Gli Einsatzgruppen massacravano gli ebrei attraverso fucilazioni di massa.
La tecnica consisteva nel circondare l'area interessata all'operazione, arrestare
gli ebrei e trasportarli nella più vicina località adatta allo
scavo delle fosse comuni. Qui si procedeva al massacro e alla "sepoltura".
Gli ebrei venivano denudati in modo da poter recuperare gli abiti e gli oggetti
personali di qualche valore.
Al processo di Norimberga e al suo
Ohlendorf
testimoniò sul sistema adottato:
"Dopo la registrazione degli ebrei questi venivano
radunati in un unico luogo e di qui trasportati o fatti marciare sino al luogo
dell'esecuzione. Il luogo veniva scelto possibilmente laddove vi era un fossato
anticarro o una depressione naturale. L'esecuzione veniva condotta all'uso militare
con plotoni di esecuzione al comando di ufficiali"
Ohlendorf tuttavia era un ufficiale "preciso", gli altri suoi colleghi
usarono sistemi più sbrigativi uccidendo con un colpo alla nuca o mitragliando
le vittime che erano state costrette a sdraiarsi nella fossa sopra i cadaveri
delle vittime precedenti.
Le fucilazioni, pur nella loro efficenza, presentavano numerosi problemi per
i tedeschi.
Queste difficoltà emersero quando Himmler si recò a Minsk il 15
agosto 1941 per assistere ad uno di questi massacri.
Secondo il racconto di
Bach-Zalewski,
Himmler ordinò a
Arthur
Nebe, allora comandante dell'Einsatzgruppe B, di procedere ad una esecuzione
in sua presenza.
Nebe radunò circa cento persone tra ebrei e sospettati di essere partigiani,
tra queste due donne. Le vittime vennero fatte scendere in una fossa e il plotone
si schierò sull'orlo sparando dall'alto in basso. A comandare i plotoni
era il comandante dell'Einsatzkommando 8,
Otto
Bradfisch, che diede incarico a Paul Dinter di sparare il colpo di grazia
ai feriti.
Bach-Zalewski racconta dio aver
fatto notare a Himmler i problemi che questa procedura comportava per le SS
sotto il piano psicologico. Himmler parlò agli uomini assumendosi la
responsabilità piena per queste azioni.
Lo stesso giorno
Himmler
si recò all'ospedale psichiatrico di Minsk. Qui Himmler ordinò
a Nebe di "spremersi il cervello" per trovare un metodo alternativo
alle fucilazioni perché si era convinto che le fucilazioni non erano
"il metodo più umano".
Così
Nebe decise di usare
la dinamite per uccidere i malati del manicomio. I risultati furono "deplorevoli"
secondo Nebe e il sistema non venne adottato oltre.
Da questa "esperienza" nacque l'idea di utilizzare i camion a gas
che erano già stati usati per il Progetto Eutanasia.
Dopo il dicembre 1941 ogni Einsatzgruppe ricevete tre di questi mezzi. Si trattava
di un sistema abbastanza semplice: i gas di scarico venivano convogliati all'interno
del mezzo. Il monossido di carbonio avvelenava le vittime uccidendole.
Sui camion da 2,5 tonnellate e da 3 (fabbricati dalla Opel) venivano stipate
30 e 50 persone, su quelli della Saurer di 5 tonnellate sino a 70.
Tuttavia questo sistema non fu utilizzato su larga scala. In primo luogo si
manifestarono problemi "tecnici", i camion perdevano facilmente la
loro tenuta stagna, le vittime non morivano abbastanza velocemente e ciò
consentiva loro di battere sulle pareti furiosamente rischiando di rovesciare
il mezzo. In più - secondo
Ohlendorf
- la necessità di scaricare i mezzi dai cadaveri risultava "psicologicamente
dannosa" per i suoi uomini, il monossido di carbonio provocava forti mal
di testa alle SS e - se l'addetto al camion aveva premuto troppo l'acceleratore
- i volti erano terribilmente sfigurati e i corpi sporchi di feci. Scaricare
i cadaveri risultava così insopportabile per gli uomini della razza superiore.
Le fucilazioni rimasero il metodo principale ma l'esperienza convinse Himmler
ed
Heydrich che l'eliminazione
degli ebrei europei non poteva essere portata a termine con questi sistemi.
Per il momento
Himmler, secondo
quanto riporta
Ohlendorf,
ordinò che gli uomini coniugati degli Einsatzgruppen fossero esentati,
su loro richiesta, dalla fucilazione di donne e bambini.
Prigionieri ebrei del campo di Chelmno in uno dei camion a gas poco prima della
loro esecuzione.
Uno
dei camion a gas usati a Chelmno, mezzi dello stesso tipo furono dati in dotazione
agli Einsatzgruppen.