Nel marzo 1942, quando si ebbe la prima ondata di arresti e deportazioni
in Slovacchia. Gisi Fleischmann tentò di corrompere il responsabile
organizzativo nazista Dieter
Wisliceny. Per far questo si cercarono fondi attraverso la collaborazione
dell'Ufficio Ebraico di Ginevra.
Quando le deportazioni si interruppero più per altre questioni che
per il tentativo di corruzione, da Ginevra venne richiesto un piano globale
per evitare che la deportazione avesse luogo in tutto il continente.
Gisi Fleischmann ideò allora una proposta che venne denominata "Piano
Europa". L'idea di base era quella di scambiare con i nazisti gli ebrei
in cambio di valuta straniera o beni. La proposta venne segretamente trasmessa
ai nazisti ed in particolare a Wisliceny.
La Fleischmann sottovalutò le motivazioni razziste dei vertici nazisti
e probabilmente credette che l'arma della corruzione fosse realmente efficace.
In realtà le SS non erano una organizzazione monolitica: a fianco di
persone corruttibili come Wisliceny
esistevano nazisti molto meno duttili.
La Fleischmann venne arrestata dalla Gestapo e detenuta per quattro mesi.
Il piano si dimostrò inattuabile.
Nel settembre 1944, quando le SS invasero la Slovacchia per reprimere la rivolta
nazionale che vi era scoppiata, Gisi prese contatto con Alois
Brunner, il collaboratore di Eichmann che aveva sostituito Wisliceny
a Bratislava. Brunner non
solo non accettò la proposta di denaro ma sia Gisi che gli altri membri
del "Gruppo di Lavoro" vennero arrestati.
All'inizio dell'ottobre 1944 Gisi venne deportata ad Auschwitz dove venne
inviata alle camere a gas subito dopo il suo arrivo.
