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Gisi Fleischmann
Gisi Fleischmann nacque nel 1897. Già prima della guerra era una attivista della sezione slovacca dell'Organizzazione Femminile Sionista Internazionale.
Quando i nazisti insediarono in Slovacchia un governo fantoccio retto da Monsignor Tiso, gli Ebrei furono costretti a fondare un Centro Ebraico (Pracovna Skupina) che avrebbe dovuto amministrare la vita della Comunità Ebraica. Gisi Fleischmann faceva parte dell'amministrazione del Centro come capo della "Aliya" ossia la sezione che si occupava dell'immigrazione in Palestina.
Questo incarico ufficiale tuttavia funzionò da copertura per la continuazione delle attività del movimento sionista che era stato messo fuori legge.
Contemporaneamente Gisi si adoperò per aiutare più di trecento ebrei che da Praga sarebbero stati internati nel campo di concentramento di Sosnowiec in Polonia. Durante il loro viaggio i deportati avrebbero dovuto transitare attraverso il territorio slovacco. Gisi riuscì a convincere il governo slovacco a ad accogliere gli ebrei praghesi. Si adoperò poi per farne immigrare una buona parte in Palestina.
Di fronte alla possibilità di deportazioni dal territorio slovacco Gisi pose il problema di come far sì che le deportazioni si interrompessero. A questo scopo venne fondato un gruppo segreto denominato "Gruppo di lavoro".

Nel marzo 1942, quando si ebbe la prima ondata di arresti e deportazioni in Slovacchia. Gisi Fleischmann tentò di corrompere il responsabile organizzativo nazista Dieter Wisliceny. Per far questo si cercarono fondi attraverso la collaborazione dell'Ufficio Ebraico di Ginevra.
Quando le deportazioni si interruppero più per altre questioni che per il tentativo di corruzione, da Ginevra venne richiesto un piano globale per evitare che la deportazione avesse luogo in tutto il continente.
Gisi Fleischmann ideò allora una proposta che venne denominata "Piano Europa". L'idea di base era quella di scambiare con i nazisti gli ebrei in cambio di valuta straniera o beni. La proposta venne segretamente trasmessa ai nazisti ed in particolare a Wisliceny.
La Fleischmann sottovalutò le motivazioni razziste dei vertici nazisti e probabilmente credette che l'arma della corruzione fosse realmente efficace.
In realtà le SS non erano una organizzazione monolitica: a fianco di persone corruttibili come Wisliceny esistevano nazisti molto meno duttili.
La Fleischmann venne arrestata dalla Gestapo e detenuta per quattro mesi.
Il piano si dimostrò inattuabile.

Nel settembre 1944, quando le SS invasero la Slovacchia per reprimere la rivolta nazionale che vi era scoppiata, Gisi prese contatto con Alois Brunner, il collaboratore di Eichmann che aveva sostituito Wisliceny a Bratislava. Brunner non solo non accettò la proposta di denaro ma sia Gisi che gli altri membri del "Gruppo di Lavoro" vennero arrestati.
All'inizio dell'ottobre 1944 Gisi venne deportata ad Auschwitz dove venne inviata alle camere a gas subito dopo il suo arrivo.

Foto: Gisi Fleischmann