Nato il 14 novembre 1882 a Bucarest, studiò giurisprudenza a Parigi.
Nel 1912 fu tra i pochissimi Ebrei che ottennero la cittadinanza romena.
Dopo la Prima Guerra Mondiale fu eletto deputato al Parlamento romeno. Personaggio
di spicco dell'ebraismo romeno, ricoprì i massimi incarichi in tutte
le principali organizzazioni ebraiche. Era il presidente della Unione degli
Ebrei Romeni (
Uniunea Evreilor Romani) quando nel 1941 - per ordine
del ministro
Mihai Antonescu
- questa venne sciolta e sostituita con la
"Centrala Evreilor"
(Centro Ebraico). Ciononostante Filderman rimase un punto di riferimento per
tutti gli Ebrei romeni e continuò a prodigarsi per la loro salvezza.
Nel maggio 1943 si oppose pubblicamente alla cosiddetta "tassa dei 4 miliardi",
una imposizione speciale pari a circa quaranta milioni di Euro, che il governo
del
Maresciallo Antonescu
impose a tutti gli ebrei del Paese. Per aver protestato venne esiliato in Transnistria
ma - già nell'agosto 1943 - gli venne consentito di fare ritorno a Bucarest
grazie all'intervento della Regina Madre Elena.
Il governo romeno capì ben presto che la
"Centrala Evreilor"
non aveva alcuna credibilità e autorevolezza presso gli ebrei romeni
e riallacciò ufficiosamente i contatti con Filderman.
Già sin dall'estate del 1942 Filderman aveva creato un consiglio ebraico
clandestino che entrò in azione per evitare che gli ebrei romeni fossero
deportati in Polonia.
I suoi sforzi furono numerosi e notevoli: nel settembre 1941 ottenne che fosse
revocato il decreto che imponeva agli ebrei di indossare la stella gialla sugli
abiti. Dopo il crollo del regime e sino al 1947 lottò per preservare
l'unità della Comunità Ebraica.
Il regime comunista lo costrinse a fuggire dalla
Romania
e a rifugiarsi in Francia dove morì nel 1963.