

Il 16 dicembre 1941 a Cracovia
il Governatore del Governatorato Generale
Frank
tenne una riunione con i suoi collaboratori. Il problema degli ebrei venne affrontato
con queste parole:
"Gli ebrei per noi rappresentano bocche inutili
e insaziabili da sfamare. Nel Governatorato Generale ci sono due milioni e mezzo
di ebrei. Non possiamo certamente fucilare o avvelenare questi due milioni e
mezzo di ebrei ma potremmo, tuttavia, adottare misure che - in un modo o nell'altro
- portino al loro sterminio. Questi provvedimenti giganteschi saranno messi
a punto da decisioni che saranno prese nel Reich. Il Governatorato Generale,
come il Reich deve essere libero da ebrei. Dove e come saranno realizzati questi
progetti sarà compito dei servizi che dobbiamo designare e istituire
sul posto. In seguito verrà stilato un rapporto sulle attività
di questi servizi"
A questa data - un mese prima della conferenza del Wannsee - Frank sapeva che
il destino della popolazione ebraica della Polonia era lo sterminio. Non ne
conosceva i termini esatti ma, di lì a un mese, anche questi sarebbero
stati precisati.
Per eliminare gli ebrei della Polonia venne messa in piedi l'
Operazione
Reinhard basata sui tre campi di sterminio di
Treblinka,
Sobibor e
Belzec.
Contemporaneamente - nella regione confinante del Wartheland -
Heydrich
dava ordine al governatore
Greiser
di eliminare velocemente i 100.000 ebrei presenti nel campo di sterminio di
Kulmhof.
Le operazioni di deportazione in Polonia presentavano due aspetti differenti
rispetto a quanto si stava facendo nel Reich e in Boemia.
In primo luogo si poteva
agire più sbrigativamente poiché vi erano poche preoccupazioni
di allarmare l'opinione pubblica.
In secondo luogo però il numero di ebrei da eliminare era enorme e l'intera
operazione non poteva essere tenuta segreta.
D'altra parte in Polonia erano stati concentrati sei centri della morte e i
treni con i deportati ebrei polacchi percorrevano pochi chilometri. La frequenza
dei trasporti destò in breve sospetti.
La Resistenza polacca calcolò le dimensioni dei treni e la loro capienza
e si avvide che le persone venivano scaricate in piccole località come
Treblinka e Belzec i cui campi non potevano ospitare le decine di migliaia di
persone che vi arrivavano. Si giunse alla conclusione che qualcosa di strano
stava accadendo.
L'enorme numero di persone che stava scomparendo cominciò a destare sempre
più sospetti.
Paradossalmente però a tali e tanti sospetti non faceva seguito una azione
di difesa da parte degli ebrei chiusi nei ghetti che vedevano, giorno dopo giorno,
i loro compagni deportati verso destinazioni ignote.

Il
sistema delle deportazioni - 5
Le
deportazioni dalla Polonia
L'ingresso
del ghetto di Stanislawow nella Galizia Polacca. Qui la deportazione assunse
forme di bestialità indicibile. Nell'ottobre 1941 vennero uccisi sul
posto 10.000 ebrei. Nel marzo 1942 si svolse un'altra esecuzione di massa mentre
i sopravvissuti venivano avviati a Belzec. In aprile non c'era più la
necessità della "mediazione" del Consiglio Ebraico per rastrellare
gli ebrei e le SS impiccarono i membri del Consiglio ai lampioni della cittadina.
Gli ultimi ebrei rimasti in città furono costretti a raggiungere i treni
strisciando sulle ginocchia.
Gli
ebrei di Zierce (Polonia) vengono ammassati davanti alla stazione ferroviaria
per esere caricati sui treni verso i campi di sterminio