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Ricordi della "Rosa Bianca" - [pag.7/8]
I processi contro la "Rosa Bianca"
La reazione di Hitler fu fulminea. La Corte Popolare fu convocata solo quattro giorni dopo e, al termine di un processo durato appena quattro ore, gli Scholl vennero condannati a morte per decapitazione.
Ero fortunosamente riuscito a chiamare i genitori degli Scholl, che abitavano a Ulm, chiedendo loro di venire immediatamente a Monaco. Li incontrai alla stazione ferroviaria e li condussi direttamente al Palazzo di Giustizia, dove il processo era già in corso.
Naturalmente, con quest'azione mi mettevo in pericolo, ma altrimenti non avrebbero più rivisto i loro figli vivi, perchè i tre furono giustiziati il pomeriggio stesso.
Secondo i documenti storici disponibili, pochi passi prima di giungere alla ghigliottina, Christof Probst disse: "Ci rivedremo tra pochi minuti", mentre Hans Scholl gridò. "Viva la Libertà!"
Così rapida e brutale fu l'azione delle autorità naziste; così grande fu la fretta con cui cancellarono quello che consideravano un pericolo per se stessi; così seria considerarono questa minaccia, che nessuna notizie dell'evento fu fatta filtrare fino ad esecuzioni avvenute.

Alex Schmorell era ancora latitante. Con uno stratagemma riuscii a lasciare la caserma nella quale eravamo stati confinati dopo gli arresti e ad incontrare suo padre nel suo ufficio, per informarlo che la mia famiglia avrebbe potuto nascondere Alex nella nostra casa di campagna e, magari, contrabbandarlo in Svizzera.
Solo molto più tardi venni a sapere che Alex aveva carcato di fuggire in Svizzera, ma aveva dovuto tornare indietro a causa della neve alta. Fu arrestato durante un raid aereo su Monaco, tradito da un'ex fidanzata.

Il 19 aprile si svolse un secondo processo, durante il quale Schmorell, Graf e Huber vennero condannati a morte e altri ai lavori forzati.
Il professor Huber tenne un discorso appassionato a propria difesa davanti alla Corte Popolare. Per citare solo qualche frase: "... Io chiedo la restituzione della libertà al popolo tedesco ...", e ancora, citando il filosofo Johann Gottlieb Fichte, "... voi dovete agire come se l'intero destino della Germania dipendesse da voi e dalle vostre azioni, e la responsabilità fosse vostra e vostra soltanto...".
Questi tre dovettero attendere a lungo prima di essere ghigliottinati. Tutti gli appelli furono vani.
Schmorell e Huber vennero infine giustiziati il 13 luglio 1944, e Wili Graf il 12 ottobre.
Kurt Huber aveva completato la sua opera maggiore su Leibniz mentre era in prigione.

Per illustrare come Huber considerava la sua attività antinazista, permettetemi la citazione di un breve brano da una poesia che dalla prigione scrisse a suo figlio di quattro anni per spiegargli che suo padre non moriva come traditore:
"... Io sono morto per la Libertà della Germania, per la Verità e per l'Onore. Fedelmente ho servito queste tre cose fino all'ultimo palpito del mio cuore...".

La brutalità del regime nazista è dimostrata dalla fattura di 600 marchi che la Signora Huber ricevette per "usura della ghigliottina". Quando ella rispose all'ufficiale che non sarebbe stata in alcun modo in grado di procurarsi una tale somma, che ammontava al doppio dello stipendio che suo marito percepiva, l'ufficiale le rispose: "Forse potremmo farle uno sconto-quantità... Dopotutto ne abbiamo talmente tanti in questi giorni...".

Ci furono altri gruppi, altri arresti e altre esecuzioni di persone lontanamente collegate alla "Rosa Bianca".
Desidero citare l'unico putsch militare riuscito contro il regime nazista; si chiamava "Freiheitsaktion Bayern" (Azione Bavarese per la Libertà), con cui anch'io ero collegato.
Il comandante di un'unità di addestramento per interpreti, il Dottor Rupprecht Gerngross, aveva segretamente armato la sua compagnia, ufficialmente disarmata, e fece in modo che praticamente tutti i membri fossero oppositori del regime. Mentre gli Americani si avvicinavano alla Baviera, le sue truppe occuparono Radio Monaco, facendo appello alla cittadinanza perchè arrestasse i funzionari nazisti e esponesse lenzuola bianche (atto punibile con la morte).
Arrestarono il Reichsstatthalter, il governatore della Baviera nominato dai nazisti.
Nella battaglia che seguì ci furono molte perdite.
Purtroppo, questa importante azione che salvò molte vite di civili e salvò Monaco dalla completa distruzione che Hitler aveva ordinato, viene raramente citata.


[© G. J. Wittenstein segue >>>]
foto: Hans Scholl
foto: Sophie Scholl
foto: Christoph Probst
Dall'alto: Hans Scholl, Sophie Scholl, Christof Probst condannati a morte nel primo processo; sotto: Willi Graf, Alex Schmorell e Kurt Huber condannati a morte nel secondo.
foto: Willi Graf
foto: Hans Scholl