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Vitka Kempner
Sopra: Vitka Kempner negli anni della resistenza. Sotto: Rozka Korczak-Marla a sinistra, Abba Kovner al centro, Vitka Kempner a destra per le strade dopo la liberazione di Vilna nel luglio 1944.
Vitka Kempner fu una figura leggendaria della resistenza ebraica a Vilna. Descritta come alta, magra, capelli corti e lentiggini iniziò a combattere con l'organizzazione unitaria di resistenza FPO (Fareynegte Partizaner Organizatsye) come staffetta di collegamento con il movimento clandestino comunista esterno al ghetto.
Nella notte tra l'8 ed il 9 luglio 1942 Vitka e un altro partigiano dell'FPO di nome Mazkiewicz, uscirono dal ghetto senza la stella cucita sugli abiti. I due posero una mina artigianale sotto le traversine della linea ferroviaria a Novovilejka. Il treno militare con soldati e munizioni che transitava in direzione di Polock saltò in aria. Circa duecento tedeschi rimasero uccisi. L'impresa ebbe una risonanza tra la resistenza enorme: il poeta del ghetto, Hirsh Glik compose in suo onore la poesia Shtil, di nakht iz oysgeshternt ("Silenzio è una notte stellata") conosciuta anche come Partisanerlid.
Uscita dal ghetto per combattere nella foresta, Vitka continuò le operazioni di sabotaggio. Nell'ottobre del 1943 con una valigia imbottita d'esplosivo danneggiò la centrale elettrica di Vilna. Successivamente liberò sessanta prigionieri del campo di lavoro di Kailis. Diede alle fiamme lo stabilimento di Valkininkai e nella cosiddetta "battaglia di Dainava" catturò due informatori della Gestapo.
Al termine della guerra emigrò in Palestina, divenne psicologa infantile e sposò il compagno di lotta Abba Kovner.