Lavoro coatto
Il 19 novembre 1938 un decreto firmato da
Frick,
Von Krosigk e
Seldte
privava gli ebrei di ogni diritto all'assistenza pubblica. Alcuni mesi prima
erano state tolte tutte le esenzioni fiscali alle associazioni ebraiche di mutuo
soccorso. La massa di ebrei rimasti in Germania era di fatto privata oltre che
dell'assistenza, anche della possibilità di autosostentarsi. Il disegno
successivo nazista fu di obbligare gli ebrei ai lavori più umili. Già
nel dicembre 1938 Friedrich Syrup, presidente della commissione del lavoro del
Reich dichiarava che ci si stava sforzando di adibire gli ebrei al lavoro nelle
costruzioni pubbliche e private e a progetti di bonifica. Nei primi mesi del
1941 circa 30.000 ebrei erano già stati obbligati a lavorare nei cantieri
del Reich.
Però un lavoro, anche coatto, implica il guadagno di uno stipendio. Ai
nazisti tuttavia l'idea che un operaio ebreo percepisse uno stipendio identico
a quello di un lavoratore tedesco non poteva piacere. All'inizio del gennaio
1941
Bernhard Lösener,
l'esperto della questione ebraica, presiedette una riunione interministeriale
per regolare la questione. Si decise infine che sarebbero stati emanati due
decreti: uno destinato a istituire il principio legale secondo il quale il lavoratore
ebreo non era sottoposto o tutelato dalla legislazione del lavoro del Reich.
Il 3 ottobre 1941 i decreti erano pronti. Il principio di salario non si applicava
ai lavoratori ebrei i quali ricevevano un compenso in base al lavoro effettivamente
svolto. L'ebreo non poteva rifiutare il lavoro che gli veniva "offerto"
dal Ministero del Lavoro. Una minuziosa serie di prescrizioni negava qualsiasi
diritto. Il lavoro dell'ebreo non apparteneva più all'ebreo.
Ma ancora tutto ciò non era sufficiente. Se un ebreo guadagnava qualcosa
con il lavoro coatto, anche se questo guadagno era irrisorio, su quel reddito
doveva pagare una imposta.
L'idea fu di
Stuckart. Il ragionamento
era semplice: poiché gli ebrei non versavano i contributi agli enti assistenziali
tedeschi. Ovviamente gli ebrei non pagavano i contributi perché i tedeschi
li avevano esclusi dall'assistenza pubblica, ma questo per Stuckart non era
il vero punto della questione. Il punto era che l'ebreo non pagava una tassa
che il tedesco pagava. Occorreva rimediare a questa "ingiustizia"
istituendo una imposta speciale sulle entrate. Venne chiamata "tassa di
perequazione sociale" (
Sozialausgleichsabgabe) perché appunto,
grazie ad essa si ristabiliva l'eguaglianza fiscale tra ebrei e tedeschi. Assommava
a tutte le altre tasse un ulteriore prelievo del 15% Ma prima di essere applicata
agli ebrei venne imposta ai polacchi nella Polonia occupata. Il 24 agosto 1940
con un decreto del Ministero delle Finanze venne estesa alla Germania.
Un bambino ebreo al lavoro in una fabbrica allestita nel ghetto ebraico di Kovno
(Photo credit: George Kadish Collection, courtesy of USHMM Photo Archives)
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