L'attività politica prima della guerra
Abba Kovner (1918-1988) nacque a Sevastopol, in Russia e si trasferì
a
Vilna per compiervi gli
studi superiori.
La sua attività politica iniziò prestissimo come membro del movimento
sionista giovanile HaShomer haTsa'ir.
Nel periodo dell'occupazione sovietica della Lituania, quando tutte le organizzazioni
politiche furono sciolte operò in clandestinità.
L'appello alla rivolta
Quando i tedeschi occuparono la Lituania e
Vilna,
Kovner si sottrasse all'arresto rifugiandosi in un convento domenicano. Rientrato
nel Ghetto ebbe notizia dei massacri e decise che soltanto la resistenza armata
avrebbe potuto salvare la comunità. Organizzò un gruppo denominato
He-Haluts e scrisse un documento divenuto famoso nella riunione della notte
del 31 dicembre 1941. L'appello lanciato agli abitanti del Ghetto diceva:
«Non lasciamoci portare al macello come pecore! Giovani Ebrei! Non credete
a chi vi incanta: degli 80.000 ebrei della "Gerusalemme lituana" non
ne rimangono che 20.000. Ci hanno strappato sotto i nostri occhi genitori, fratelli
e sorelle.
Dove sono le centinaia di persone condotte a lavorare dagli sgherri lituani?
Dove sono le donne e i bambini portati via, nudi, in quell'orribile notte? Dove
sono gli ebrei catturati durante lo Yom Kippur? E dove sono i nostri fratelli
del secondo Ghetto?
Di coloro che hanno lasciato la porta del ghetto non è ritornata una
sola persona. Tutte le strade della Gestapo finiscono a Ponary. E Ponary è
la morte!
Voi che ancora dubitate, smettete di illudervi! I vostri figli, i vostri mariti
e le vostre mogli non vivono più. Ponary non è un campo. Là
sono stati fucilati 15.000 esseri umani.
Hitler è deciso a cancellare gli ebrei dall'Europa. Il destino ha voluto
che gli ebrei lituani fossero i primi della lista.
Non lasciamoci portare al macello come pecore! E' vero: siamo deboli e indifesi.
Ma la risposta al nemico non può che essere una sola: Resistenza!
Fratelli è meglio cadere combattendo per la libertà che sopravvivere
per grazia degli assassini. Resistenza! Resistenza sino all'ultimo respiro!»
Dal ghetto alla foresta
L'appello di Kovner cadde nel vuoto. la maggior parte della comunità
di
Vilna si era aggrappata
alla speranza che il capo del Ghetto,
Jacob Gens
dava loro: sino a che il ghetto fosse stato una fabbrica al servizio della Germania
i tedeschi non avrebbero liquidato gli ebrei.
Kovner aderì con i suoi all'
FPO (Fareynegte
Partizaner Organisatsye) che riuniva tutte le diverse formazioni di resistenza
del ghetto.
Quando
Gens accettò di arrestare il
capo dell'
FPO Yitzhak
Wittenberg e consegnarlo ai tedeschi nel luglio 1943, Kovner venne nominato
comandante dell'
FPO mentre un primo nucleo
di combattenti al comando di
Josef Glazman, comandante
in seconda, lasciava il ghetto per rifugiarsi nella foresta. Kovner, che aveva
assunto il nome di battaglia di "Uri" rimase nel Ghetto sino al settembre
1943.
Quando fu chiara l'intenzione tedesca di eliminare il Ghetto, Kovner e i suoi
si rifugiarono nella foresta di Rudninkai. Benché il gruppo di
Glazman
fosse stato annientato dai tedeschi, Kovner prese il comando del gruppo partigiano
"Nekama" ("Vendetta") e continuò a combattere sino
alla liberazione di
Vilna
nel luglio 1944.
A fianco di Kovner combatterono due donne ebree partigiane:
Rozka
Korzka e
Vitka Kempner che, in seguito sarebbe divenuta
sua moglie.
Il dopoguerra
Dopo aver raggiunto la Brigata Ebrea che si trovava in Italia, a Treviso nel
1945, Kovner arrivò in Palestina dove progettò e cercò
aiuti per una serie di piani destinati ad uccidere esponenti nazisti e delle
SS. Arrestato dagli inglesi raggiunse nuovamente la Palestina nel 1946.
Dopo la guerra del 1948 si ritirò nel suo Kibbutz di di Ein ha-Horesh
dove iniziò una carriera di scrittore che lo avrebbe portato ad ottenere
premi letterari e la carica di presidente degli scrittori d'Israele.
Fondò il Moreshet, l'istituto di ricerche sull'Olocausto di Givat Haviva.