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  Maximilian Jäger
 
 
   
   
   
 
       
  Maximilian Jäger venne nominato ambasciatore svizzero in Ungheria nel 1936. Nel 1944, quando i nazisti con i loro complici ungheresi iniziarono la sistematica deportazione degli Ebrei, Jäger insieme con il suo vice console Lutz si attivò per cercare di salvarne il più possibile.
Organizzò le 76 case prottete svizzere, ossia palazzi nei quali grazie all'extraterritorialità gli ebrei di Budapest poterono trovare un rifugio relativamente sicuro dalle violenze delle Croci Frecciate il movimento fascista ungherese.
Jäger diede ogni appoggio possibile a Lutz coprendone le attività che rimasero così sconosciute anche al Ministero degli Esteri svizzero.
Ebbe anche il merito di informare costantemente il suo governo della realtà della distruzione degli Ebrei d'Europa che da anni conosceva bene e che non nascose mai né a se stesso né ai suoi collaboratori.
   
           
           
           
         



  
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