Vitka
Kempner fu una figura leggendaria della resistenza ebraica a
Vilna.
Descritta come alta, magra, capelli corti e lentiggini iniziò a combattere
con l'organizzazione unitaria di resistenza
FPO
(Fareynegte Partizaner Organizatsye) come staffetta di collegamento con il movimento
clandestino comunista esterno al ghetto.
Nella notte tra l'8 ed il 9 luglio 1942 Vitka e un altro partigiano dell'FPO
di nome Mazkiewicz, uscirono dal ghetto senza la stella cucita sugli abiti.
I due posero una mina artigianale sotto le traversine della linea ferroviaria
a Novovilejka. Il treno militare con soldati e munizioni che transitava in direzione
di Polock saltò in aria. Circa duecento tedeschi rimasero uccisi. L'impresa
ebbe una risonanza tra la resistenza enorme: il poeta del ghetto, Hirsh Glik
compose in suo onore la poesia
Shtil, di nakht iz oysgeshternt ("
Silenzio
è una notte stellata") conosciuta anche come
Partisanerlid.
Uscita dal ghetto per combattere nella foresta, Vitka continuò le operazioni
di sabotaggio. Nell'ottobre del 1943 con una valigia imbottita d'esplosivo danneggiò
la centrale elettrica di
Vilna.
Successivamente liberò sessanta prigionieri del campo di lavoro di Kailis.
Diede alle fiamme lo stabilimento di Valkininkai e nella cosiddetta "battaglia
di Dainava" catturò due informatori della Gestapo.
Al termine della guerra emigrò in Palestina, divenne psicologa infantile
e sposò il compagno di lotta
Abba Kovner.