Christoph
Probst nacque il 6 novembre 1919 a Murnau figlio di un precettore privato.
Si sposò giovanissimo, appena ventunenne con Herta Dohrn avendo da lei
tre figli: Michael, Vincent e Katharina.
Molto amico di
Alexander Schmorell - che fu padrino
di battesimo del figlio Michael - venne da lui introdotto nel circolo della
"Rosa Bianca".
In considerazione del fatto che soltanto Christoph aveva figli tutti i membri
del gruppo decisero di tenerlo ai margini dell’attività più
pericolosa. Ciononostante Christoph si mostrò entusiasta e desideroso
di partecipare al lavoro comune.
All’inizio del 1943 scrisse un volantino clandestino che sarebbe dovuto
divenire il settimo del gruppo. Il 19 febbraio 1943 la Gestapo lo arrestò
mentre era rientrato in Germania dal fronte per far visita alla moglie che aveva
avuto da pochi giorni la sua terza figlia. Una copia del suo volantino venne
trovata in una tasca di
Hans Scholl.
Christoph negò di averlo scritto ma l’esame calligrafico cui venne
sottoposto dimostrò che la scrittura era la sua. Detenuto nel carcere
di Monaco chiese ed ottenne di essere battezzato cattolico dal sacerdote della
prigione.
Condannato a morte dal “Tribunale del Popolo” del giudice
Freisler
venne ghigliottinato il 22 febbraio 1943.