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I negazionisti italiani
Quello che colpisce nel genocidio degli ebrei è la lunghezza dei procedimenti: prima vengono tenuti nei campi a far la fame, poi li si spoglia nudi, poi le docce, poi la conservazione meticolosa di montagne di cadaveri, e l'archiviazione dei vestiti, il censimento dei beni personali...
Non era un procedimento razionale, se si trattava solo di uccidere.
Diventava razionale se si fosse trattato di cercare, cercare un messaggio che uno di quei milioni di persone, il rappresentante gerosolimitano dei Trentasei Invisibili, conservava, nelle pieghe dell'abito, in bocca, tatuato
sulla pelle... Solo il Piano spiega la inspiegabile burocrazia del genocidio! Hitler cerca addosso agli ebrei il suggerimento, l'idea che gli permetteva di determinare, grazie al Pendolo, il punto esatto in cui, sotto la volta concava che la terra cava provvede a se stessa, si intersecano le correnti sotterranee - che a questo punto, badate alla perfezione della concezione, si identificano nelle correnti celesti, per cui la teoria della terra cava materializza, per così dire, l'intuizione ermetica millenaria:
ciò che sta sotto è uguale a ciò che sta sopra! Il Polo Mistico coincide col Cuore della Terra, il disegno segreto degli astri altro non è che il disegno segreto dei sotterranei di Agarttha, non c'è più differenza tra cielo e inferno, e il Graal, il lapis exillis, è il lapis ex coelis nel senso che è
la Pietra Filosofale che nasce come avvolgimento, termine, limite, utero ctonio dei cieli! E quandro Hitler avrà identificato quel punto, al centro cavo della terra che è il centro perfetto del cielo, sarà il padrone del mondo di cui è Re per diritto di razza. Ed ecco che sino all'ultimo,
nell'abisso del suo bunker, egli pensa di poter determinare ancora il Polo Mistico.

U.Eco, Il Pendolo di Foucault
Nota introduttiva

Dal punto di vista dei contenuti, il negazionista è colui il quale afferma quanto segue:
1. Gli ebrei non furono uccisi in camere a gas, o almeno non su una scala significativa;
2. I nazisti non avevano una politica, e non operarono alcun sistematico tentativo, tesi a sterminare gli ebrei d’Europa; e le uccisioni che ebbero luogo furono la conseguenza di eccessi individuali non autorizzati a livello superiore;
3. Il numero degli ebrei uccisi non corrisponde a milioni, ma la somma totale delle vittime è di molto inferiore;
4. L’Olocausto è per la maggior parte o in toto un mito forgiato durante la guerra dalla propaganda alleata e sostenuto dopo la guerra dagli ebrei allo scopo di ottenere aiuti finanziari per il neonato Stato di Israele (1).


Suddivido i negazionisti nelle seguenti categorie.
1. Negazionisti nazisti – Coloro i quali hanno vissuto direttamente il periodo nazista.
2. Negazionisti neonazisti/neofascisti – Hanno aderito al nazismo o al fascismo nel dopoguerra.
3. Negazionisti marxisti – Trovano nella lettura dei testi del filone marxista la giustificazione ideologica del proprio essere negazionisti.
4. Negazionisti tecnici – Si presentano volutamente in maniera politicamente “neutra”. Da una parte possono essere specializzati in chimica o ingegneria delle camere a gas; dall’altra invece utilizzano una metodologia iperdecostruttiva nell’analisi delle fonti storiografiche (2).
5. Negazionisti geopolitici – Derivano le proprie teoriche negazioniste dalla lettura dei fatti contemporanei, soprattutto dalla questione mediorientale.
6. Negazionisti religiosi – Negano la Shoah come riflesso della propria fede.


[L.V. segue>>]


  
1) Definizioni contenute nella sentenza del giudice Charles Gray - mutuate dalla perizia del prof. Richard Evans - nella nota causa intentata da David Irving contro Deborah Lipstadt. Sulla vicenda: D.D.Guttenplan, Processo all’Olocausto, Milano, Corbaccio, 2001. La definizione è alle pp. 287-288.
  
2) Sulla metodologia storiografica dei negazionisti: P.Vidal-Naquet, Les assassins de la memoire, Seuil, 1995; V.Pisanty, L’irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo, Milano, Bompiani, 1998; D.Lipstadt, Denying the Holocaust. The Growing Assault on Thruth and Memory, Free Press, 1993.
NB: per una introduzione generale
sul negazionismo vedi l'articolo
di C.Vercelli