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I processi contro la "Rosa Bianca" - [pag.3/3]
Estratto dalla sentenza a carico di
Wilhelm Graf, Alexander Schmorell, Kurt Huber
e altri associati alla "Rosa bianca"
a seguito del processo celebratosi il 19 aprile 1943.
In Nome del Popolo Tedesco

Nella causa contro
1. Alexander Schmorell, Monaco,
nato il 16 settembre 1917, a Orenburg (Russia);
2. Kurt Huber, Monaco,
nato il 24 ottobre 1893, a Chur (Svizzera);
3. Wilhelm Graf, Monaco,
nato il 2 gennaio 1918, a Kuchenheim;
4. Hans Hirzel, Ulm,
nato il 30 ottobre 1924, a Untersteinbach (Stoccarda);
5. Susanne Hirzel, Stoccarda,
nata il 7 agosto 1921, a Untersteinbach;
6. Franz Joseph Müller, Ulm,
nato l'8 settembre 1924, a Ulm;
7. Heinrich Guter, Ulm,
nato l'11 gennaio 1925, a Ulm;
8. Eugen Grimminger, Stoccarda,
nato il 29 luglio 1892, a Crailsheim;
9. Dr. Heinrich Philipp Bollinger, Freiburg,
nato il 23 aprile 1916, a Saarbrücken;
10. Helmut Karl Theodore August Bauer, Freiburg,
nato il 19 giugno 1919, a Saarbrücken;
11. Dr. Falk Erich Walter Harnack, Chemnitz,
nato il 2 marzo 1913, a Stoccarda;
12. Gisela Scheriling, Monaco,
nata il 9 febbraio 1922, a Pössneck (Turingia);
13. Katharina Schüddekopf, Monaco,
nata l'8 febbraio 1916, a Magdeburgo;
14. Traute Lafrenz, Monaco,
nata il 3 maggio 1919, ad Amburgo;

attualmente in custodia investigativa con l’accusa di aver fornito aiuto al nemico, tra gli altri, la Corte del Popolo, Prima Sezione, a seguito del processo celebratosi il 19 aprile 1943, alla presenza dei funzionari:

Presidente della Corte del Popolo, Dr. Freisler,
Direttore del Dipartimento Giudiziario Regionale [Bavarese] Stier,
Tenente Generale delle Waffen-SS Breithaupt,
Capogruppo SA Bunge, Segretario di Stato e Capogruppo SA Koeglmaier,
e, in rappresentanza del Procuratore Generale della Corte Suprema del Reich,
il Primo Procuratore Generale del Reich Weyersberg,



Accertato che:

Alexander Schmorell, Kurt Huber e Wilhelm Graf, in tempo di guerra hanno diffuso volantini inneggianti al sabotaggio dello sforzo bellico e degli armamenti, e al rovesciamento dello stile di vita nazionalsocialista del nostro popolo, hanno propagandato idee disfattiste e hanno diffamato il Führer in modo assai volgare, prestando così aiuto al nemico del Reich e indebolendo la sicurezza armata della nazione.

Per questi motivi essi devono essere puniti con la morte.
Il loro onore e i loro diritti di cittadini sono revocati per sempre.


Eugen Grimminger ha fornito del denaro a una persona colpevole di alto tradimento, prestando in tal modo aiuto al nemico. E’ certo che egli non fosse consapevole che, così facendo, avrebbe aiutato il nemico del Reich. Tuttavia, egli era al corrente del fatto che questa persona avrebbe potuto utilizzare il denaro per derubare il nostro popolo del proprio stile di vita nazionalsocialista.

Per essersi reso complice di alto tradimento, egli viene condannato a dieci anni di carcere e alla perdita dello stato di onorabilità per dieci anni.


Heinrich Bollinger e Helmut Bauer erano a conoscenza di un complotto sedizioso, ma non l’hanno denunciato. Inoltre hanno ascoltato notiziari trasmessi da radio straniere, concernenti la guerra e avvenimenti interni alla Germania.

Per questo vengono condannati a sette anni di carcere e alla perdita del’onore di cittadini per un periodo di sette anni.


Hans Hirzel e Franz Müller – entrambi ragazzi immaturi sviati da nemici dello stato – hanno collaborato alla diffusione di propaganda sediziosa contro il nazionalsocialismo.

Per questa azione sono condannati a cinque anni di carcere.


Heinrich Guter era a conoscenza di intenti propagandistici di questo genere, ma ha omesso di denunciarli.

Per questo motivo viene condannato a diciotto mesi di carcere.


Gisela Schertling, Katharina Schüddekopf e Traute Lafrenz hanno commesso lo stesso crimine.

Trattandosi di ragazze, sono condannate a un anno di carcere.


Susanne Hirzel ha collaborato alla distribuzione di volantini sediziosi. E’ certo che ella non fosse al corrente della natura sediziosa dei volantini stessi, ma è colpevole in quanto, nella sua credulità e buona fede, ella ha omesso di accertarsi al riguardo.

Viene condannata a sei mesi di carcere.


Per tutti gli accusati condannati al carcere, la Corte del Popolo applicherà uno sconto di pena pari al periodo già trascorso in fermo di polizia o custodia investigativa.


Falk Harnack ha ugualmente omesso di denunciare le attività sediziose di cui era a conoscenza. Ma il suo caso fa registrare circostanze talmente particolari che ci vediamo impossibilitati a punirlo.

Egli, pertanto, viene rimesso in libertà.