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Otto Hirsch



Otto Hirsch nacque nel 1885 a Stoccarda nel Württemberg dove si laureò in legge. Impiegato dello Stato rappresentò il Württemberg alla Assemblea Nazionale di Weimar nel 1919 e alla Conferenza di Pace di Parigi. Fu uno dei dirigenti dell'Unione Centrale dei Cittadini Tedeschi di Fede Israelita e in quest'organizzazione fu tra coloro che sostenevano la necessità di promuovere insediamenti ebraici in Palestina. Hirsch nel Comitato fu uno dei fondatori della Agenzia Giudaica, una organizzazione di orientamento sionista. Nel 1933 fondò l'Unione degli Ebrei di Germania con Leo Baeck. Il suo ruolo all'interno dell'organizzazione fu strategico nei settori dell'aiuto economico, della formazione e riqualificazione professionale. Lavorò per la crescita delle scuole ebraiche e per i problemi dell'emigrazione. Rappresentò con coraggio la Comunità Ebraica tedesca di fronte al governo nazista e fu un mediatore attento tra le diverse componenti politiche dell'organizzazione. Dotato di grandi doti amministrative ed economiche tenne i contatti con le organizzazioni britanniche e statunitensi di aiuto alla Comunità Ebraica tedesca. Venne arrestato per la prima volta nell'estate del 1935 in relazione ad un sermone che si sarebbe dovuto leggere in tutte le sinagoghe tedesche. Venne arrestato una seconda volta nel 1938 durante la "Notte dei Cristalli" ed inviato per due settimane nel lager di Sachsenhausen. Ritornato al lavoro si concentrò sui problemi dell'emigrazione e del salvataggio degli ebrei. Organizzò un piano che prevedeva la creazione di campi di transito e rifugio in Gran Bretagna e in altri paesi europei.
Riteneva che con questa operazione si sarebbe potuta velocizzare la liberazione delle centinaia di ebrei già arrestati in Germania. Nel 1938 e nel 19339 ebbe numerosi incontri in Gran Bretagna e Stati Uniti con le organizzazioni di soccorso e le autorità di governo e fu delegato dell'Unione alla Conferenza di Evian del 1938. Il 16 febbraio 1941 venne nuovamente arrestato e trasferito al campo di concentramento di Mauthausen nonostante la moglie avesse ottenuto un lasciapassare per lui per gli Stati Uniti. Venne torturato a morte e secondo quanto dichiararono le autorità del campo ai suoi parenti morì il 19 giugno 1941.