| Quaderni di Olokaustos Rivista quadrimestrale di studi storici e sociali Anno 1, N‰ 2, maggio 2005 |
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| La fotografia, la Shoah, la
storia Intervista ad Ando Gilardi a cura di Giovanni De Martis |
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| [abstract] All’interno della storia della fotografia italiana, la figura di Ando Gilardi è sicuramente primaria nel suo apporto strettamente tecnico, ma uno dei suoi contributi maggiori riguarda le applicazioni sociologiche della sua opera rispetto alla fotografia, sublimate nel saggio Fotografie di maciari e della loro clientela, ovvero nella Gioconda di Lvov. In quest’intervista Ando Gilardi racconta alcune delle sue esperienze: egli fu fotografo per il Servizio Informazioni statunitense, con il compito di raccogliere testimonianze fotografiche degli orrori commessi dai nazisti, teoricamente utilizzate durante il processo di Norimberga. Assieme all’esposizione della sua teoria sulla Istantanea Fotografica Spontanea - la quale permette di realizzare una impronta naturale oggettiva ottenuta con un mezzo artificiale, metodo indispensabile per diventare “documento”, prova di un evento realmente accaduto- e delle sue applicazioni storiche, Ando Gilardi si dilunga sulla sua percezione di antisemitismo come fenomeno presente in tutta la storia europea, sin dal suo principio, e manifesta in tutti gli ambiti della cultura. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||