La
reazione di Hitler fu fulminea. La Corte Popolare fu convocata solo quattro
giorni dopo e, al termine di un processo durato appena quattro ore, gli Scholl
vennero condannati a morte per decapitazione.
Ero fortunosamente riuscito a chiamare i genitori degli Scholl, che abitavano
a Ulm, chiedendo loro di venire immediatamente a Monaco. Li incontrai alla stazione
ferroviaria e li condussi direttamente al Palazzo di Giustizia, dove il processo
era già in corso.
Naturalmente, con quest'azione mi mettevo in pericolo, ma altrimenti non avrebbero
più rivisto i loro figli vivi, perchè i tre furono giustiziati
il pomeriggio stesso.
Secondo i documenti storici disponibili, pochi passi prima di giungere alla
ghigliottina,
Christof Probst disse:
"Ci
rivedremo tra pochi minuti", mentre
Hans
Scholl gridò.
"Viva la Libertà!"
Così rapida e brutale fu l'azione delle autorità naziste; così
grande fu la fretta con cui cancellarono quello che consideravano un pericolo
per se stessi; così seria considerarono questa minaccia, che nessuna
notizie dell'evento fu fatta filtrare fino ad esecuzioni avvenute.
Alex Schmorell era ancora latitante. Con uno stratagemma
riuscii a lasciare la caserma nella quale eravamo stati confinati dopo gli arresti
e ad incontrare suo padre nel suo ufficio, per informarlo che la mia famiglia
avrebbe potuto nascondere
Alex nella nostra casa
di campagna e, magari, contrabbandarlo in Svizzera.
Solo molto più tardi venni a sapere che
Alex
aveva carcato di fuggire in Svizzera, ma aveva dovuto tornare indietro a causa
della neve alta. Fu arrestato durante un raid aereo su Monaco, tradito da un'ex
fidanzata.
Il 19 aprile si svolse un secondo processo, durante il quale
Schmorell,
Graf e
Huber vennero condannati
a morte e altri ai lavori forzati.
Il professor
Huber tenne un discorso appassionato a
propria difesa davanti alla Corte Popolare. Per citare solo qualche frase:
"...
Io chiedo la restituzione della libertà al popolo tedesco ...",
e ancora, citando il filosofo Johann Gottlieb Fichte,
"...
voi dovete agire come se l'intero destino della Germania dipendesse da voi e
dalle vostre azioni, e la responsabilità fosse vostra e vostra soltanto...".
Questi tre dovettero attendere a lungo prima di essere ghigliottinati. Tutti
gli appelli furono vani.
Schmorell e
Huber vennero
infine giustiziati il 13 luglio 1944, e
Wili Graf il
12 ottobre.
Kurt Huber aveva completato la sua opera maggiore su
Leibniz mentre era in prigione.
Per illustrare come
Huber considerava la sua attività
antinazista, permettetemi la citazione di un breve brano da una poesia che dalla
prigione scrisse a suo figlio di quattro anni per spiegargli che suo padre non
moriva come traditore:
"... Io sono morto per la Libertà
della Germania, per la Verità
e per l'Onore.
Fedelmente ho servito queste tre cose fino all'ultimo palpito del mio cuore...".
La brutalità del regime nazista è dimostrata dalla fattura di
600 marchi che la Signora Huber ricevette per "usura della ghigliottina".
Quando ella rispose all'ufficiale che non sarebbe stata in alcun modo in grado
di procurarsi una tale somma, che ammontava al doppio dello stipendio che suo
marito percepiva, l'ufficiale le rispose:
"Forse
potremmo farle uno sconto-quantità... Dopotutto ne abbiamo talmente tanti
in questi giorni...".
Ci furono altri gruppi, altri arresti e altre esecuzioni di persone lontanamente
collegate alla "Rosa Bianca".
Desidero citare l'unico putsch militare riuscito contro il regime nazista; si
chiamava
"Freiheitsaktion Bayern" (Azione Bavarese per la
Libertà), con cui anch'io ero collegato.
Il comandante di un'unità di addestramento per interpreti, il Dottor
Rupprecht Gerngross, aveva segretamente armato la sua compagnia, ufficialmente
disarmata, e fece in modo che praticamente tutti i membri fossero oppositori
del regime. Mentre gli Americani si avvicinavano alla Baviera, le sue truppe
occuparono Radio Monaco, facendo appello alla cittadinanza perchè arrestasse
i funzionari nazisti e esponesse lenzuola bianche (atto punibile con la morte).
Arrestarono il
Reichsstatthalter, il governatore della Baviera nominato
dai nazisti.
Nella battaglia che seguì ci furono molte perdite.
Purtroppo, questa importante azione che salvò molte vite di civili e
salvò Monaco dalla completa distruzione che Hitler aveva ordinato, viene
raramente citata.
[© G. J. Wittenstein segue >>>]