I negazionisti geopolitici fanno derivare la propria adesione alle tematiche
negazioniste da una presa di posizione genericamente politica e specificamente
antiisraeliana.
Questo approccio è tipico dei paesi e degli intellettuali islamici.
Il negazionismo in realtà è un atteggiamento relativamente recente
fra i musulmani ed ha preso sempre più piede, in connessione coll’inasprirsi
del conflitto arabo/israeliano. Dal punto di vista dei contenuti, i negazionisti
geopolitici sono tributari delle tematiche del negazionismo “classico”.
Citiamo a titolo d’esempio i contenuti degli scritti dell’associazione
Radio Islam, fondata da Ahmed Rami. Questi è uno dei cospiratori che
nel 1971 tentò di rovesciare la monarchia marocchina al fine della
creazione di una repubblica islamica.
Rami è amico personale di Faurisson, nonché di Johannes von
Leers, già braccio destro di Goebbels per le questioni che riguardavano
l’antisemitismo. Von Leers si convertì all’islamismo col
nome di Omar Amin von Leers, negli anni del dopoguerra in cui visse in Egitto
e divenne consulente del governo di Nasser.
Condannato per antisemitismo, attualmente Rami vive in Svezia
(48).
Come si capirà, la vicenda di Rami è notevole anche per interpretare
i legami fra i vari gruppi negazionisti, spesso molto più contigui
di quanto si possa pensare. Si segnala la sua partecipazione al convegno “Revisionismo
e dignità dei popoli vinti” tenutosi a Trieste il 6/7 ottobre
2001 (49), organizzato dalla già
citata associazione Nuovo Ordine Nazionale e dal Movimento Fascismo e Libertà
(50). Gli altri conferenzieri furono i negazionisti francesi
Jean-Louis Berger - ex aderente al Fronte Nazionale di Le Pen - e Vincent
Reynouard, i negazionisti americani Russ Granata e Robert Countess
(51), lo svizzero Juergen Graf (52)
e il negazionista australiano Frederick Toben (53).
Un messaggio di saluto ai conferenzieri fu inviato da Marcantonio Bezicheri,
membro del Comitato Centrale del Movimento Sociale – Fiamma Tricolore
(54).
Pare possa essere inserito all’interno della categoria dei negazionisti
geopolitici anche il francese Roger Garaudy, il quale nel suo pamphlet
“Les mythes fondateurs de la politique israéliènne”
(55) riprende alcune delle tematiche tipiche dei negazionisti,
inserite però in un contesto generale antisemita ed antiisraeliano.
Garaudy è da anni convertito all’Islam: processato per contestazione
dei crimini contro l’umanità e condannato a 120.000 franchi d’ammenda,
durante il processo ricevette la continua assistenza di Faurisson, nonché
l’appoggio di una serie di intellettuali dei paesi arabi e musulmani.
In anni recenti il negazionismo ha fatto capolino anche negli organi di stampa:
il 25 settembre 1998 il quotidiano egiziano “Al Akhbar”
pubblicava un articolo a firma di Wahya Abu Thawkra intitolato: “L’Olocausto
Netanyahu e me”, all’interno del quale si leggevano le seguenti
frasi: “Gli ebrei hanno inventato il mito
dello sterminio di massa e il fatto che 6 milioni di ebrei siano stati uccisi
nei forni nazisti. Ciò fu fatto con l'intento di motivare gli ebrei
ad emigrare in Israele e ricattare i tedeschi per denaro e anche per ricevere
l'aiuto degli ebrei del mondo. Similmente il sionismo si è basato su
questo mito per stabilire lo stato d'Israele. Io continuo a credere che l'Olocausto
sia un mito israeliano inventato per ricattare il mondo”
(56).
A coronamento, dal 31 marzo al 3 aprile 2001 fu indetta a Beirut una conferenza
intitolata “Revisionismo e sionismo”, organizzata dall’associazione
negazionista svizzera “Truth and Justice" (57)
e dall’americano "Institute for Historical Review"
(58) e sponsorizzata dall’Associazione degli Scrittori
Giordani (59). La conferenza suscitò
moltissime polemiche e fu anche contestata pubblicamente da quattordici intellettuali
di vari paesi arabi (60), tanto da venir
impedita dal governo libanese (61).
In Italia non sembra si possa parlare di negazionismo geopolitico, parendo
preminente nei negazionisti di casa nostra la scelta ideologica: il che non
toglie che il mondo dei negazionisti in generale e della destra radicale in
modo specifico sia violentemente antiisraeliano
(62). Questo però provoca un atteggiamento necessariamente
ambivalente fra i negazionisti della destra radicale, così come ha
riconosciuto Guillaume Fabien, collaboratore di Faurisson: “La
progressiva penetrazione del revisionismo nel mondo arabo musulmano promette
bene […];
d'altra parte gli arabi sono fra coloro che avviliscono le nostre città
europee. D'accordo che dobbiamo appoggiare le giuste istanze dei palestinesi,
ma in Europa dobbiamo difenderci contro il degrado delle nostre città.
La razza bianca oggi in Europa deve lottare per la propria sopravvivenza”
(63).
Per quanto riguarda il mondo dei musulmani italiani, ad oggi non è
noto alcun documento di un’organizzazione riconosciuta che ufficialmente
abbia assunto posizioni negazioniste (64).
[L.V. segue>>]
48) Notizie su Rami e von Leers on-line al seguente indirizzo:
www.phdn.org/negation/faurisson/rami.html.
Una visione generale e concisa si ha in R.S.Wistrich, Holocaust Denial,
in The Holocaust Encyclopedia, Yale University Press, 2001, pp. 293-301.
49) Trieste oggi, 9 ottobre 2001, p.3.
50) Per il convegno del 2002 vedi il capitolo dedicato
al " caso Faurisson ".
51) Granata nel corso del convegno asserì che i
servizi segreti americani sapevano dell’attentato alle Twin Towers,
ipotizzando che il loro crollo fosse stato determinato da una serie di microcariche
esplosive appositamente collocate all’interno dei grattacieli. Ibidem.
52) Dopo varie condanne Graf si è stabilito a Teheran,
ospite di accademici iraniani – Reuters, Ha’aretz, 23.03.2001.
53) Toben affermò che Bin Laden è “una
creatura della CIA”. Ibidem.
54) Ibidem.
55) R.Garaudy, Les mythes fondateur de la politique
israéliènne, La Vieille Taupe, 1995.
56) S.Tezza, La stampa ufficiale egiziana continua
a negare la Shoah e a predicare antisemitismo, in Menorah, 12
gennaio 1999.
57) A capo dell’organizzazione è il già
citato svizzero Juergen Graf.
58) Fondato nel 1978, l’Institute for Historical
Review è la più importante istituzione negazionista al mondo.
59) E.Yaghi, Exclusive Interview with Dr. Ibrahim Alloush:
Revisionist Historians And Jordan, in Middle East Online, 7 maggio 2001.
60) M.Naim, The Appeal of Fourteen Arab Intellectuals
Against a Denial Conference, Le Monde, 16 marzo 2001. Ecco i firmatari
dell’appello antinegazionista: i poeti Adonis (Libano) e Mahmoud Darwich
(Palestina), gli storici Mohammed Harbi (Algeria) gli scrittori Jamel Eddine
Bencheikh (Algeria), Mohamad Verada (Marocco), Dominique Eddé, Elias
Khoury, Gérard Khoury e Salah Stétié (Libano), Fayez
Mallas e Farouk Mardam-Bey (Siria), Edward Said, Khalida Said e Elias Sanbar
(Palestina).
61) Reuters, Ha’aretz, 23.03.2001.
62) Vedi a titolo d’esempio P.Sella, Prima di
Israele. Palestina, nazione araba, questione ebraica, Milano, Edizioni
dell’Uomo Libero 1990.
63) P.De Martin, Conferenza italiana sul revisionismo
olocaustico, Il popolo d’Italia, giugno 2001. L’articolo
fa riferimento ad una conferenza tenutasi a Trieste, organizzata dal Movimento
Fascismo e Libertà (MFL). E’ da notare che la spilla ricordo
regalata degli organizzatori ai partecipanti era una copia di quella concessa
ai membri del Partito Nazionale Fascista (PNF), colla sigla MFL al posto di
PNF. Per un accenno alle altre conferenze organizzate dal MFL, vedi le pagine
precedenti.
64) Sull’Islam radicale in Italia vedi M.Allam, Bin
Laden in Italia. Viaggio nell’Islam radicale, Milano, Mondadori,
2002.