Mordechai
Anielewicz nacque nel 1920 in una famiglia povera dei quartieri periferici di
Varsavia. Studiò sino alla scuola secondaria e si aggregò al movimento
sionista Ha-Shomer ha-Tsa’ir.
Il 7 settembre 1939, una settimana dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale
fuggì da
Varsavia
e insieme ai leader del suo movimento si recò nell’area orientale
della Polonia dove si credeva che i resti delle’esercito polacco si sarebbero
riorganizzati per l’estrema difesa.
Quando le truppe sovietiche il 17 settembre 1939 invasero a loro volta la Polonia,
Anielewicz cercò di raggiungere la Romania per trovare una via che lo
conducesse in salvo in Palestina. Catturato dai sovietici venne imprigionato.
Al suo rilascio decise di fare ritorno a
Varsavia.
Una volta giunto nella capitale polacca si rese conto delle inenzioni dei tedeschi
verso gli ebrei e ripartì rifugiandosi a
Vilna
in Lituania, città nella quale avevano trovato rifugio molti profughi
ebrei dalla Polonia.
Qui propose di creare un gruppo di attivisti sionisti che - fatto ritorno in
Polonia - aiutassero il movimento clandestino ebraico nella zona occupata dai
tedeschi. In questo ruolo inisme alla sua amica Mira Fuchrer rientrò
clandestinamente in Polonia.
Dal gennaio 1940 fu attivista clandestino.
Le notizie che giungevano sui massacri degli ebrei lo convinsero che occorreva
un salto di qualità del movimento clandestino ebraico. Di qui la convinzione
della necessità di costituire un movimento di autodifesa paramilitare
all’interno del
Ghetto
di Varsavia.
Nell’estate del 1942 quando iniziarono le deportazioni verso i campi di
sterminio della popolazione del
Ghetto
di Varsavia Anielewicz si trovava a Zaglebie, una cittadina nel sud-ovest
della della Polonia.
Ritornato nella capitale trovò il
Ghetto
svuotato e ridotto a 60.000 abitanti sui 350.000 circa che ospitava nella primavera
del 1942. Il movimento di resistenza che si era formato, la ZOB, aveva subito
numerose perdite e aveva bisogno di una profonda riorganizzazione. Anielewicz
si mise a capo della organizzazione riuscendo a farvi entrare anche i diversi
partiti ebraici non sionisti con l’esclusione dei comunisti.
Nel novembre 1942 Anielewicz venne nominato comandante della ZOB che iniziò
le sua azioni militari contro i nazisti il
18
gennaio 1943.
I mesi da gennaio ad aprile trascoresero in relativa calma e la ZOB si dedicò
alla riorganizzazione ed alla ricerca di armi.
Quando il
19 aprile 1943
i nazisti entrarono nel Ghetto di Varsavia per rastrellare gli ebrei rimasti,
la ZOB reagì militarmente riuscendo a far ritirare le SS dal Ghetto.
La battaglia durò quattro settimane. Le truppe naziste agli ordini del
generale
Jurgen Stroop distrussero
l’intero
Ghetto in
una serie di feroci combattimenti.
L’
8 maggio Anielewicz
e diversi altri leader della ZOB vennero assediati in uno degli ultimi bunker
sotterranei del
Ghetto
in via Mila 18.
Per non cadere nelle mani dei nazisti Anielewicz si suicidò insieme a
molti altri combattenti.