Nacque il 9 maggio 1921 figlia del sindaco di Forchtenberg am Kocher quarta
di cinque figli. Nel 1930 la famiglia si trasferì a Ludwigsburg e due
anni dopo a Ulm dove suo padre fondò una società di consulenza
in materia fiscale. All’età di dodici anni dovette essere iscritta
alla gioventù hitleriana.
Suo fratello
Hans più grande di lei ebbe sin
dall’inizio grande influenza sul suo carattere e sulle sue idee politiche.
Nel 1937 l’arresto di
Hans da parte dei nazisti
la impressionò profondamente e rafforzò la sua avversione per
il nazismo e il suo regime.
Dotata di talento artistico specie per la pittura, frequentò ambienti
letterari e artistici animati da oppositori del regime.
Nella primavera del 1940 si maturò e trovò impiego come insegnante
d’asilo presso il Fröbel Institute a Ulm-Söflingen. Questa scelta
era stata dettata anche dalla speranza che questo lavoro le avrebbe evitato
il periodo di servizio di lavoro obbligatorio cui tutti i giovani erano obbligati
e che era condizione indispensabile per iscriversi all’Università.
La scelta si rivelò un errore perché, in base alla sua esperienza
con i bambini, venne costretta a servire come ausiliaria per sei mesi in un
istituto statale di Blumberg.
Soltanto nel maggio 1942 poté finalmente iscriversi all’Università
di Monaco. Suo fratello - che già a Monaco studiava medicina - la introdusse
nel suo circolo di amici.
A Monaco Sophie incontrò artisti, scrittori e filosofi che ebbero influenza
nella sua decisione di coltivare e sviluppare la sua fede. Una questione fondamentale
per Sophie era capire quale dovesse essere il comportamento del cristiano in
un regime dittatoriale.
Durante le vacanze estive del 1942 dovette prestare servizio di guerra (ossia
lavoro coatto) in un impianto metallurgico di Ulm. Nel frattempo suo padre venne
arrestato e condannato ad un breve periodo di detenzione per aver pubblicamente
criticato la politica hitleriana.
Sempre nell’estate del 1942 Sophie divenne membro attivo della "Rosa
Bianca" e come tale si occupò della preparazione dei volantini e
della loro distribuzione.
Venne arrestata il 18 febbraio 1943 mentre distribuiva il sesto volantino all’Università
di Monaco, Condannata a morte venne ghigliottinata insieme a suo
fratello
e a
Christoph Probst.
Come ricorda Franz Joseph Müller
«la Gestapo
torturò Sophie Scholl per quattro giorni, dal 18 al 21 febbraio 1943.
Sophie Scholl era la persona più forte all'interno del gruppo della Weisse
Rose, la più determinata, la più sincera e la più attiva.
[…] Il cappellano del carcere che la vide poco prima dell'esecuzione testimonia
che era senza paura, calma. L'uomo della Gestapo che conduceva l'interrogatorio
le chiese alla fine: "Signorina Scholl, non si rammarica, non trova
spaventoso e non si sente colpevole di aver diffuso questi scritti e aiutato
la Resistenza, mentre i nostri soldati combattevano a Stalingrado? Non prova
dispiacere per questo?", e lei rispose: "No, al contrario
! Credo di aver fatto la miglior cosa per il mio popolo e per tutti gli uomini.
Non mi pento di nulla e mi assumo la pena!"»