| Quaderni di Olokaustos Rivista quadrimestrale di studi storici e sociali Anno 1, N‰ 2, maggio 2005 |
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| Porrajmos: il genocidio nazista dei rom. Memoria tra passato e presente di Luca Bravi |
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| [abstract] Il “trattamento
speciale” cui furono sottoposte le popolazioni rom durante il
regime nazista è stato per molto tempo trascurato, o meglio
nascosto agli occhi della pubblica opinione. Solo di recente tali vicissitudini
sono state oggetto di studi e analisi, che ne hanno tracciato sia il
triste percorso verso l’annientamento sia le modalità usate
dai nazisti per eliminare il “problema zingaro”. La ricostruzione
storica del genocidio dei rom è ancora lungi dall’essere
conclusa, ma i dati a nostra disposizione mostrano molte similitudini
teoriche e metodologiche con la “questione ebraica”. Pur
essendo di origine ariana, i rom erano stati irrimediabilmente corrotti
dal loro nomadismo nelle terre slave, il quale aveva provocato una
deviazione irreparabile del loro corredo genetico ariano. Con questi
presupposti, il Terzo Reich provvide rapidamente ad allontanare le
popolazioni rom dai centri cittadini, attivando nei loro confronti
una politica di sterilizzazione, costringendoli poi ad intraprendere
il doloroso cammino verso i campi di concentramento, su diretto ordine
di Himmler. Ma la storia del genocidio degli zingari non passa solo
attraverso Auschwitz, ma conobbe anche il massacro, a causa delle Einsatzgruppen,
nelle campagne polacche. Le similitudini tra il trattamento subito
dagli ebrei e dai rom sottolineano una volta per tutte come lo strumento
di morte implementato dal regime nazista fosse una macchina tragicamente
ben oliata e applicabile a tutti i “diversi”, e non una
improvvisazione dovuta alla follia di un singolo. |
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