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"Salus publica suprema
lex"
Tutte le forme ideali di Stato sono utopie. Uno Stato non può essere
costruito in modo puramente teorico, ma deve crescere e maturare come
fa un singolo uomo. Ma non bisogna dimenticare che lo Stato è stato
presente in forma embrionale all'inizio di ogni civiltà. La famiglia è antica
quanto l'uomo stesso e, da questa iniziale aggregazione, l'uomo capace
di raziocinio si è creato uno Stato il cui fondamento deve essere
la giustizia e il cui scopo supremo deve essere il bene comune. Lo Stato
deve rappresentare per analogia l'ordine divino e la più sublime
di tutte le utopie, la civitas dei, è il modello al quale esso
deve, in definitiva, orientarsi. Non vogliamo qui formulare giudizi sulle
possibili, diverse forme di Stato, la democrazia, la monarchia costituzionale,
la monarchia assoluta e così via. Solo una cosa vuole essere rilevata
in modo chiaro ed univoco: ogni singolo uomo ha diritto ad uno Stato
giusto e utile, che garantisca la libertà del singolo così come
il bene della comunità. Infatti, in conformità alla volontà di
Dio, l'uomo deve cercare di raggiungere il suo fine naturale e la sua
felicità terrena, libero e indipendente nella comunità,
di vita e di lavoro, dello Stato.
Ma il nostro attuale "Stato" è la dittatura del maligno. "Questo
lo sappiamo già da tempo", ti sento obiettare, "e non
abbiamo alcuna necessità che ci sia ricordato ancora una volta".
Ma, ti chiedo, se lo sapete perché non reagite, perché permettete
che questi tiranni, passo dopo passo, in modo evidente o in segreto,
vi derubino dei vostri legittimi beni, uno dopo l'altro, finché,
un giorno, nulla, ma proprio nulla resterà, se non un congegno
statale meccanizzato, comandato da criminali e ubriaconi? È già così sottomesso
alla violenza il vostro spirito, da dimenticare che non è solo
un vostro diritto, ma anche vostro dovere morale, eliminare questo sistema?
Ma se un uomo non ha più la forza di rivendicare i propri diritti,
allora è assolutamente certo che finirà in rovina. Meriteremmo
di essere dispersi per il mondo come polvere nel vento, se non ci sollevassimo
in questa ultima ora e non trovassimo finalmente il coraggio che finora
ci è mancato. Non nascondete la vostra viltà sotto il velo
della prudenza. Infatti, per ogni giorno in cui indugiate, in cui non
vi opponete a questa creatura infernale, la vostra colpa aumenta, come
in una curva parabolica, sempre più in alto.
Molti, forse la maggior parte dei lettori di questi volantini non hanno
un'idea chiara di come si possa esercitare una opposizione efficace.
Non vedono alcuna possibilità. Noi vogliamo tentare di mostrar
loro che ognuno può fare qualcosa per il crollo di questo sistema.
Non sarà possibile preparare il terreno per la caduta di questo "governo" o
anche provocarne al più presto il crollo con una opposizione individuale,
da eremiti amareggiati, ma solo attraverso la collaborazione di molti
uomini convinti ed attivi, uomini concordi sui mezzi con cui potranno
raggiungere il loro obiettivo. Noi non abbiamo un'ampia possibilità di
scelta circa tali mezzi, ne abbiamo solo uno a disposizione: la resistenza
passiva.
Il significato e lo scopo della resistenza passiva è di portare
il nazionalsocialismo alla caduta e in questa lotta non dobbiamo arretrare
davanti a nessuna strada, a nessuna azione, in qualsiasi ambito esse
si collochino. Il nazionalsocialismo deve essere aggredito in tutti i
luoghi in cui è possibile farlo. Deve essere preparata al più presto
una fine per questo non-Stato, una vittoria della Germania fascista in
questa guerra avrebbe conseguenze imprevedibili e tremende. La prima
preoccupazione di ogni tedesco non può essere la vittoria militare
sul bolscevismo, ma la sconfitta del nazionalsocialismo. Questa deve
stare assolutamente al primo posto. In uno dei nostri prossimi volantini
Le dimostreremo la estrema necessità di questa esigenza.
Ed ora ogni convinto oppositore del nazionalsocialismo deve porsi questa
domanda: come combattere nel modo più efficace lo "Stato" attuale,
come infliggergli i colpi più duri? Senza dubbio, con la resistenza
passiva. È ovvio che non possiamo dare ad ognuno direttive per
il suo comportamento, possiamo solo indicarlo in linea di massima; ognuno,
poi, deve trovare la via della realizzazione.
Sabotaggio nelle fabbriche di armi e nelle industrie di guerra, sabotaggio
di ogni adunata, raduno, manifestazione, festeggiamento o organizzazione
creati per iniziativa del partito nazionalsocialista. Frapposizione di
ostacoli al regolare funzionamento della macchina da guerra (una macchina
che lavora esclusivamente per una guerra che serve solo alla salvezza
ed alla conservazione del partito nazionalsocialista e della sua dittatura).
Sabotaggio in tutti i settori scientifici e spirituali che svolgono attività per
la continuazione della guerra, siano essi università, istituti
universitari, laboratori, uffici tecnici. Sabotaggio in tutte le istituzioni
di tipo culturale che potrebbero aumentare il "prestigio" dei
fascisti presso il popolo. Sabotaggio in tutti i settori delle arti figurative
che abbiano un rapporto, anche il più insignificante, con il nazionalsocialismo
o siano al suo servizio. Sabotaggio in tutte le pubblicazioni, in tutti
i quotidiani che siano al soldo del "governo", che lottano
per le sue idee e per la diffusione della menzogna bruna. Non elargite
un centesimo alle raccolte di fondi organizzate in strada (anche quando
sono fatte con il pretesto di opere di beneficenza). Questa, infatti, è solo
una simulazione. In realtà, il ricavato non va a beneficio né della
Croce Rossa, né delle persone bisognose. Il governo non ha bisogno
di questo denaro, non è finanziariamente interessato a queste
raccolte – le macchine tipografiche già lavorano senza interruzione
e producono qualsiasi quantità di banconote si voglia. Ma il popolo
deve essere costantemente tenuto sotto pressione, la pressione della
cavezza non può mai allentarsi! Non date nulla per le raccolte
di metalli o tessuti e materiali di altro genere. Cercate di convincere
tutte le persone che conoscete, anche quelle dei ceti popolari meno abbienti,
della insensatezza a continuare, della mancanza di prospettive per questa
guerra, della schiavitù, spirituale ed economica, causata dal
nazionalsocialismo, della distruzione di ogni valore morale e religioso
e di indurle alla resistenza passiva!
Dalla Politica di Aristotele:
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