Emanuel Ringelblum nacque a Buczacz nel 1900. Nel 1927 ottenne il dottorato
all’Università di
Varsavia
con una tesi sugli ebrei di Varsavia nel Medio Evo.
Fu attivo sin dalla giovinezza nel Po’alei Zion un partito della sinistra
ebraica. Per diversi anni insegnò storia nelle scuole superiori ebraiche.
A parire dal 1930 si impegnò nel Joint Distribution Committee, una organizzazione
fondata per aiutare i profughi ebrei vittime delle persecuzioni razziali.
Nel 1923 insieme ad altri colleghi fondò l’Istituto di Ricerca
Ebraico che concentrò i suoi studi sulla storia dell’ebraismo a
Varsavia.
Durante l’occupazione nazista di
Varsavia
Ringelblum si impegnò nel movimento clandestino e si assunse il compito
di essere storico e cronachista degli avvenimenti tragici che conducevano alla
distruzione della Comunità Ebraica di Varsavia.
Creò una serie di “cucine pubbliche” con lo scopo di alleviare
la terribile fame della popolazione; una organizzazione culturale con lo scopo
di contrastare l’abbrutimento provocato dalle spaventose condizioni di
vita. Organizzò conferenze, pubblici dibattiti, incoraggiò lo
studio come forma di resistenza.
Ciò che ha fatto passare alla storia la figura di Ringelblum è
il cosiddetto Archivio Oneg Shabbat. Il progetto di Ringelblum era quello di
raccogliere ogni testimonianza, ogni documento degli avvenimenti che accadevano
a
Varsavia e in Polonia.
Di testimoniare la distruzione degli ebrei polacchi da parte dei nazisti. Le
informazioni così raccolte venivano fatte arrivare a Londra attraverso
la resistenza polacca.
Quando la deportazione spazzò via quasi tutto il
Ghetto
Ringelblum si dedicò anche alla creazione di biografie dei personaggi
più importanti del Ghetto.
Entrò a far parte attivamente della ZOB - l’organizzazione di resistenza
ebraica del
Ghetto - che
promosse la sua attività di documentazione.
Nel marzo 1943 accettò l’invito a fuggire dal Ghetto che i suoi
amici “ariani” gli avevano rivolto. Durante la Pasqua del 1943 rientrò
nel campo e venne catturato.
Fu unternato nel campo di Trawniki da cui - grazie all’aiuto della Resistenza
polacca venne fatto fuggire travestito da operaio delle ferrovie.
Il 7 marzo 1944 il suo nascondiglio venne scoperto e fu arrestato insieme alla
famiglia che lo proteggeva. Alcuni giorni dopo venne fucilato iniseme a sua
moglie, al figlio e alle persone che lo avevano aiutato.