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Il Generalplan Ost storia di un progetto di genocidio - [pag.1/3]
Il futuro dell'Est: coloni tedeschi e schiavi slavi
Il futuro dei territori dell'Est in un dopoguerra vittorioso per il nazismo era stato pianificato in un documento conosciuto come "Generalplan Ost". E' interessante e non senza significato che l'organo responsabile per la stesura del piano fosse l'RSHA l'agenzia preposta alla lotta a tutti i nemici del nazismo e della Germania nazista. Si trattava di un documento strettamente confidenziale ed il suo contenuto era conosciuto soltanto dai più alti livelli della gerarchia tedesca. Sfortunatamente dopo la fine della guerra non ne venne rintracciata alcuna copia tra i documenti d'archivio in Germania. Ciononostante questo documento esistette senza alcun dubbio. La sua esistenza infatti venne confermata da uno dei testimoni durante l'ottavo processo celebrato davanti al Tribunale Militare Americano di Norimberga (1), l'SS-Standartenführer Hans Ehlich(2).
Impiegato all'interno dell'RSHA (Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich) Ehlich era il responsabile per la distribuzione del documento e sotto giuramento certificò la sua esistenza. Grazie alla deposizione di Ehlich sappiamo che una prima versione del "Generalplan Ost" venne redatta nel 1940 all'interno dell'RKFDV (Ufficio Centrale per il consolidamento della germanicità)(3).
Il "Generalplan Ost" dovette circolare per due anni tra le alte gerarchie naziste e fu evidentemente al centro di un dibattito. Ciò è testimoniato dall'esistenza di un documento fondamentale per la ricostruzione dei contenuti del "Generalplan Ost" risalente al 27 aprile 1942. Si tratta di un memorandum intitolato Stellungnahme und Gedanken zum Generalplan Ost des Reichsführers SS ("Opinione ed idee sul Piano Generale per l'Est del Reichsführers SS") scritto da Erhard Wetzel all'epoca direttore dell'Ufficio Centrale Consultivo per le questioni di politica razziale del Partito Nazionalsocialista. (Leiter der Hauptstelle Beratungsstelle des Rassenpolitischen Amtes der NSDAP). L'estensore del memorandum, il dottor Erhard Wetzel, partendo dal Generalplan Ost sottoponeva una serie di idee probabilmente provenienti dall'interno del Partito(4). Il documento di Wetzel non è fondamentale soltanto perché in base ad esso possiamo farci una idea precisa del contenuto del Generalplan ma anche perché abbiamo la dimostrazione di quanto il dibattito fosse stato intenso. L'SS Obergruppenführer Erich von dem Bach-Zelewski durante la sua deposizione testimoniò che la prima versione del Generalplan venne dibattuta da Himmler insieme ai suoi più diretti collaboratori.
Wetzel oltre a ricoprire l'incarico di direttore per le politiche razziali all'interno del partito nazista era anche un collaboratore di Alfred Rosenberg al quale con tutta probabilità erano dirette le sue opinioni. Nel suo memorandum Wetzel è molto critico e riferisce in primo luogo che sin dal novembre 1941 Hans Ehlich gli aveva riferito che negli uffici di Himmler si stava programmando ad Est la deportazione di 31 milioni di persone estranee alla razza germanica per far posto ai coloni tedeschi stimati a circa dieci milioni. I territori interessati a questo gigantesco movimento di popolazioni corrispondevano al territorio della Polonia, della Lituania, Lettonia, Estonia, dell'Ucraina occidentale, l'area intorno a Leningrado (San Pietroburgo) denominata Ingermanland, la Crimea e l'area intorno al Dnieper denominata dai tedeschi Dnieprbogen. Tutta questa enorme area comprendeva sei milioni di ebrei e trentanove milioni di slavi. Secondo Wetzel Himmler aveva programmato di evacuarne trentuno milioni in Siberia. I quattordici milioni rimanenti probabilmente dovevano essere utilizzati o come manodopera o si metteva in conto la loro eliminazione. L'intera operazione doveva svolgersi nell'arco di trenta anni e doveva portare alla evacuazione di circa l'85% dei polacchi, del 65% degli Ucraini e del 75% dei Bielorussi.
Nell'aprile 1942 quando Wetzel indirizzava la sua nota a Rosenberg il "Generalplan Ost" non rappresentava più una ipotesi di massima ma si avviava a divenire un piano operativo.

[G.D.M. segue>>]



NOTE
  
1) Il 30 settembre 1947 il Governo Militare Americano per la Germania ricostituì il Tribunale Militare che - in precedenza aveva processato i "medici" nazisti. Il Tribunale venne chiamato a giudicare i crimini commessi dagli appartenenti al RuSHA, l'Ufficio Centrale per la Razza ed il Reinsediamento. Alla sbarra degli accusati comparvero quattordici uffciali (Ulrich Greifelt, Rudolf Creutz, Konrad Meyer-Hetling, Otto Schwarzenberger, Herbert Huebner, Werner Lorenz, Otto Hofmann, Richard Hildebrandt, Fritz Schwalm, Max Sollmann, Gregor Ebner, Guenther Tesch, Inge Viermetz) appartenenti al RuSHA o ad altri uffici da esso dipendenti. Di fatto il RuSHA era l'ufficio che durante la Germania nazista aveva il compito di rendere operativi i piani razziali del Terzo Reich. Le accuse mosse agli imputati furono connesse alla criminale realizzazione dei principali aspetti della politica di "purificazione razziale" dell'Europa: rapimento di bambini "razzialmente validi", evacuazione forzata di popolazioni, persecuzione e sterminio degli Ebrei in Germania e nei Paesi occupati dalla Germania. Il processo iniziò il 20 ottobre 1947 e si chiuse il 17 febbraio 1948. Le sentenze vennero emesse il 10 marzo. Otto imputati vennero giudicati colpevoli di tutti i capi di imputazione, cinque di appartenenza ad organizzazione criminale ed uno venne assolto. Un imputato fu condannato all'ergastolo, sette a pene varianti tra i dieci e i venticinque anni di carcere, cinque al periodo di carcere già scontato in attesa della sentenza ed uno venne liberato
  
2) Ehlich depose il 28, il 29 ed il 30 ottobre 1947, NMT, vol. 5, Case VIII, pp. 572-653; pp. 734-771. Hans Ehlich era capo dell'ufficio III B che si occupava dei problemi di germanizzazione delle aree occupate, dei gruppi etnici nei territori del sud-est, di politica delle popolazioni.

3) Rolf-Dieter Mueller, Hitlers Ostkrieg und die deutsche Siedlungspolitik: Die Zusammenarbeit von Wehrmacht, Wirtschaft und SS, Frankfurt/Main, Fischer, 1991, pp. 130-138.

4) Vedi Czeslaw Madajczyk, Generalny Plan Wschodni: Zbiór dokumentów, Warszawa, Glówna Komisja Badania Zbrodni Hitlerowskich w Polsce, 1990, pp. 82-110.
mappa
L'area e il progetto nazista di colonizzazione dell'Est Europa (cliccare sull'immagine per ingrandire la mappa)