Il 22 giugno 1941 le truppe tedesche invadevano l'Unione Sovietica.
Quella che iniziava non era una guerra condotta come sugli altri fronti. Sin
dall'inizio il governo nazista la concepì come una "guerra di
sterminio" nella quale nessuna regola di umanità o legge di guerra
ebbe valore.
Il prezzo pagato dall'Unione Sovietica fu altissimo in termini di vite umane
civili e militari. Si pensi soltanto che i prigionieri di guerra sovietici
- a dispetto di qualsiasi convenzione internazionale - vennero sistematicamente
massacrati nei campi di concentramento.
Parallelamente alla guerra contro l'Unione Sovietica i tedeschi lanciarono
la loro guerra contro gli ebrei.
La popolazione ebraica in Unione Sovietica era di proporzioni gigantesche.
Nei territori propriamente sovietici vivevano poco più di 3 milioni
di ebrei.
Dopo il settembre 1939 - quando a seguito dello scellerato patto tra comunismo
stalinista e nazismo hitleriano la Polonia venne invasa e spartita - i sovietici
nei nuovi territori occupati della Polonia orientale, negli Stati Baltici
(Lettonia, Lituania, Estonia), in Bessarabia e Bukovina trovarono circa 1
milione e ottocentomila ebrei. A questi si aggiunsero circa 250.000 ebrei
in fuga dalla Polonia occupata dai tedeschi.
Così nel giugno 1941 quando i tedeschi attaccarono in Unione Sovietica
vivevano cinque milioni di ebrei. Il piano tedesco per questi ebrei non fu
simile a quello adottato nei territori del Reich o in Polonia.
Le tappe giuridiche di definizione, espropriazione e disumanizzazione furono
rapidissime. Sin dall'inizio i ghetti creati ebbero come obiettivo l'annientamento
finale e, soprattutto l'eliminazione fisica immediata divenne l'obiettivo
principale.
Quando venne lanciata l'Operazione "Barbarossa" (nome in codice
per l'invasione dell'Unione Sovietica) l'Armata Rossa venne colta completamente
di sorpresa.
L'avanzata tedesca fu travolgente: in sei mesi di combattimento le truppe
tedesche erano giunte ai sobborghi di Mosca.
Nonostante fosse stata organizzata una vasta operazione di evacuazione la
velocità dell'avanzata germanica impedì la fuga di un altissimo
numero di ebrei.
D'altronde il piano di evacuazione sovietico soltanto a partire dal luglio
1941 interessò non solo militari e persone utili allo sforzo bellico
ma anche i civili.
Tutto ciò spiega come non fu possibile una fuga generalizzata di fronte
agli invasori.
Gli ebrei rimasti intrappolati furono le vittime delle unità mobili
di massacro denominate Einsatzgruppen.
Avanzata nazista
in Unione Sovietica
luglio 1941
maggio 1942