| Quaderni di Olokaustos Rivista quadrimestrale di studi storici e sociali Anno 1, N‰ 2, maggio 2005 |
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| La "scienza" irresponsabile Geopolitica e Shoah di Federico Gnech |
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| [abstract] La
varietà delle possibili interpretazioni circa la natura, l’oggetto
e gli scopi della geopolitica e la grande fortuna che, soprattutto
a partire dalla fine della ‘guerra fredda’, sta nuovamente
riscuotendo questa disciplina, rischiano di farne dimenticare il passato.
Il termine ‘spazio vitale’ (lebensraum) che divenne una
delle parole d’ordine del III reich, è nato come parte
del lessico geopolitico. Quella che veniva definita, durante il secondo
conflitto mondiale, la ‘nuova scienza tedesca’ costituì un
potente motore ideologico di cui il nazismo fece largo uso per giustificare
la sua politica di aggressione ed espansione. Le politiche razziali
del III Reich trovarono nei’ territori orientali’ la loro
più massiccia e violenta applicazione. La parabola di Karl Haushofer, mentore di Rudolf Hess e principale responsabile della diffusione nella Germania nazista delle teorie geopolitiche, costituisce un chiaro esempio di ideologizzazione di un ‘sapere’ – anche quando si tratti, come in questo caso, di una pseudoscienza, e della colpevole cecità che il mondo accademico conservatore manifestò nei confronti del nazifascismo. Dapprima sostenuto dal regime, Haushofer vede le sue visioni e quelle di Hitler divergere progressivamente, riguardo all’invasione dell’Unione Sovietica. Ma nella ‘griglia ideologica’ costituita dalla geopolitica si stava ormai inserendo un compiuto progeto di sterminio. |
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