In una lezione su Leibniz, diede un esempio perfetto di travestimento linguistico,
contrapponendo il concetto antiassolutista di stato dei filosofi alla realtà
del nazionalsocialismo. Ricordo perfino una lezione di un'ora sul filosofo
ebreo Spinoza.
Il Professor Huber ebbe una vita difficile: non fu
mai promosso a docente di ruolo, nonostante il suo straordinario lavoro. Per
questo doveva sopravvivere e mantenere una famiglia di quattro persone con
il magro stipendio di 300 marchi al mese. Una delle ragioni addotte per non
concedergli la promozione fu "... Noi possiamo
avere solo professori che possano anche agire come ufficiali ...".
Il 13 gennaio 1943, il Gauleiter della Baviera (una carica simile a quella
di Governatore, ma non elettiva, che veniva ricoperta da un funzionario del
partito nazista) arringò tutti gli studenti universitari durante un'assemblea
presso il famoso Museo Tedesco di Monaco.
Rimproverò le studentesse, perché sprecavano tempo e fondi facendo
le studentesse, cosa che "non avevano il diritto
di fare". Avevano invece l'obbligo di dare un figlio al loro amato
Führer. Offrì loro i servigi di alcuni begli stalloni, nel caso
non fossero state abbastanza attraenti da trovarsene uno da sole.
Quando molte studentesse tentarono di abbandonare l'aula in segno di protesta,
acclamate dall'applauso generale degli studenti, il Gauleiter le fece arrestare.
A questo punto gli studenti, molti dei quali indossavano l'uniforme, assaltarono
il podio e presero in ostaggio il leader studentesco, fino a quando tutte
le donne non furono rilasciate.
Come si può immaginare, la notizia dell'accaduto si sparse per tutta
Monaco alla velocità del lampo.
Questo rafforzò la convinzione di Scholl
e Schmorell che fosse venuto il momento di incitare
all'azione, e che il popolo fosse ormai maturo per ribellarsi ai suoi oppressori.
Quasi contemporaneamente fu scritto e distribuito il quinto
volantino, per la prima volta con una tiratura di 5000-6000 copie, perchè
Schmorell era riuscito, con enormi difficoltà,
a procurarsi un ciclostile. Questo volantino aveva un tono diverso ed era
intitolato: "Fogli del Movimento di Resistenza
in Germania".
Poi ci fu la grande svolta nella guerra, con la caduta di Stalingrado nel
febbraio 1943. Questo ispirò il professor Huber
a scrivere un nuovo volantino su richiesta di
Hans Scholl. Il volantino fu approvato da tutto
il gruppo, che vi apportò solo piccolissime modifiche. Fu spedito tra
il 16 e il 18 febbraio.
Stranamente, né Scholl né Schmorell
ricevettero le copie che si erano autospediti, come avevano sempre fatto per
verificare se la corrispondenza veniva intercettata.
Questo fatto e la caduta di Stalingrado furono lo stimolo per azioni ancor
più audaci: nelle notti del 4, dell'8 e del 15 febbraio, dipinsero
enormi slogan sui muri lungo la strada principale di Monaco, in 29 punti,
tra cui l'università. "Libertà", "Abbasso Hitler",
e cancellarono molte svastiche, usando soprattutto catrame e stampini. L'impresa
era resa particolarmente rischiosa dalla presenza di pattuglie della polizia.
Io avevo il compito di scrivere slogan simili nelle toilette dell'università.
Il sesto volantino fu anche l'ultimo: la mattina
del 18 febbraio, Hans e Sophie
Scholl arrivarono all'università con una valigia piena di volantini,
e ne lasciarono delle pile fuori da ogni aula.
Mentre stavano lasciando l'edificio, si accorsero che nella valigia c'erano
ancora molti volantini. Si voltarono e salirono le scale fino al'ultimo pianerottolo
sopra il cortile coperto da un tetto di vetro e Sophie
rovesciò il contenuto della valigia nel cortile sottostante.
Furono notati e subito fermati da un custode. Nel giro di pochi giorni più
di ottanta persone furono arrestate; fra esse Christof
Probst, autore della bozza di un volantino, scritta il 31 gennaio, che
fu trovata nelle tasche di Hans Scholl al momento
del suo arresto. Se non fosse stato per questa svista, probabilmente oggi
Christof Probst sarebbe ancora vivo per mancanza
di prove a suo carico.
Non si saprà mai che cosa indusse Hans e
Sophie a compiere quell'azione che, secondo quanto
dichiararono durante gli interrogatori, non era stata pianificata. Si è
speculato che fossero coscienti del fatto che la Gestapo era sulle loro tracce
e, incoraggiati da quanto era accaduto un mese prima al Museo Tedesco, credevano
che quest'ultimo atto disperato avrebbe portato a una sollevazione generale
in Germania. Certo nessuno di noi ne sapeva nulla. Alex
Schmorell, per esempio, apprese del loro arresto in tram, mentre si recava
all'università.
[© G. J. Wittenstein segue >>>]

