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  Quaderni di Olokaustos
Rivista quadrimestrale di studi storici e sociali
Anno 1, N‰ 2, maggio 2005
 
la porta di auschwitz
   
  Hanus Kuffner, una delle mappe per l’articolo di Albrecht Haushofer,
Was ist ein Korridor?in Deutschland und der
Korridor
, curato da Wilhehn von Kries,
Berlino, 1933.
 
  Federico Gnech, La "scienza" irresponsabile. Geopolitica e Shoah, in Quaderni di Olokaustos - 2/2005, Edizioni dell'Arco, Bologna, 2005, pp. 291-309.

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  La "scienza" irresponsabile

Geopolitica e Shoah


di Federico Gnech
 
  [abstract] La varietà delle possibili interpretazioni circa la natura, l’oggetto e gli scopi della geopolitica e la grande fortuna che, soprattutto a partire dalla fine della ‘guerra fredda’, sta nuovamente riscuotendo questa disciplina, rischiano di farne dimenticare il passato. Il termine ‘spazio vitale’ (lebensraum) che divenne una delle parole d’ordine del III reich, è nato come parte del lessico geopolitico. Quella che veniva definita, durante il secondo conflitto mondiale, la ‘nuova scienza tedesca’ costituì un potente motore ideologico di cui il nazismo fece largo uso per giustificare la sua politica di aggressione ed espansione. Le politiche razziali del III Reich trovarono nei’ territori orientali’ la loro più massiccia e violenta applicazione.
La parabola di Karl Haushofer, mentore di Rudolf Hess e principale responsabile della diffusione nella Germania nazista delle teorie geopolitiche, costituisce un chiaro esempio di ideologizzazione di un ‘sapere’ – anche quando si tratti, come in questo caso, di una pseudoscienza, e della colpevole cecità che il mondo accademico conservatore manifestò nei confronti del nazifascismo. Dapprima sostenuto dal regime, Haushofer vede le sue visioni e quelle di Hitler divergere progressivamente, riguardo all’invasione dell’Unione Sovietica. Ma nella ‘griglia ideologica’ costituita dalla geopolitica si stava ormai inserendo un compiuto progeto di sterminio.
           
           
           
         



  
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