L'evoluzione
di
Hans Scholl fu forse quella tipica di molti giovani
tedeschi: nel 1933, in uno slancio d'entusiasmo giovanile, aderì alla
Gioventù Hitleriana, come aveva fatto la sua sorella maggiore, che divenne
anche un capo. In seguito rimase deluso, quando gli obiettivi dell'organizzazione
divennero palesi, e fondò un gruppo separato all'interno della Gioventù
Hitleriana stessa, basato sui principi della
"Bündische Jugend"
(per questo fu arrestato per un breve periodo nel 1937).
Sebbene egli stesso fosse luterano, nel 1940-41 incontrò due letterati
cattolici, Carl Muth e Theodor Haecker, che impressero un nuovo indirizzo alla
sua vita, al punto che incominciò a trascurare la medicina per immergersi
nella religione e nella filosofia. Di fatto, per un certo periodo Scholl pensò
anche di convertirsi al cattolicesimo.
A quel tempo, con alcuni amici diede inizio alle
"Lesenabende"
(serate di lettura), durante le quali si leggevano letteratura moderna e classica,
che poi venivano discusse fino a tarda notte.
Contemporaneamente, ma all'insaputa l'uno dell'altro, anch'io iniziai il mio
circolo, al quale invitavamo noti scrittori, commediografi, attori, poeti e
musicisti, perchè ci presentassero le loro opere, mentre noi a nostra
volta leggevamo loro le nostre poesie, sollecitando la loro critica.
In entrambi i gruppi, queste discussioni non toccavano mai l'argomento politico;
erano invece incentrate sul nostro interesse sviscerato per ogni genere d'arte,
di musica e di filosofia. Tutti noi assistevamo spesso a concerti e importanti
spettacoli teatrali.
Quella che oggi è nota come la "Rosa Bianca", nacque dall'amicizia
personale, sempre più profonda, tra giovani che condividevano un grandissimo
interesse per la medicina e altri campi. Certamente tutti avevamo le medesime
convinzioni politiche, contrarie a Hitler e al regime nazista.
Ma, come era tipico di milioni di tedeschi all'epoca, ci rifugiavamo nella nostra
sfera privata - nel nostro caso, le arti, la filosofia, il nostro circolo di
amici.
Questo percorso fu intrapreso da molti di coloro che non poterono emigrare e
fu propriamente denominato
"Innere Emigration" (emigrazione
interiore).
Tuttavia, man mano che le atrocità naziste divenivano più evidenti,
quando gli ebrei incominciarono ad essere deportati e quelli che rimasero furono
costretti a portare la Stella di David gialla; quando si venne a conoscenza
delle atrocità commesse nella Polonia e nella Russia occupate, e quando
cominciarono a circolare segretamente le copie del sermone del vescovo Galen,
che condannava l'uccisione degli internati negli ospedali psichiatrici, il nostro
distacco cedette il passo alla certezza che non bastava più tenere per
sé le proprie convinzioni e i propri standard etici, ma che era venuto
il momento di agire.
[© G. J. Wittenstein segue >>>]