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  Quaderni di Olokaustos
Rivista quadrimestrale di studi storici e sociali
Anno 1, N‰ 2, maggio 2005
 
 
Ritratto di Susan Sontag
 
Susan Sontag (Annie Leibovitz)
 
Jonny Costantino, A occhi sgranati. Susan Sontag ed il fascino Fascista, in Quaderni di Olokaustos - 2/2005, Edizioni dell'Arco, Bologna, 2005, pp. 349-373.

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  A occhi sgranati

Susan Sontag ed il fascino Fascista


di Jonny Costantino
 
  [abstract] Nell’arte totalitaria, “ogni presunta bellezza diviene vischiosa, appare come un sudario policromo gettato a festa su una salma”.
Esiste un estetica fascista che è sopravvissuta al nazifascismo e trova inaspettato spazio in alcuni ambiti del gusto contemporaneo. Susan Sontag affronta nel suo saggio sul fascino fascista le varie manifestazioni di quell’estetica, ne ricerca le fonti e ne tenta di chiarirne i presupposti. Dallo stile visuale classicheggiante del cinema di Leni Riefensthal, che trova il suo stesso senso nella forza del regime, ai romanzi di Genet, dove il fascino del crimine e dell’autorità sono strettamente intrecciati nelle figure dei soldati hitleriani, fino alla “risignificazione” dell’immaginario nazista che si ritrova in certa pornografia e e nella cultura sadomaso, ogni tassello ricostruisce per la Sontag un quadro preciso, ‘sgradevole’ ma necessario della natura stessa della visione, in un epoca in cui la realtà stessa sembra perdere forza di fronte alla saturazione delle immagini, e l’orrore sembra definitivamente ‘smaterializzato’.
           
           
           
         



  
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