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Le Comunità Ebraiche negli Stati Parmensi
Museo Ebraico di Soragna - 1
L'insediamento degli Ebrei nell'Italia settentrionale e in particolare a Parma, avviene nei XV secolo provenendo essi dall'Italia meridionale e dalla Germania, dove risiedevano dal XII secolo.
Essi erano stati chiamati dalle autorità locali, Signorie o Comuni, che con speciali Condotte li autorizzavano a gestire Banchi di prestito e pegno.
Nel '400 Parma rimane quasi ininterrottamente sotto i Duchi di Milano, prima i Visconti, e nella seconda metà del secolo gli Sforza. Questi ultimi mantengono inalterati i Capitoli e Privilegi concessi nel 1448 a un certo Salomone, figlio di Abramo Galli.
Nel 1455 Francesco Sforza fa annullare l'ordine dato agli Ebrei dalle autorità di portare un segno distintivo sugli abiti,
La situazione degli Ebrei nel territorio di quelli che saranno gli Stati Parmensi (province attuali di Parma e Piacenza) non è differente da quella del resto d'Italia: limitazioni nei rapporti con i Cristiani, nel commercio (ove tollerato), nella proprietà immobiliare, con totale esclusione dalla vita pubblica.
Il loro stato peggiora nel secolo successivo, finche nei 1555 la bolla di Papa Paolo IV che istituisce i Ghetti, provoca il loro allontanamento da Parma, mentre da Piacenza sono espulsi nel 1570
Potranno tornarvi stabilmente solo dopo oltre due secoli. Inizia a quell'epoca il loro insediamento nei centri minori della zona.

Mitigate con Papa Pio IV le misure contro gli Ebrei, è opera del duca Ottavio Farnese, nei 1562, la prima concessione per dodici anni, di 16 Banchi di prestito e pegno in altrettante località degli Stati Parmensi.
Ricordiamo tra queste Borgo S. Donnino (ora Fidenza), Busseto, Colorno, Soragna nel Parmense, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Monticelli nel Piacentino.
AI seguito dei primi banchieri si stabiliscono in tali centri altre famiglie, piccoli commercianti, artigiani, finche le aumentate esigenze di istruzione e di culto, fanno sorgere le associazioni chiamate prima Università degli Ebrei, poi Università Israelitiche, fino alle attuali Comunità Ebraiche.
Questo spiega come nuclei poco numerosi, da trenta a un centinaio di persone, abbiano potuto mantenere una propria identità nonostante le difficoltà dovute al tanti pregiudizi contro di loro. Ne sono una testimonianza le Grida che per alcuni secoli regolamentano la loro vita, ben documentate nel piccolo Museo "Fausto Levi" di Soragna.
L'emancipazione degli Ebrei ha luogo nel 1803 sotto il governo francese, come conseguenza delle riforme sociali introdotte dalla Rivoluzione Francese. Da quella data gli Ebrei partecipano attivamente alla vita pubblica, al commercio, alle arti, alla politica. Un Tobia Levi è ricordato nella lapide del Municipio di Soragna tra i caduti delle guerre del Risorgimento.
Il XIX secolo rappresenta il massimo sviluppo delle otto Comunità che raggiungono un totale di circa 700 persone, con In testa Parma, Monticelli, Fiorenzuola e Soragna.
Alle Sinagoghe di Cortemaggiore (XVII secolo), Busseto e Colorno (XVIII secolo) si aggiungono, intorno ai 1840, quelle di Fiorenzuola e Monticelli, mentre quella di Soragna è del 1855 e quella di Parma del 1866
Dopo il 1900 si verifica un lento declino a causa dell'emigrazione verso i centri maggiori. Negli anni dal 1925 al 1932 le comunità più piccole si estinguono e vengono aggregate a quella di Parma.
Attualmente esistono soltanto le Sinagoghe di Parma e Soragna, mentre gli arredi di quella di Busseto si trovano a Gerusalemme, quelli di Fiorenzuola sono stati recentemente trasferiti a Milano e un altro antico Aron - Hakodesh (armadio sacro) si trova nell'Oratorio del Parlamento dello Stato d'Israele.






© Museo Ebraico «Fausto Levi»
Soragna, Parma