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  I libri di Olokaustos
 
 
copertina con i lupi alle spalle
 
Bianca Schlesinger, Con i lupi alle spalle, Edizioni dell'Arco, Bologna, 2005, Pagine: 184, ISBN: 88-7876-024-2

Per acquistare il volume contatta le Edizioni dell'Arco
 
 
 

Con i lupi alle spalle

di Bianca Schlesinger

 
 

Per quanti lupi possiamo avere alle spalle, dinanzi a noi c'è sempre un eroe disposto a salvarci. Questa è la storia di una bambina e degli eroi inconsapevoli che la salvarono dai lupi. Una storia che vuole ricordarci che sono gli umili che salvano il mondo dalla sua malvagità.


Prefazione

Le memorie di chi è sopravvissuto alla persecuzione nazista sono divenute ormai quasi una ‘letteratura di genere’. Il lettore s’attende un racconto strutturato per tappe: la persecuzione, l’arresto, la liberazione. In ciascuna tappa ci si aspetta la cronaca di un crescendo di dolore e di morte. Queste memorie si discostano dal tessuto narrativo ormai classico per portarci verso una direzione nuova.
I lupi alle spalle di Bianca – i nazisti e i fascisti – sono sì una presenza incombente e costantemente minacciosa. Sono certamente il motore malvagio che mette in moto un percorso di sofferenza umana ma non sono i protagonisti. Il centro della narrazione sono i moti degli animi. Le tensioni di un padre che si ritrova a dover essere non solo un uomo in fuga ma il responsabile delle decisioni che possono determinare la vita o la morte di tutta la sua famiglia. Il lungo viaggio dalla Jugoslavia ad un paesino piemontese è il frutto di scelte che mettono un uomo dinanzi al grigio arcobaleno di tutte le umiliazioni, di tutti i dubbi, di tutte le paure e le debolezze umane.I lupi alle spalle determinano non solo la fuga ma anche un viaggio all’interno di un uomo dilacerato tra la volontà di mantenere la propria dignità e la necessità di proteggere i suoi cari. Quest’uomo, questo padre in fuga è visto con gli occhi di una figlia che coglie l’aumento delle tensioni e delle contraddizioni tra la vita normale e la vita dei fuggitivi.
I lupi minacciosi diventano solo presenze sullo sfondo perché ciò che conta e vale la pena di essere raccontato non è tanto il pericolo quanto la solidarietà. La forza non sta nell’inumanità dei persecutori ma nella tranquilla scelta protettiva dei salvatori. La famiglia poverissima che salva una famiglia impoverita dal destino, braccata e disperata non compie un eroismo consapevole. Non si pone neppure la scelta tra ‘salvare’ e ‘non salvare’: aiutare è un atto automatico, naturale, inevitabile. I salvatori non si sentono eroi, avvertono solo l’impensabilità dell’assenza di solidarietà.
Quel che al fondo il libro di Bianca Schlesinger ci regala è la constatazione che eroe è chi non mette in bilancio l’eroismo delle sue azioni. L’eroe è l’umile che non si aspetta premi, l’eroe è chi non può agire se non nel solco della giustizia umana.
Le memorie si arrestano quando la guerra termina, quando i lupi si dissolvono. Immaginiamo ciò che è potuto accadere in seguito. La bambina è cresciuta, ha avuto la sua vita, le sue gioie, i suoi dolori è rientrata nella normalità di un quotidiano che tutti conosciamo. Ci piace però pensare che a farle attraversare lo spazio della vita sia stata anche la certezza che per quanti lupi si possano avere alle spalle, dinanzi a noi può esserci sempre un eroe inconsapevole ad incarnare ciò che di meglio è l’essere umano.

Giovanni De Martis

 
           
           
           
         



  
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