abolì le distribuzioni speciali per gli ebrei. Poi vennero abolite le razioni supplementari e, infine, quelle ordinarie. Qualora vi fosse disponibilità di prodotti non razionati gli ebrei non potevano beneficiarne. Nonostante ciò i nazisti si accorsero che dall'estero giungevano pacchi contenenti generi alimentari destinati ad un certo numero di ebrei. Nel 1941 il Ministero diede ordine di sequestrare i pacchi, verificarne il contenuto e detrarre dalle razioni le calorie. Il 26 giugno 1942 il Ministero decise che si doveva risolvere in modo definitivo il problema con una regolamentazione apposita.

Venne convocata una apposita riunione alla quale parteciparono rappresentanti del Governo e del Partito.

Il verbale della riunione,sopravvissuto alla guerra, fece parte dei documenti presentati al Processo di Norimberga per i crimini nazisti.

La riunione ci dà una visione agghiacciante e chiara della mentalità criminale del nazismo. In primo luogo si decise che gli ebrei non avrebbero più diritto ai dolciumi. Agli ebrei si doveva poi rifiutare il pane bianco ed i panini. Vietata anche la carne e le uova. Abolite le maggiori razioni che venivano concesse ai bambini ebrei. Per le ebree in stato interessante esisteva già una direttiva dell'aprile 1942 che proibiva razioni supplementari, si decise di rafforzarla. Per gli ammalati ebrei una disposizione del Segretario di Stato per la Sanità, Conti aveva già provveduto a negare loro qualsiasi razione supplementare. Perciò i partecipanti si concentrarono sui lavoratori ebrei ai quali vennero tolte tutte le razioni supplementari. La riunione diede vita a nuove istruzioni destinate agli uffici periferici del Ministero dell'Alimentazione. Le istruzioni, emanate il 18 settembre 1942, riprendevano tutte le conclusioni raggiunte.

bread pane
Affamare gli ebrei