| Samuel Stern |
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| Nacque nel Janoshaza il 5 gennaio 1874.
La sua biografia è quella di un Ebreo completamente integrato
nella società austroungarica e, dopo il 1918, in quella ungherese.
Era stato consigliere della real casa ungherese e successivamente un
uomo d'affari di successo in eccellenti rapporti con gli elementi aristocrati
e conservatori dell'alta società ungherese.
Fu manager della General
Oairy di Budapest e poi - a partire dal 1912 - amministratore delegato
della Hungarian Foodtransport una delle maggiori imprese nel campo degli
alimenti dell'Ungheria del primo Novecento. Era tenuto in grande considerazione come capo della Comunità ebraica ungherese. Gli si riconoscevano grandi capacità di gestione e l'abilità di riuscire a raccogliere grandi somme per sovvenire a tutti i bisogni della Comunità. Apparteneva alla cosiddetta corrente dei "Neolog" ossia Ebrei favorevoli alla assimilazione. La sua posizione era nettamente antisionista. La sua maggiore abilità fu quella di riuscire a mantenere intatta la Comunità che dirigeva sino al 1944. In questa impresa lo strumento principale al quale si affidò fu la sua fitta rete di amicizie. Tuttavia quando, nel marzo 1944, i Tedeschi occuparono militarmente il Paese si trovò isolato. I più eminenti membri della aristocrazia ungherese infatti vennero arrestati o dovettero darsi alla macchia. Stern continuò ad affidarsi ai metodi che erano stati efficaci prima dell'arrivo dei Tedeschi ossia petizioni, lettere aperte, proclami. Stern era di fatto un fautore convinto dei metodi legali. Si rifiutò ad esempio nel bel mezzo delle deportazioni di diffondere un appello clandestino che avrebbe dovuto essere indirizzato a tutta la "società cristiana ungherese". Personalmente era un uomo retto e coraggioso ma totalmente incapace di valutare bene in quale situazione assolutamente senza precedenti si trovava. Occorre dire che a chiunque sarebbe parsa irrealizzabile la deportazione di una comunità così grande come quella ungherese. Quando divenne chiaro che Eichmann e i suoi uomini erano in grado di compiere una operazione così gigantesca era troppo tardi. Dopo la liberazione Stern venne costretto a dare le dimissioni soprattutto per la sfiducia e per le critiche al suo comportamento mosse dai sionisti ungheresi. Stern morì poco dopo la fine della guerra il 9 giugno 1946 e venne sepolto nel cimitero ebraico di Rakoskeresztur. |
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| Riferimenti bibliografici Braham, Randolph L, The politics of genocide : the Holocaust in Hungary, Rosenthal Institute for Holocaust Studies, Graduate Center/City University of New York Social Science Monographs Distributed by Columbia University Press, New York Boulder New York, 1994, pp. 451-452. Per le vicende immediatamente successiva alla guerra: Meyer, Peter, The Jews in the Soviet satellites, Greenwood Press, Westport, Conn, 1971, pp. 405, 414-415, 442-450. |
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