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La storia di Christine Damski - 4
Olsztyn
In primavera ricevetti una lettera da mia madre, da Zamosc: scriveva che stavano incominciando a liquidare gli ebrei della città. Voleva lasciare la città.
Johnny era andato a Varsavia con mia madre per aiutarla ad ottenere documenti polacchi. Di ritorno a Zamosc, scoprì che il taxista che li aveva portati alla stazione stava ricattando suo fratello Zygmunt.
Se Zygmunt non l'avesse pagato, il taxista avrebbe denunciato Johnny ai tedeschi per aver aiutato un'ebrea. Johnny gli disse di andare all'inferno e si rifiutò di pagare.
Ma ora non poteva più tornare a Zamosc. Lasciò il suo lavoro e si trasferì a Czestochowa.
A tutti dicevamo di essere sposati.
Mia madre era vicino a noi, a Olsztyn, ma mio padre era rimasto a Zamosc con mia sorella. Johnny si offrì di aiutare anche lei per ottenere documenti polacchi, ma lei rifiutò. Lei e mio padre pensavano di essere al sicuro. Lei era giovane, aveva solo sedici anni, e lavorava per la birreria di mio padre, un'azienda che i tedeschi consideravano essenziale.
Mio padre era al lavoro tutto il giorno, tornava solo la sera tardi, non aveva motivo di fuggire. Inoltre, vivere con documenti polacchi era pericoloso, specialmente per un uomo. Se la polizia gli avesse chiesto di tirarsi giù i pantaloni, avrebbe scoperto subito che era ebreo. E se non avevi l'aspetto giusto? I polacchi sapevano riconoscere gli ebrei.
Tutto andò per il meglio per noi a Czestochowa, finché fummo avvertiti dal portiere del nostro caseggiato che qualcuno di Zamosc mi aveva riconosciuta. Immediatamente facemmo i bagagli e partimmo per Olsztyn, per stare con mia madre.
La famiglia di contadini con i quali abitava ci affittò una camera. I cinque membri della famiglia dormivano in cucina, vicino alla stufa, tanto erano poveri. Mia mamma si era stabilita lì ed era diventata molto amica della moglie del contadino, andava perfino in chiesa ogni giorno.
La moglie del contadino aspettava un figlio. Avevano una mucca - la loro maggiore fonte di reddito - e anche la mucca era incinta. La donna diceva che, se la mucca avesse partorito per prima, si sarebbero potuti permettere una bella festa alla nascita del suo bambino, e mia madre sarebbe stata la madrina. Questa prospettiva spaventava mia madre, che temeva l'attenzione che questo evento avrebbe attratto su di lei.

Ogni giorno la donna andava nella foresta a raccogliere legna da vendere a Czestochowa.
Un giorno ritornò portando la legna sulla schiena, ma questa volta c'era anche un bambino nel suo scialle. Aveva partorito tutta sola nel bosco. La mucca non aveva ancora avuto il suo vitello, così mia madre fu salva.
Anche a Olstyn incominciarono a circolare delle voci; sapevamo di dover trovare un posto più sicuro per mia madre.
Stranamente, il posto più sicuro sembrava essere proprio la Germania. I tedeschi avevano uffici di collocamento in ogni città polacca, per reclutare volontari che andassero a lavorare nelle fattorie, nelle fabbriche e nelle aziende tedesche. Quasi tutta la popolazione tedesca era stata arruolata nell'esercito, e c'era un estremo bisogno di forza lavoro.
In Polonia era così difficile riuscire a guadagnarsi da vivere che molti polacchi si offrirono volontari. Almeno in Germania avrebbero avuto vitto, alloggio e un po' di denaro.
Portai mia madre a registrarsi all'ufficio volontari di Czestochowa. Indossava una "babushka", e somigliava molto a una contadina.
Ma io non mi resi conto di essere vestita molto elegantemente, in seta. L'impiegato dell'ufficio mi guardò, poi guardò mia madre e poi di nuovo me. Andò davanti all'ufficio e guardò la strada - in su e in giù.
Era sospettoso. Poi ritornò e disse: "Va bene, tornate domani per la visita medica". Non sapevamo cosa fare per il resto della giornata, così andammo alla chiesa più grande di Czestocowa, il luogo più santo di tutta la Polonia, dove dicono Messa ogni ora per tutto il giorno.
Ci spostammo da una parte all'altra della chiesa fino all'ora del coprifuoco serale. Il giorno dopo completammo l'iscrizione: mia madre firmò per andare a lavorare in Baviera, in un ristorante a conduzione familiare sulle Alpi tedesche.
Foto di Christine e l'amica Danuta
Christine con l'amica Danuta (a sinistra) che la ospitò a Varsavia in una foto del 1946 . (courtesy Ellen Land Weber)